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Bahrain: Detenuti in patria e all'estero

In seguito a proteste e scontri avvenuti in Bahrain nel dicembre scorso, parecchi degli arrestati sono ancora detenuti. Vi sono anzi accuse (non provate) secondo cui alcuni detenuti sarebbero sottoposti a torture. A febbraio, inoltre, otto cittadini del Bahrain sono stati arrestati in Arabia Saudita, sembra perchè si trovavano in una zona riservata. Ecco un aggiornamento su questi casi.

Babbling Bahrania ha inviato una lettera aperta a Abdulla Mohsen, uno dei blogger detenuti dal dicembre scorso, per via delle preoccupazioni sulle sue condizioni di salute:

Caro Abdullah,
Una “gabbia ando’ a cercare un uccello” – Kafka.
Era solo questione di tempo – ma in ogni caso non mi aspettavo di dover rimanere in gabbia così a lungo. Ogni parola è una pugnalata sferzata da un cuore appesantito da vergogna, colpa e dolore per cio’ che devi sopportare. La penna non sa cosa dirà il cuore, ma tu hai già letto queste parole, già prima che apparissero su questa pagina, perchè tu, più della mia giugulare, sei vicino al mio cuore. La penna svolge solo l'esercizio di scrivere questa lettera, come una trascrizione postdatata dei miei tormentati pensieri prosciugati dall'emorragia interna… Nella tua lettera scrivi che “possono sparare contro di noi e i nostri sogni ma non possono farci smettere di sognare”. …Sii forte, appassionato e impegnato… Un eroe non ha bisogno di un salvatore, ma noi si abbiamo bisogno di te!

Nel frattempo Ahmed Al Bader scrive quanto segue sugli otto cittadini del Bahrain detenuti in Arabia Saudita:

لكل إنسان على هذه الكرة الأرضية وطن ولكل وطن شعب ولكل شعب حكومة ولكل حكومة قوانين ودساتير، ولكن هناك ثمانية أشخاص محتجزين بلا وطن وبلا حكومة ترعاهم، هم ثمانية يحملون الشهادات الجامعية ويدرسون أجيال وطن له شعب وحكومة ودستور، فهل من المعقول أن تتغافل حكومة عن مواطنيها وهم محتجزين بسجون دولة شقيقة بل دولة أخوية بكل ما تحمل من معنى الأخوة، لا يربطنها بها مجرد جسر بل يربطنا بها قوة المحبة والتعاون والتزاوج.
هم ثمانية محتجزين بالمملكة العربية السعودية (مجيد عبدالرسول سلمان الغسرة، عباس أحمد إبراهيم، سيدأحمد علوي عبدالله، عيسى عبدالحسن أحمد، محمد حسن علي مرهون، محمد عبدالله المؤمن، إبراهيم مرزم ومحمد مهدي) قصتهم أغرب إلى الخيال تم احتجازهم في بداية شهر مارس الفائت لا بسبب جرم أو إرهاب وإنما لأنهم أضاعوا الطريق ليدخلوا بالخطأ منطقة عسكرية محظورة، والعجيب بالأمر أنهم منذ احتجازهم حتى يومنا هذا وهم بالسجون الانفرادية لا يعلمون عن بعضهم بعض وفي أول وأخر زيارة لهم تمت قبل ثلاثة أسابيع قال أهاليهم الذي التقوا بهم بأنه أشكالهم تغيرت بصورة كبيرة وأثار التعب على وجوهم نعم التعب الجسدي والنفسي، تعب الابتعاد عن الأهل والوطن.
جميعهم ملفهم الأخلاقي والسياسي نظيف فلا شأن لهم بالسياسة، اهتماماتهم أما أن تكون رياضية أو ثقافية، فأين العدل والإنسانية والحقوق، فلا ذنب اكترثوا ولا محاكمة أدانتهم، فمنذ احتجازهم حتى هذه الأيام والحديث متكرر ( لم تثبت عليهم أي تهم ولكن لازال التحقيق جاري معهم ) دخلنا الشهر الثالث والتحقيق مستمر معهم.

فهل يجد هؤلاء الثمانية وطنهم الذي أحتضنهم ورعاهم؟!!

Ogni persona su questa Terra ha una nazione; ogni nazione ha un popolo; tutti i popoli hanno governi e tutti i governi hanno leggi e costituzioni. Tuttavia, ci sono otto persone detenute senza una nazione nè un governo che si occupi di loro; ci sono otto persone laureate, gli educatori di varie generazioni in una nazione con propri cittadini, governo e costituzione. È forse possibile che un governo ignori i propri cittadini detenuti nelle prigioni di un Paese vicino, con cui condivide strette e fraterne relazioni, e non una semplice strada rialzata. Cio’ che ci unisce a loro è la forza dell'amore, la cooperazione e i matrimoni tra famiglie.
Sono otto i detenuti in Arabia Saudita (Majeed Abdulrasool Salman Al Ghasra, Abbas Ahmed Ibrahim, Sayed Ahmed Alawi Abdulla, Isa Abdulhassan Ahmed, Mohammed Hassan Ali Marhoon, Mohammed Abdulla Al Moamen, Ibrahim Marzam and Mohammed Mahdi). La loro storia è più strana della fiction. Furono arrestati all'inizio di marzo non per aver commesso qualche crimine, ma perchè erano entrati per sbaglio in una zona militare riservata. La cosa strana di questo fatto è che da quando sono stati arrestati, si trovano tutti in segregazione, ognuno in una cella diversa senza saper niente degli altri. Durante la prima ed unica visita concessa alle loro famiglie due settimane fa, i parenti hanno notato rispetto all'ultima volta che li avevano visti un grande cambio nell'abbigliamento e sui loro volti, gli effetti dell'esaurimento fisico e mentale, dovuto alla lontananza da casa e famiglia.
Tutti questi detenuti hanno la fedina pulita – sia penalmente che politicamente. Non sono coinvolti in politica e si interessano invece di sport o attività culturali.
Dove stanno la giustiza, l'umanità e i diritti? Queste persone non hanno commesso alcun crimine né sono state condannate da una corte di giustizia. Da quando sono state arrestate ad oggi, si ripete il medesimo commento: “Non è stato provato niente contro di loro e le investigazioni sono ancora in corso”. Adesso siamo al terzo mese e non si intravvede nulla di nuovo.
Potranno mai ritrovare queste otto persone la nazione che li ha cresciuti e protetti?

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