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Francia: gli studenti contro la riforma delle pensioni

Il 19 ottobre, per il settimo giorno consecutivo, si sono tenute in tutta la Francia manifestazioni contro la riforma delle pensioni [fr, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato]. Eventi simili si susseguono dall'inizio di settembre, ma inizialmente erano limitati ad ambiti specifici e in cui protagonisti erano lavoratori del settore pubblico e privato di tutti i settori. Dal 12 ottobre lo sciopero ha cambiato volto: i sindacati hanno deciso in quella data di renderlo prorogabile ai giorni successivi, e la Francia da allora appare bloccata. Sono state mantenute chiuse molte raffinerie di petrolio, le ferrovie e i trasporti pubblici paralizzati a causa della mobilitazione, così come i controllori di volo hanno sospeso le partenze dagli aeroporti. Nel frattempo, in Parlamento, l’opposizione ha presentato 1200 emendamenti che rallentano le procedure del Senato e risultano ancora in discussione.

Inoltre, da inizio ottobre, a fianco della mobilitazione dei lavoratori dipendenti si sono aggiunti nuovi protagonisti: studenti liceali e universitari. L'UMP, il partito di governo che difende la riforma delle pensioni, ricorda loro che ad ogni modo questa riforma è fatta proprio per il loro futuro e per di più che la maggior parte degli studenti non sono ancora entrati nel mondo del lavoro … Dunque, perché partecipano in massa e con determinazione a queste manifestazioni?

Manifestazione a Marsiglia – foto di Marcovdz su Flickr- licenza CC NC 2.0

Dibattito sulla partecipazione dei giovani

Dal 25 settembre, il sindacato studentesco UNEF ha invitato gli studenti a partecipare alle manifestazioni, come altri sindacati universitari quali Studente SUD o FSE, o quelli dei licei FIDL e UNL, che avevano chiesto l’organizzazione di assemblee generali a fine settembre per affrontare gli scioperi d’ottobre. Prima delle manifestazioni del 12 ottobre gli studenti, impegnati con l’inizio dell’anno scolastico e universitario, erano rimasti piuttosto distanti dalle proteste, e gli scioperi rimanevano fenomeni piuttosto isolati. Ma dal 12 ottobre gli scioperi si sono intensificati a oltranza, e gli studenti, tanto dei licei come delle università, non esitano più a bloccare le loro scuole o le università. Così, il 19 ottobre, tra 379 e 1.200 scuole superiori e tra 6 e 20 università sono rimaste chiuse.

Sul fronte politico, il dibattito si è animato significativamente l’11 ottobre scorso, dopo l'intervento televisivo di Ségolène Royal, membro del Partito Socialista, il maggior partito d'opposizione. Parlando a proposito della partecipazione dei giovani alle proteste, la Royal e con lei l'opposizione in generale si sono attirate immediatamente le critiche, accusate di incoraggiare i giovani a scendere in piazza contro una riforma che non conoscono.  Shmilblick si è unito alle critiche su questo punto:

Comme la plupart des lycéens (on est tous passés par là) ce sont des moutons manipulés par des responsables lycéens qui essayent de se placer médiatiquement pour se faire une place dans les partis politiques d'ici quelques années (les exemples sont nombreux), c'est certain qu'à cet âge on aime faire partie de ces manifestations et se dire qu'on participe à quelque chose.

Mais sur le fond, c'est ridicule d'aller manifester contre le travail quand on ne l'a même pas encore commencé surtout que plus la réforme attendra plus les jeunes en pâtiront dans quarante ans, il n'y a qu'en France qu'on arrive pas à comprendre.

La maggior parte degli studenti delle scuole superiori (siamo stati tutti studenti) si comportano come delle pecore manipolate dai loro rappresentanti, che cercano di apparire mediaticamente per ottenere in poco tempo un posto nei partiti politici (gli esempi sono numerosi); è certo che a quell'età piace a tutti far parte di eventi di questo tipo o poter dire che si partecipa a qualcosa.

Ma la sostanza è che è ridicolo manifestare contro le riforme del lavoro quando non si ha nemmeno messo piede nel mondo lavorativo e ancora più se si tiene conto del fatto che più la riforma sarà rimandata, più ne subiranno le conseguenze i giovani tra quarant’anni. Solamente in Francia non lo capiamo.

Guillermo, nel suo blog La boîte de Guillermo [La scatola di Guillermo], commenta le dichiarazioni di Ségolène Royal, concentrandosi su quello che ritiene il succo:

Aujourd'hui, les gens se posent encore la question. Pourquoi les lycéens font grève. Pour les retraites? Certainement pas, les trois quarts d'entre eux ne sachant même pas quel métier ils exerceront plus tard.

(…)

Ségolène Royal, on l'écoutait à une époque. Elle faisait des meetings et combattait NIcolas Sarkozy pour la présidentielle. A cette époque oui, la jeunesse était derrière elle (je parle de la jeunesse bien dans sa peau, bien evidemment, d'autres jeunes suivaient Nicolas, mais il suffisait de regarder leur mode vestimentaire et d'écouter leur allocution verbale pour comprendre que ces jeunes là étaient déjà trés vieux). Mais à présent, quel lycéen écoute Ségolène Royal ?

(…)

Bref, je suis étonné par tout ceux qui clamaient hier, haut et fort, que Ségolène Royal était has-been, et ceux qui disent aujourd'hui avec dépit, que c'est une honte que cette personne ait un impact néfaste sur la jeunesse.

Une grève de Lycée, c'est un peu des vacances avant l'heure, surtout quand il fait beau. On commence dans le cortège, on finit à la terrasse d'un café, avec un cappucino et une bande d'amis. Avec un peu de chance, on échangera même un baiser avec le beau brun qui nous regarde en cours d'anglais, ou avec la belle blonde qui se met toujours à la table prés de la fenêtre à la bibliothèque.

Oggi le persone si pongono ancora la domanda: perché gli studenti scioperano? Per le pensioni? Certamente no. La maggioranza non sa nemmeno che lavoro svolgerà in futuro.
(…)

Ségolène Royal, l’abbiamo sentita nel 2007, quando concorreva con Nicolas Sarkozy per la Presidenza della Repubblica. A quel tempo sì che la gioventù era con lei (intendo i giovani che stanno bene con loro stessi naturalmente, ve n’erano altri che seguivano Sarkozy ma è stato sufficiente vedere come si vestivano e ascoltare le loro dichiarazioni per capire che quei giovani erano già vecchi). Ma oggi, quali liceali ascoltano Ségolène Royal?
(…)

In breve, sono sbigottito nel vedere come è stata celebrata ieri Ségolène Royal e come oggi, con dispetto, si dica che è una vergogna che questa persona abbia un impatto negativo sui giovani.

Uno sciopero della scuola è un pò come una vacanza anticipata, soprattutto quando fa bel tempo. S’inizia con la manifestazione e si finisce in un bar a bere un cappuccino con gli amici. Con pò di fortuna, si può anche baciare la bella bruna che ti guarda durante la lezione d’inglese, o con la bella bionda che si siede sempre al tavolo vicino alla finestra in biblioteca.

Le rivendicazioni

Molti trovano dunque piuttosto ambigue le motivazioni degli studenti e dei giovani in generale. Eppure i giovani hanno il diritto di esprimere le loro idee sulla riforma, anche perché presto entreranno nel mercato del lavoro. Un manifesto pubblicato sul blog révoltescolaire, firmato da molte organizzazioni sindacali studentesche, ricorda le richieste dei giovani:

L'allongement de la durée des études et le recul de l'âge moyen d'entrée dans un emploi stable (27 ans) conduisent les jeunes à commencer à cotiser plus tard que par le passé. Nous exigeons :

• la validation des années d'études et de formation dans le calcul des annuités ouvrant droit à la retraite, afin d'offrir à chaque jeune la garantie de pouvoir étudier sans être inquiété par son avenir,mêmelointain ;

• la validation des périodes de stages, intégrée dans une véritable règlementation contraignante(rémunération à 50% du SMIC dès le premier mois, reconnaissance et encadrement dans la formation) ;

• la validation des périodes d'inactivité forcée, et la prise en compte la situation des jeunes en situation d'insertion professionnelle pour qui l'enchaînement de stages, de CDD, d'emplois à temps partiel, de périodes d'intérim ou de chômage conduisent à accumuler des droits à retraite très incomplets;

L’allungamento della durata degli studi e l’aumento dell'età media d’ingresso nel mondo del lavoro (27 anni) fa sì che i giovani inizino a pagare i contributi più tardi rispetto al passato. Si richiede quindi:

• l'inserimento degli anni di istruzione e di formazione nel conteggio per la pensione d’anzianità, per fornire così a tutti i giovani la garanzia di poter studiare senza inquietudini sul proprio futuro;

• il calcolo dei periodi di stage, regolamentati in maniera vincolante (ovvero per lo meno con il 50% del salario minimo a partir dal primo mese, e con la certezza del riconoscimento dell’attività all’interno del percorso di formazione);

• il conteggio dei periodi di inattività forzata, così come profonda attenzione per la situazione dei giovani che, nella fase d’ingresso nel mondo del lavoro, spesso devono seguire corsi, o non trovano altro che contratti a tempo determinato o lavori part-time, intervallati da periodi di disoccupazione; situazione che contribuisce alla maturazione dei contributi pensionistici in maniera molto frammentaria;

Ma al di là di questa riforma, ciò che emerge è l'insoddisfazione dei giovani sul loro presente e futuro. Gli studi che si fanno più lunghi e più costosi, il problema dell’accessibilità degli alloggi, l'aumento della disoccupazione (tasso d’occupazione tra i 15 e i 24 anni al 31,4%, il 14º Paese nell'Unione Europea), l'insicurezza del lavoro, la riduzione del potere d’acquisto e divario in aumento con le classi superioriil pessimismo tra i giovani francesi è dilagante.

Nel suo blog, Guilaume Erner riassume:

La jeunesse de France ne croit plus en l’avenir, ce sentiment a une force agissante, il devient une prophétie auto-réalisatrice, une croyance qui se traduit réellement dans les faits. Le pessimisme des jeunes conduit la classe d’âge qui devrait être la plus aventureuse, celle qui est censée symboliser la prise de risque, à observer des conduites prudentes, précisément celles qui inhibent la société alors qu’elles devraient la bousculer. A ce rythme là on dira bientôt : cours vieux monde, les jeunes sont derrière toi.

I giovani francesi non credono più nel futuro. E questa sensazione ha una dinamica propria, diventa una profezia che si autoavvera, una convinzione che si traduce in realtà. Il pessimismo conduce i giovani, coloro cioè che dovrebbero essere i più avventurosi, i più attratti dall’iniziativa e dal rischio, a un comportamento prudente, in particolare in quelle condotte che alla fin fine rallentano lo sviluppo sociale quando invece dovrebbero alimentarlo. Di questo passo [invertendo un motto del maggio francese], presto diremo: corri mondo antico, i giovani stanno dietro di te.

Violenza eccessiva

Manifestazione a Parigi – Immagine di CastorJovial sur Flickr licenza CC NC 2.0

A causa della sensazione di non essere ascoltati, i giovani si fanno più radicali. E i giovani fanno paura perché sono in grado di riunirsi spontaneamente e in maniera piuttosto organizzata attraverso i social network (per esempio attraverso messaggi su Facebook). La polizia non esita più a contenere e ad affrontare le manifestazioni. Il 12 ottobre, un giovane manifestante è stato gravemente ferito alla testa; il 14, a Montreuil [periferia di Parigi], uno studente di liceo è stato gravemente ferito ad un occhio da un colpo sparato con proiettili di gomma. Come profetizzato da soloon, che commenta un articolo:

tout les ingrédients sont réunie pour durcir la mobilisation
finis la fraction générationnel, tous unis face au même ennemie qui fait régner la terreur de son bras armé en uniforme

je remercie chaleureusement les policiers qui ont tiré au flashball sur des lycéens, sans cette bavure monumental, cela n'aurais peut etre pas été possible

Ci sono tutti gli ingredienti per indurire la mobilitazione,
 è finito il contrasto generazionale, tutti uniti contro lo stesso nemico che ha imposto il terrore grazie al suo braccio in uniforme.

Ringrazio di cuore la polizia che ha sparato proiettili di gomma sugli studenti, senza questo errore monumentale forse tutto questo non sarebbe stato possibile.

Da quel giorno, le mobilitazioni in tutta la Francia sono state teatro di violenze, orchestrate da persone che si mescolavano e confondevano con i manifestanti (in particolare nei pressi delle scuole). Le giornate del 18 e 19 ottobre sono state particolarmente violente, soprattutto a Lione e nella periferia parigina. Da allora però il movimento degli studenti è stato stigmatizzato ed emarginato, accusato di non saper gestire la propria mobilitazione, mentre invece i manifestanti si lamentavano di una presenza sproporzionata di polizia. In ogni caso la stampa estera si sofferma ampiamente sul conflitto sociale, diffondendo immagini di guerriglia urbana, e parla invece poco del contesto e delle motivazioni dei manifestanti.

Domande al Governo: il riassunto

Caricato da LCP-AN. – News videos from around the world.

Resta da capire come si evolverà il conflitto, visto anche il fatto che il governo rimane irremovibile nella sulla sua volontà di approvare la riforma delle pensioni nonostante il disaccordo della maggioranza dei francesi. Ad ogni modo, per quanto riguarda la mobilitazione degli studenti, c’è da dire che probabilmente la settimana di vacanze che inizia il 23 ottobre li terrà momentaneamente lontano da ogni manifestazione.

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