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Confini instabili, questioni commerciali e la crescente influenza cinese complicano i legami indo-nepalesi

India-Nepal border at Sonauli. Image via Flickr by Axel Drainville. CC BY 2.0

Il confine tra India-Nepal a Sonauli. Immagine via Flickr di Axel Drainville. CC BY 2.0.

Legati da legami culturali e religiosi, i rapporti un tempo amichevoli tra India e Nepal [en, come i link seguenti] si sono notevolmente deteriorati negli ultimi 10 mesi dopo una serie di litigi per una disputa di confine vecchia di decenni e la crescente influenza della Cina nella regione.

Le relazioni hanno cominciato a deteriorarsi nel novembre 2019 quando l'India ha pubblicato una mappa aggiornata che includeva i territori di Kalapani, Lipulekh e Limpiyadhura, che entrambi i Paesi rivendicano.

La controversia risale al trattato di Sugauli che seguì alla guerra anglo-nepalese (1814-1816), la quale designa tutte le aree ad est del fiume Kali come Stato nazionale del Nepal. L'India sostiene che il fiume Kali inizia a Lipulekh, mentre il Nepal rivendica Limpiyadhura come sorgente.

Kathmandu ha risposto inviando una nota diplomatica a Nuova Delhi, che quest'ultima ha ignorato. Il 20 maggio il governo nepalese ha pubblicato una nuova mappa ufficiale del Paese che comprende i territori contesi.

Le cose si sono complicate ulteriormente a maggio, quando l'India ha inaugurato una strada nella zona di Kalapani. A giugno, il Nepal ha modificato la sua costituzione per incorporare la nuova mappa del Paese con Limpiyadhura, Lipulekh e Kalapani. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha respinto questa decisione, definendola un “allargamento artificiale… non basato su fatti e prove storiche”.

Il primo ministro nepalese K.P. Sharma Oli ha sollecitato colloqui con Nuova Delhi – e allo stesso tempo ha spinto l'ufficializzazione della nuova mappa del Nepal.

Con il sostegno di entrambe le Camere del Parlamento e l'approvazione del Presidente, la nuova mappa che incorpora i territori della regione di Kalapani è ora ufficialmente parte della costituzione del Nepal e del suo emblema nazionale.

Kathmandu ha anche inviato la sua nuova mappa politica alle Nazioni Unite e a Google a giugno.

L'attrice e autrice nepalese Manisha Koirala ha scritto in un tweet:

Grazie per aver mantenuto la dignità della nostra piccola nazione… tutti noi ora attendiamo con ansia un dialogo pacifico e rispettoso tra tutte e tre le grandi nazioni 🙏 https://t.co/A60BZNjgyK

[Citazione del tweet di Pradeep Gyawali, ministro degli Esteri nepalese]: Decisione del Consiglio dei Ministri di pubblicare la mappa del Nepal con 7 province, 77 distretti e 753 divisioni amministrative a livello locale, tra cui Limpiyadhura, Lipulek e Kalapani. La mappa ufficiale sarà presto resa pubblica dal Ministero della gestione del territorio).

Il Ministero degli Affari Esteri indiano ha detto a giugno:

“It is contrary to the bilateral understanding to resolve the outstanding boundary issues through diplomatic dialogue. Such artificial enlargement of territorial claims will not be accepted by India.”

“Va contro all'intesa bilaterale risolvere le questioni di confine in sospeso attraverso il dialogo diplomatico. Questo allargamento artificiale delle rivendicazioni territoriali non sarà accettato dall'India”.

Quando il canale televisivo indiano Zee News ha trasmesso, a luglio, un programma di telecronaca che accusava il premier Oli di essere stato influenzato dall'ambasciatore cinese, Kathmandu ha ordinato il divieto a livello nazionale di tutti i canali di informazione indiani.

L'ex diplomatico indiano Krishan Chander Singh arrabbiato ha twittato:

La messa al bando da parte del Nepal dei canali di informazione Indiani, mostra ‘ l'Infondata Propaganda’ contro Govt e PM Oli. Oli viola ora la coesistenza tra i vicini. La buona volontà che aveva abbandonato in precedenza. Segno che sente che il pericolo per il suo governo è finito, con la benedizione cinese. https://t.co/Y24RatFDlJ

L'India ha risposto mettendo al bando tutte le radio FM del Nepal nella regione di confine, sostenendo che quei canali radio trasmettevano propaganda a sostegno della rivendicazione di Kathmandu nei territori contesi.

A settembre, l'ambasciatore del Nepal in India Nilambar Acharya ha incontrato il consigliere indiano per la sicurezza nazionale Ajit Doval per “minimizzare l'incomprensione causata dalla recente disputa di confine”, che gli esperti hanno interpretato come un segno della volontà di entrambe le parti di risolvere i problemi.

L'attrito in corso ha messo in allerta i commercianti di frontiera. A Banbasa, una città indiana situata al confine, i commercianti hanno detto all'Hindustan Times che l'80% dei loro affari dipendono dai clienti nepalesi. L'attrito è preoccupante anche per il Nepal, il cui 68% di tutte le sue esportazioni è destinato all'India.

Il coinvolgimento della Cina

Il Nepal è la chiave dell'iniziativa cinese per le infrastrutture transcontinentali dellaNuova via della seta [it]. Negli ultimi anni, la Cina ha investito in aeroporti, autostrade e progetti idroelettrici nella regione himalayana del Nepal, e i diplomatici cinesi sono diventati sempre più vicini ai politici nepalesi.

A sua volta, le relazioni tra Cina e India sono state tra le peggiori degli ultimi decenni. Gli scontri di confine intorno al Ladakh da giugno hanno portato l'India a mettere al bando 150 cinesi e hanno sollevato il timore di una guerra commerciale a tutto campo tra i due Paesi.

In questo contesto, i media indiani di destra, tra cui Swarajya e Republic, hanno accusato i funzionari nepalesi di rivedere la mappa del Paese per compiacere la Cina. Kathmandu nega queste accuse.

Indranil Mukherjee, un fotoreporter di Mumbai, ha scritto su Twitter:

Un Primo Ministro e il grazioso Ambasciatore – Perché il Primo Ministro nepalese Oli conferisce all'ambasciatore cinese poteri assoluti? https://t.co/1o6L2vEt0j

Sujeev Shakya scrive nel Consiglio per le relazioni estere:

Disputes require talks for resolution, and therefore, the sooner India engages in discussion, the better. Nepal also needs to learn from its own mistakes, such as not being well-prepared for talks due to the lack of thorough research, and failure to communicate well.

Le controversie richiedono dialoghi per essere risolte, e quindi, prima l'India si impegna a discutere, meglio è. Anche il Nepal deve imparare dai suoi stessi errori, come il fatto di non essere ben preparato per i dialoghi a causa della mancanza di una ricerca approfondita e la mancanza di una buona comunicazione.

Achyut Wagle scrive sul Kathmandu Post:

Neither party is likely to gain from the current deadlock in Nepal-India relations. The present resigned approaches evident on both sides does not contribute to elevating the age-old relations from, perceivably, now at their lowest point in history. If the Indian establishment is testing its strategy of making Nepal realize the putative ‘small country predicament’ in diplomacy, it will have a greater unforeseen cost.

È probabile che nessuna delle due parti tragga vantaggio dall'attuale situazione di stallo nelle relazioni tra Nepal e India. Gli attuali approcci rassegnati, evidenti da entrambe le parti, non contribuiscono ad elevare le relazioni secolari da, percepibilmente, ora al loro punto più basso nella storia. Se l'establishment indiano sta mettendo alla prova la sua strategia di far realizzare al Nepal la presunta “situazione del piccolo paese” nella diplomazia, avrà un costo imprevisto maggiore.

India e Nepal hanno in programma un incontro a livello di ministri degli Esteri ad ottobre. L'ultimo incontro tra i due ministri degli Esteri è stato nell'agosto 2019, a Kathmandu.

Il Nepal potrebbe essersi trovato nel fuoco incrociato della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e del conflitto di confine tra India e Cina. Resta da vedere se le discussioni diplomatiche potranno appianare i legami logori tra questi due tradizionali alleati.

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