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Malesia: quotidiano cattolico non può usare la parola ‘Allah’ per indicare Dio

Members of Al-Ehsan Islamiah Malaysia Welfare Association gather in a peaceful rally protesting the use of the word “Allah” by non-Muslims. Photo by Zulkifle Che Abdullah, Copyright @Demotix (1/6/2010)

La corte d'Appello della Malesia ha stabilito [en, come tutti i link seguenti] che il settimanale cattolico Herald non può usare la parola “Allah” per riferirsi a Dio. Questa è stata la risposta alla petizione presentata dal governo, il quale aveva inizialmente proibito al giornale di usare “Allah” nell'edizione in lingua bahasa. 

La corte si è trovata d'accordo con il governo riguardo l'utilizzo del termine da parte del giornale cattolico, poichè
potrebbe creare confusione nel paese a maggioranza islamica:

E’ comunemente riconosciuto che l'uso del nome Allah non è parte integrante della fede e della pratica cristiana. A partire da questa decisione, non c'è ragione per cui il settimanale citato in giudizio sia così irremovibile sull'impiego del termine “Allah” nella sua edizione malese. Un tale utilizzo, se verrà permesso, creerà inevitabilmente confusione all'interno della comunità.

Il procuratore generale ha interpretato la decisione della Corte come una mossa per salvaguardare l'ordine pubblico:

…la parola “Allah” è senza dubbio utilizzata nell'edizione malese dell'Herald e probabilmente disturberà anche i ritmi di vita della comunità malese.

…l'uso della parola Allah come spiegazione per la parola Dio, o per il concetto di Dio, fatto dall'Herald potrebbe provocare la suscettibilità religiosa, e potenzialmente potrebbe minare l'ordine pubblico e la sicurezza.

Ma il reverendo Lawrence Andrew, direttore dell'Herald, ha replicato che sono già parecchi anni che i malesi cristiani lo fanno:

Abbiamo usato questa parola per circa quattro o cinquecento anni e le persone hanno sempre vissuto in pace e armonia. Pubblichiamo L'Herald da diciannove anni e non abbiamo mai avuto problemi. 

Il Reverendo dottor Eu Hong Seng, della Federazione Cristiana Malese, è preoccupato che la decisione della corte possa danneggiare l’ unione tra i Malesi:

Le chiese che parlano malese-bahasa hanno utilizzato la parola Allah sia prima che dopo l'indipendenza della Malesia e la formazione della nazione stessa. In tutte le decadi passate non è mai stato un problema.

Comunque, le varie autorità del paese, creando tale questione e prendendo questa decisione
che vuole essere discriminatoria, hanno solamente incoraggiato e alimentato ulteriori
incomprensioni, diffidenze e fratture tra la comunità musulmana e cristiana. Tutto ciò minerà ulteriormente l'unione dei malesi.

Il blogger Joe Fernandez sfata la teoria della confusione sostenuta dalla corte:

La teoria della confusione fa acqua da tutte le parti, proprio perché nessuno nel mondo, all'infuori della Malesia, ha creato un problema del genere.

L'utente Borealis ha dichiarato che le religioni non hanno bisogno di protezione:

Non si possiede la religione, puoi solamente praticarla o avere fede in lei. Non c'è bisogno di proteggerla. Ora come ora, disorientare i malesi usando questioni razziali e religiose non serve a niente, proprio perché la maggior parte dei malesi si è “svegliata”. 

L’ opinionista Zan Azlee ha condannato il nazionalismo islamico malese:

Io, ufficialmente musulmana, con la presente dichiaro pubblicamente di non avere alcun tipo di problemi con le altre religioni che, a prescindere dall'islam, usano la parola Allah per indicare Dio.

Secondo il mio modesto parere, è solo un modo dei musulmani malesi per dimostrare
di essere la razza predominante, e che tutti gli altri che non godono di questo status dovrebbero essere messi al proprio posto.

Vedere cosa sta accadendo è triste, ma ritengo di avere ancora fiducia nella Malesia e nei suoi abitanti quando si parla di qualcosa di veramente importante.

La blogger Anas zubedy ha notato come questa disputa abbia ulteriormente diviso la società malese:

…gli atteggiamenti adottati da alcuni politici, musulmani e non, hanno inasprito la situazione. Siccome le dispute sull'identità sono sempre al centro dei dibattiti politici e delle autorità nel nostro paese multi-religioso e multi-etnico, la speranza è di raccogliere i frutti da questa controversia sulla parola Allah. In questo processo, la società sta diventando ancora più estremizzata sul profilo religioso.

Il blogger KTemoc ritiene che la questione non sarebbe dovuta arrivare in tribunale:

Una volta scrissi che la religione dovrebbe trattare la fede e la moralità e non parlare di legalità o, se è per questo, di sostegno politico. Perciò trovo deplorevole che il cattolico Herald abbia portato la questione in tribunale. Facendolo hanno aperto uno sgradevole vaso di Pandora, per il quale degli innocenti potrebbero benissimo finire col farsi male.

Il blogger Bru accusa l'Herald di “politicizzare” la questione:

…non sono stati i cristiani presenti in Malesia a volere Allah come loro Dio, ma è stato l'Herald, giornale ufficiale della Chiesa cattolica, a chiedere che le fosse permesso di usare il termine “Allah”, come e quando fosse stato più adatto.

Ma quello che dico è che l'Herald ha messo abbastanza in difficoltà malesi, musulmani e cristiani. Permettendo -e incoraggiando- che la questione fosse politicizzata, che fosse una trovata in vista delle prossime elezioni malesi.

Il blogger Mustafa Akyol ha ribadito che non ci dovrebbe essere il copyright per la parola “Allah”:

é una tra le decisioni più assurde, prive di senso ed immature che abbia mai sentito in vita mia. Una vera e propria sciocchezza.

…la rivendicazione dei malesi sul copyright del termine “Allah” è enormemente sbagliata. Sia antislamica che irrazionale. Denota solamente l'imbarazzante insicurezza intellettuale dei musulmani, non solo malesi, ma anche del resto del mondo.

Endi M. Bayuni, direttore del Jakarta Post, ha osservato un crescente “esclusivismo religioso” in Indonesia e Malesia:

Il problema generato dall'esclusivismo religioso è l'intolleranza, con conseguenti pregiudizi nei confronti degli altri.

La tolleranza e l'intolleranza sono divise da una linea sottile, quindi non dovremmo dare per scontato un certo tipo di moderazione.

Con il crescente esclusivismo portato avanti dalla maggioranza musulmana presente nei due
paesi vedremo come l'islam, in Malesia e in Indonesia, diventerà sempre meno tollerante. Di fatto, è quello che sta succedendo.

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