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Haiti: un anno dopo, i netizen ricordano il disastroso terremoto

Il 12 gennaio segna l'anniversario del terremoto che l’anno scorso portò la devastazione nell’isola di Haiti [en, come tutti i link tranne ove diversamente indicato]

I blogger haitiani hanno ricordato l'evento in numerosi post e riflessioni online…

The Livesay Haiti Weblog scrive:

Il 12 gennaio 2010 alle 16:53 il paesaggio di Haiti è cambiato irrimediabilmente.

Nonostante la grande tribolazione e le gravi perdite, il cuore e lo spirito della gente sono ancora forti.

Oggi tutto il Paese si ferma per ricordare coloro che non ci sono più. Per favore, pregate tutti, con loro e per loro.

Il blog rilancia anche alcuni post scritti poco dopo quel tragico giorno, e aggiunge:

Nella nostra memoria non c'è, in 38 anni di vita, il ricordo di una settimana più vivida e chiara come quello che accadde un anno fa. E’ difficile immaginare o accettare il dolore sofferto nelle ore e nei giorni successivi al terremoto.

Cimitero di Pétion-ville

Cimitero di Pétion-ville, foto di caribbeanfreephoto ripresa con Licenza Creative Commons.

Karlito's Blog pubblica un'immagine che “forse oggi avrete visto sui social network (Facebook, Twitter, BBm)”, spiegando:

La scorsa notte stavo pensando a quale fosse il modo migliore per commemorare l'anniversario del terremoto che ha devastato Haiti ed ho realizzato che non avrei dovuto fare molto. E’ già tanto che sia sopravvissuto, per questo ho simbolicamente creato questa piccola immagine.

Non dobbiamo solo raccontare una storia, la storia, la nostra storia come facciamo con i nostri figli e nipoti, ma dobbiamo anche aiutare a costruire un futuro che per loro sia migliore e più sicuro . Dobbiamo [ricordarci] ogni giorno che siamo dei sopravvissuti, affinché ogni passo in avanti che facciamo nella nostra vita sia il riflesso della nostra gratitudine nei confronti di Dio che veglia su di noi a partire da quel giorno. Niente è più grande del dono della vita.

Il blog pubblica anche le riflessioni di un haitiano che vive all'estero:

Erano tutti disperati, ma l'unico che mi raccontò realmente quello che stava accadendo è stato un cristiano [che disse]: ‘il terremoto sta ammazzando tutti nel Paese’. Rimasi scioccato….

Ricordo….

Urlai per tutta la casa e mia zia accorse per venire a vedere come stavo, poi le raccontai della tragedia. Non ricordo esattamente l'ordine della successione degli eventi, ma ricordo che stavo cercando di chiamare i miei genitori ad Haiti senza avere risposta. E ricordo che abbiamo acceso la TV, e sono sicuro che è stato li che abbiamo visto Carel che in lacrime raccontava quanto era accaduto…ascoltare la sua voce disperata è stato molto doloroso…

Ricordo…

Due settimane fa sono tornato a casa, sia per vedere cosa era rimasto della mia città natale, sia per le vacanze [di Natale], che non sono state nè sante nè felici. Con il poco che è rimasto di Haiti, non possiamo festeggiare [un bel niente]. Mentre giravo per Port-au-Prince quello che ho visto negli occhi dei miei fratelli è un misto di disperazione, paura, sofferenza, miseria, dolore, odio, indifferenza, ma soprattutto l'attesa di giorni di migliori…Un anno dopo ci sono ancora tante macerie, la gente vive ancora sotto le tende nei campi allestiti per le vittime/rifugiati, in molti continuano a rubare, le donne sono ancora vittime di abusi, la violenza non si ferma e il colera continua a mietere vittime…forse è così perchè io vengo da fuori e non riesco a rendermi conto di tutti i cambiamenti che ci sono stati, ma se faccio un confronto tra le immagini che ho ricevuto un anno fa e quanto vedo adesso, al di là dei cadaveri e delle poche macerie rimosse, tutto è rimasto uguale…IL GROSSO DEL LAVORO DEVE ESSERE ANCORA COMPLETATO….

Palazzo Nazionale, foto di caribbeanfreephoto, ripresa con Licenza Creative Commons.

Su Twitter, gli hashtag per il primo anniversario del terremoto è stato #remember #Haiti, e gli utenti hanno utilizzato al meglio la piattaforma di micro-blogging:

@SophieChavanel: C'è una grande concentrazione di persone di fronte al Palazzo Nazionale  http://yfrog.com/gzzfjmj

@SophieChavanel: A Port-au-Prince la gente si ritrova ovunque per commemorare questo triste anniversario http://yfrog.com/h5asqevj

@JAMGAL2010: oggi, un anno fa…. un'orribile tragedia ha scosso le vite della gente di Haiti http://bit.ly/bvYqP8

@chadcat: [dedicato] a tutti quelli che hanno perso la vita, a tutti quelli che sono stati colpiti e che lo sono ancora e a tutti quelli che hanno offierto aiuto.

Cimitero di Pétion-ville

Cimitero di Pétion-ville, foto di caribbeanfreephoto ripresa con Licenza Creative Commons.

I blogger che si trovano ad Haiti rincarano la dose.  The Apparent Project Blog scrive:

Gli ultimi giorni sono stati duri. Ho sperato che il calendario non fosse ciclico, perchè non mi sentivo pronto per ricordare cosa accadde un anno fa. Ieri una donna è venuta a farmi visita. Non l'ho riconosciuta fin quando non mi ha mostrato una cicatrice sulla caviglia. Mi ha ringraziato per non aver perso il piede. Adesso ricordo. Si tratta della donna che io e Jocelyn portammo su una collina, su un tetto distrutto, per poi prenderci cura di lei – durante quasi una settimana – nel mio giardino, pulendone e medicandone le ferite prima che arrivassero i soccorsi.

Penso a molte persone, mi piacerebbe sapere come stanno e quali ferite emotive si portano dietro. Ieri ho passato molto tempo ad immaginare come sarebbero andate le cose in questa giornata dell'anniversario. Ho sentito che hanno sistemato il Mercato del Ferro e che ha riaperto ieri (11 gennaio). Quando iniziò il programma di gioielleria/bigiotteria, andavo spesso li per comprare le perline. E’ un luogo molto significativo per me, ed ho pianto quando ho visto il bellissimo e storico mercato cittadino venire giù in seguito alla scossa di terremoto. Credo che di aver provato gioia pura nel vedere che adesso è stato ricostruito. L'unica cosa stabile. L'unica cosa che è stata restaurata e ristrutturata.

A tal proposito @RAMHaiti rilancia parecchi tweet sull'inaugurazione del Mercato del Ferro ricostruito:

WOW!!! Il nuovo Mercato del Ferro !! Grazie Denis O'Brien e #Digicel http://twitpic.com/3p5nau

Ho sentito le sirene della Polizia. Il Presidente Clinton si sta avvicinando all'inaugurazione del Mercato del Ferro di Port au Prince #Haiti

…ma anche alcuni sull'evidente contrasto di questa nuova struttura con la situazione di altre zone della capitale:

Faccio un giro nella periferia di Port au Prince. Non riconosco questi luoghi..

Diamo un'occhiata a come va dietro il Mercato… c'è ancora molto da fare…Port au Prince http://twitpic.com/3p65oy

Tendopoli Juvenat

Tendopoli, Juvenat, foto di caribbeanfreephoto ripresa con Licenza Creative Commons.

Che sia attraverso un tweet, poesie [pt] o suggerimenti su come andare avanti, non c'è dubbio che oggi (12 gennaio) questo triste anniversario sia il tema numero uno della blogosfera regionale. Forse è Shelley Clay che riassume il tutto nel migliore dei modi, dicendo che il ricordo è importante perchè riguarda tutto il popolo haitiano:

Oggi è il 12 gennaio. Un bambino sta nascendo. Un Paese è in ginocchio. Passerò la mia giornata ad attendere la notizia della nascita di un bimbo o di una bimba, probabilmente scenderò a vedere il bellissimo Mercato del Ferro, probabilmente piangerò un po’, abbraccerò forte i miei figli e ricorderò cosa accadde un anno fa. Che Dio benedica Haiti per questo nuovo anno!

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