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Il fotografo che vuole cambiare la nostra percezione verso le sopravvissute alle ustioni

“Non sono semplicemente una combattente. Sono una campionessa. Il campione è quello che combatte e sa come vincere”. Sita Bhandari, cintura nera di taekwondo, ha vinto medaglie per il suo paese. Tutte le foto sono di Arjun Shah e usate con permesso.

“Non sono semplicemente una combattente. Sono una campionessa. Una campionessa che combatte e sa come vincere”. Sita Bhandari, cintura nera di taekwondo, ha vinto medaglie per il suo paese. Tutte le foto sono di Arjun Shah e usate con permesso.

Alcuni momenti nella vita sono, nel bene o nel male, indelebili. Vengono impressi nel profondo del cuore — e talvolta anche sulla superficie della pelle. Questo è il caso sopravvissute alle ustioni.

Arjun Shah [en, come tutti i link successivi], un fotografo pubblicitario e di moda, è stato ispirato ad avviare una campagna per cambiare la visione che le persone hanno delle sopravvissute da ustioni e fare in modo che queste ultime ricevano la dignità che meritano. Arjun proviene da Chitwan, nelle pianure meridionali del Nepal. Riconosciuto come uno dei più importanti fotografi della sua generazione, i suoi lavori sono stati presentati in rinomate riviste di lifestyle internazionali. Inoltre, ha girato numerose campagne pubblicitarie per importanti marchi nazionali e internazionali durante i suoi oltre 12 anni di attività.

Ha iniziato a fotografare Jayatri Tamang, una superstite ustionata, per la copertina di una rivista di intrattenimento popolare. La rivista è andata esaurita e Jayatri è diventata un esempio da seguire. Quest'anno Arjun è tornato a lavorare con un gruppo di donne coraggiose, tutte sopravvissute alle ustioni, che compaiono sulle pagine patinate di un calendario da lui creato.

Global Voices ha intervistato Arjun per chiedergli delle sue motivazioni, dell'impatto che il lavoro ha avuto su di lui e della sua decisione di cambiare la percezione della società verso le sopravvissute.

Global Voices (GV): Ha affermato che l'idea del calendario con le sopravvissute da ustioni è stata elaborata mentre stava viaggiando su un mezzo pubblico, ci può dire qualcosa di più a riguardo?

Arjun Shah (AS): Lavoravo in ufficio e mentre ero in un autobus pubblico un gruppo di ragazzi e ragazze ha iniziato a ridere di una donna che aveva il viso coperto da uno scialle. Era una sopravvissuta alle ustioni. Guardando il loro comportamento, mi sentivo dispiaciuto non tanto per la donna, quanto per gli adolescenti.

Quando ho detto che tali incidenti potrebbero accadere a chiunque, loro hanno riso e una ragazza ha replicato, “È meglio morire piuttosto che vivere una vita in questo modo”.

Poi la ragazza è scesa bruscamente alla fermata successiva. Questo mi ha fatto pensare al tipo di educazione che i giovani stanno ricevendo. Ne ho parlato con alcuni miei amici e con mio fratello, ma non sono riuscito a consolare il dolore dentro di me.

Così, ho iniziato una ricerca per cambiare questa percezione. Volevo fare qualcosa che potesse cambiare tale sentimento.

Arjun Shah mentre interagisce con una superstite dalle ustioni prima delle riprese. Foto utilizzata con permesso.

Arjun Shah mentre interagisce con una superstite dalle ustioni prima delle riprese.

GV: Come è riuscito a collaborare con le ustionate sopravvissute presenti nella campagna? È stato difficile convincerle?

AS: Dopo questo incidente, sono andato nella sede della rivista e ho proposto le mie idee per presentare una sopravvissuta dalle ustioni, ma inizialmente nessuno mi ha sostenuto. Poi finalmente la rivista WAVE ha accettato la proposta.

Per fortuna, ho incontrato il Dr. Jaswan Shakya, del Sushma Koirala Memorial Hospital, che mi ha invitato nel suo ospedale. Successivamente ho incontrato Jayatri Tamang, la prima guerriera, sopravvissuta ed eroina della mia campagna.

Le ci sono voluti sei mesi di tempo per decidere di apparire nella copertina della rivista.

Era nervosa durante le riprese nel vedere un grande staff, ma dopo pochi giorni era pronta ad andare. E il resto è storia.

Il numero della rivista ha fatto il tutto esaurito.

“Non sono una vittima, sono una sopravvissuta. Non c'è niente che mi possa impedire di sorridere”. Jayatari Tamang è la prima sopravvissuta dalle ustioni a posare per la copertina di una rivista nepalese. Foto usata con permesso.

“Non sono una vittima, sono una sopravvissuta. Non c'è niente che mi possa impedire di sorridere”. Jayatari Tamang è la prima sopravvissuta dalle ustioni a posare per la copertina di una rivista nepalese.

GV: Quali sono stati i messaggi principali dal servizio fotografico con Jayatri sulla copertina della rivista?

AS: Ho imparato due lezioni importanti:

[Agli ustionati sopravvissuti] non piace la compassione.

Non chiedere del loro passato.

Dopo aver posato per le copertine della rivista, c'è stato un cambiamento enorme in Jayatri. Lei è più sicura di sé ed ora è padrona del suo destino. Vedendo questo, penso di aver fatto qualcosa di buono.

Non nasconde il suo viso. Ho visto quella trasformazione.

“Il sogni vive. Alcuni hanno bisogno di più tempo ma non smetto mai di sognare”. Renuka Shrestha. Foto usata con permesso.

“Il sogno continua a vivere. Alcuni sogni hanno bisogno di più tempo, ma non smetto mai di sognare”. Renuka Shrestha

GV: Come ha trovato le altre donne per il calendario? È stato difficile?

AS: Jayatri ha portato con sé una moltitidune di ispirazione per donne simili a lei. Erano invidiose di lei e anche loro volevano essere là fuori nei media.

Avevo pensato di fare un calendario sulle sopravvissute da ustioni, ma i miei piani erano rimasti chiusi in un cassetto poiché non avevo idea di come trovare queste persone.

Una signora che si chiama Radha Shrestha lo ha reso possibile. Era in contatto con 7-8 sopravvissute. Ho detto loro di parlare con Jayatri prima di prepararsi per le riprese.

“Lavorare con altre persone mi dà fiducia in me stessa ed essere in grado di farle sorridere è qualcosa che apprezzo molto”. Il ruolo di Radha Shrestha è stato cruciale nell'avvicinare le donne per il servizio fotografico. Foto usata con permesso

“Lavorare con altre persone mi dà fiducia in me stessa ed essere in grado di farle sorridere è qualcosa che apprezzo molto”. Il ruolo di Radha Shrestha è stato cruciale nell'avvicinare le donne per il servizio fotografico.

GV: Tra tutte le donne presenti nel calendario, chi è stata la più grande fonte di ispirazione per te e perché?

AS: Per me sono tutte fonte di ispirazione. Non sono vittime. Sono sopravvissute. Guerriere. Sono felici, letteralmente. Non è possibile immaginare la vitalità che hanno.

Sono persone incredibili. Sono ispirato. Perché non posso essere come loro?

“Ho il coraggio di andare avanti. Rimuginare su ciò che è successo nel passato è qualcosa che non fa per me”. Sunita Maharjan non è più preoccupata dal suo passato. Foto usata con permesso

“Ho il coraggio di andare avanti. Rimuginare su ciò che è successo nel passato è qualcosa che non fa per me”. Sunita Maharjan non è più preoccupata dal suo passato.

GV: Si è occupato di fotografia di moda per un lungo periodo di tempo. In che modo questa esperienza è stata differente?

AS: Per me non c'è differenza tra una modella affascinante e una sopravvissuta dalle ustioni. Non c'è proprio alcuna differenza.

Tuttavia, siccome le mie foto raccontano una storia, devo essere più attento in questi casi.

Voglio catturare solo i momenti felici. Solo i lati luminosi della loro vita.

“Ogni disegno racconta una storia. La mia storia è quella di superare tutto ciò che mi è stato gettato addosso”. Rasta Khadgi ha un storia da raccontare. Foto usata con permesso.

“Ogni disegno racconta una storia. La mia storia è quella di superare tutto ciò che mi è stato gettato addosso”. Rasta Khadgi ha un storia da raccontare.

GV: Quanto successo pensa di avere avuto con la campagna?

AS: Penso di essere riuscito in parte a trasmettere il messaggio ai giovani, in particolare, a chi pensa che [i sopravvissuti alle ustioni] non esistono nella società.

Può capitare a chiunque. Anche a te e a me. Ho voluto dare loro questo messaggio.

“Perché dovrei permettere a qualcosa di fermarmi? La mia determinazione supererà qualunque cosa possa bloccare la mia strada”. Simran KC è determinata a raggiungere i suoi obiettivi. Foto usata con permesso.

“Perché dovrei permettere a qualcosa di fermarmi? La mia determinazione supererà qualunque cosa possa bloccare la mia strada”. Simran KC è determinata a raggiungere i suoi obiettivi.

GV: Ci può dire quali sono i suoi progetti per il futuro?

AS: Ho pensato di fare dei cortometraggi su ciascuna delle loro vite. Qualcosa di simile a “Un giorno nella vita di …”

Una percentuale importante della vendita dei calendari andrà alla causa che aiuta i pazienti con gravi ustioni a ricevere cure nel Sushma Koirala Memorial Hospital, in Nepal.

Io dico di non dare loro soldi, di non provare compassione per loro. Diamogli spazio. Per avere la possibilità di fare qualcosa da soli.

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