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Marcia Aurat 2021 in Pakistan: presentato il manifesto femminista per l'assistenza sanitaria

Aurat March 2021 in Islamabad. Image via Facebook group Aurat Azadi March. Used with permission.

La Marcia Aurat 2021 a Islamabad. Lo striscione recita ‘Donne libere significa società libera’. Immagine dal gruppo Facebook Aurat Azadi March (utilizzo autorizzato).

Le donne hanno protestato in Pakistan durante la Giornata Internazionale della Donna [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] per reclamare il proprio spazio nella società, far sentire la propria voce per i propri diritti e chiedere giustizia da parte del sistema che le ha deluse a causa delle strutture patriarcali. Quest'anno, le manifestazioni della Marcia Aurat (Marcia delle Donne) si sono anche concentrate sui danni causati dall’epidemia della COVID-19 in Pakistan. Chiamandola una “Pandemia del Patriarcato”, i manifestanti hanno chiesto al governo di aumentare il budget per la sanità al 5% del PIL, cosicché le donne possano ottenere una migliore assistenza sanitaria.

Per il quarto anno consecutivo, il collettivo femminista Hum Aurtein ha organizzato in tutto il Pakistan manifestazioni che hanno avuto la forma di marce, mostre d'arte pubbliche e performance che sottolineavano le sfide affrontate dalle donne.

Tra le questioni sulle quali le proteste hanno attirato l'attenzione vi è stato l'aumento significativo nel mondo di episodi di violenza domestica e abuso di minori, con le famiglie confinate in casa durante la pandemia e le donne private di un'assistenza sanitaria e un aiuto appropriati. E in Pakistan non è stato diverso.

Ogni sezione cittadina della Marcia Aurat (Islamabad, Lahore, Karachi, Multan, Bahawalpur, Hyderabad) ha scritto un manifesto separato.

Il manifesto di Lahore si è concentrato sull'assistenza sanitaria alle donne.

“La Marcia Aurat di Lahore è incredibilmente orgogliosa di condividere il proprio manifesto del 2021, un “Manifesto Femminista sull'Assistenza Sanitaria”.

Disponibile qui: https://t.co/iLsYn1u9Vo

Questo documento è uno sforzo collettivo, messo insieme dopo mesi di ricerca e ASCOLTO”.

Il manifesto di Karachi ha posto al centro la violenza di genere contro donne, persone transgender e non binarie.

Sada haq, Aithay rakh – Mettiamo qui i nostri diritti.

Aurat Dharna – Sit-in delle donne.

Ecco qui il nostro programma in 15 punti per quest'anno! É una versione condensata della nostra completa carta delle richieste e in generale si concentra sul tema della violenza di genere contro donne, persone transgender e non binarie.

Islamabad si è concentrata su problemi che andavano dall'assistenza sanitaria, la giustizia economica e la violenza patriarcale alla giustizia per le persone disabili e la crisi data dal cambiamento climatico.

“CARTA DELLE RICHIESTE DELLA MARCIA AURAT AZADI 2021

Le nostre richieste sono collegate al tema di quest'anno della crisi dell'assistenza durante la pandemia da Coronavirus. I problemi che abbiamo sottolineato vanno dall'assistenza sanitaria, la giustizia economica e la violenza patriarcale alla giustizia per le persone disabili e la crisi data dal cambiamento climatico”.

La Marcia Aurat si occupa sempre di questioni urgenti in Pakistan. Ogni anno le persone si presentano con racconti personali di familiari e amici che sono stati i bersagli della società dominata dagli uomini.

“É facile stare seduti in salotti confortevoli e fare i pignoli sulle cause sociali, in realtà non riuscite nemmeno ad immaginare di stare nei panni delle vittime che manifestano per la giustizia!

Alla Marcia Aurat 2021 di Karachi, ho ascoltato Neha condividere il suo racconto spaventoso di conversione e matrimonio forzati”.

“Questo giovane viene da Chitral. Afferma che le donne della popolazione Kalasha vengono convertite e fatte sposare forzatamente. Questo è il motivo per cui marcia oggi”.

Arte e protesta a Lahore

Innovative protest —slogans on hanging cloths. Aurat March 2021. Image by the author.

Una protesta innovativa — slogan su vestiti appesi, Marcia Aurat 2021 a Lahore, Pakistan. Immagine condivisa dall'autrice.

La Marcia Aurat di Lahore ha allestito un'installazione artistica raffigurante le “macchie del patriarcato” su abiti femminili, chiamandola “panni sporchi”. Sono stati esposti messaggi di donne e ragazze che indicavano l'età alla quale avevano per la prima volta incontrato violenza, molestie, abusi emotivi o negazione di libertà.

“Attenzione: contenuti sensibili
Ogni anno la Marcia Aurat presenta grandi idee per porre l'accento sui problemi delle donne, i dolori, il sangue e la perdita…questa esposizione racconta tutto ciò che le bambine, le giovani donne hanno subito….”

Artisti e designer da tutto il Paese hanno creato opere d'arte femministe e pubbliche che hanno raccontato le storie delle donne, le loro traversie, come hanno sofferto nella società, sottolineando il punto cruciale del manifesto.

É stato anche esposto un pannello di tessuto rosso del #MeToo con storie di abusi, molestie e violenza e che ha smascherato il sistema che le ha deluse per secoli.

“ATTENZIONE: CONTENUTI SENSIBILI//STUPRO E AGGRESSIONE
La Marcia Aurat di Lahore sta distendendo il proprio telo #MeToo. Le donne hanno condiviso le proprie esperienze di violenza e abuso sessuale. Stiamo condividendo piccoli frammenti della coperta che viene ora portata dalle persone mentre marciano”.

A Lahore i manifestanti hanno anche cantato la canzone femminista cilena “You are the Rapist” (“Tu sei lo stupratore”) in lingua Urdu e Alina, una donna transgender, ha ballato su una canzone popolare sufita (mistica).

Slogan e reazioni

Donne, ragazze, persone transgender e non binarie e anche uomini di tutte le età hanno partecipato alla marcia a Lahore, trasportando cartelli con slogan contro il patriarcato.

“Letteralmente il giorno migliore!”

“Alla Marcia Aurat 2021

(il cartello recita: Fermare le molestie online #gliattacchinoncizittiranno)”

Solo alcuni giorni prima della Marcia Aurat, i trend ad essa contrari hanno iniziato a diventare virali sui social media. Un hashtag affermava che la Marcia Aurat fosse finanziata dall'estero e promuovesse i secondi fini dell'Occidente. Le persone hanno anche sostenuto che la marcia fosse contraria al credo religioso e che le donne avessero già diritti all'interno dell'Islam.

Khalil Ur Rehman Qamar, regista e scrittore teatrale ha twittato (il tweet è stato poi rimosso):

“La Marcia Aurat è una vergogna. É organizzata dalle ONG occidentali che lavorano contro l'Islam. Il programma delle femministe è quello di manipolare il pensiero delle donne musulmane in nome della libertà, ma dovremmo smascherare le loro vere facce e le persone che ci sono dietro”.

Le associazioni conservatrici e di estrema destra sono ferventi oppositrici del collettivo femminista della Marcia Aurat. La Marcia Aurat Azadi dell'anno scorso a Islamabad è stata interrotta quando i partecipanti sono stati bersagliati da mattoni e pietre [it] lanciate da persone di una contro-protesta, la “Marcia Haya” (“Marcia del Pudore”). Quest'anno, l'ala femminile del partito politico religioso Jamaat e Islami ha organizzato una marcia in diverse città del Pakistan. Il loro slogan era “Familismo, non femminismo [it]”.

“L'Ala Femminile di Jamaat e Islami ha tenuto un raduno al Press Club di Karachi con lo slogan “Donne forti, famiglia forte e famiglie forti rendono la nazione forte”. Le donne di JI credono fermamente che #lanostraforzaèlanostrafamiglia e #familismo, non #femminismo”.

La copertura mediatica della Marcia Aurat è solitamente limitata al mostrare slogan e cartelli selezionati, che hanno l'obiettivo di screditare il movimento. Quest'anno, gli organizzatori hanno chiesto ai media di registrare i nomi dei giornalisti, preferibilmente donne, per la copertura della marcia. Ma non è andata bene e gli YouTuber che volevano fare reportage sull'evento hanno definito la proposta “contro la libertà della stampa”.

“Da donna e giornalista, non sono d'accordo con questo divieto. I movimenti non devono opporsi al proprio corso naturale, che include anche propaganda contro di loro. Mai nella storia, i movimenti di successo hanno messo barriere. Dall'altro lato, i giornalisti devono usare obiettività e non cercare sensazionalismo quando raccontano la Marcia Aurat”.

Dal giorno della marcia, molti post sui social media hanno rimproverato giornalisti-cittadini (giornalisti autoproclamatisi tali, YouTuber, creatori di contenuti, etc.) per come hanno trattato i manifestanti, facendo domande indelicate per metterli a disagio.

“Questo giornalista (iperattivo) del Daily Pakistan sta minacciando un volontario della Marcia Aurat di Karachi. Dopo essere stato visto fare domande controverse e offensive ai partecipanti, gli è stato gentilmente chiesto di andarsene.
Si chiama Osama e ha lavorato con diversi organi di stampa”.

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