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Chirurgo in sciopero della fame lotta per riformare l'inadeguato sistema sanitario in Nepal

Image By Esushant via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Il dottor Govinda KC al 13° giorno del suo ottavo sciopero della fame all'Istituto di Medicina, Maharajganj. Immagine di Esushant via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Il 14 settembre, l'attivista e chirurgo in pensione dottor Govinda KC [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] — che ha spesso messo a rischio la sua stessa salute per chiedere una riforma del sistema sanitario del Nepal — ha cominciato il suo 19° sciopero della fame a un tempio a Ranichaur, un villaggio nel distretto di Jumla.

Doctorstory Nepal, un account social gestito in collaborazione da diversi dottori nepalesi, ha scritto su Twitter:

Un uomo che potrebbe guadagnare 15 lakhs [più di 10.000 euro, ndt] al mese se praticasse in un ospedale privato di Kathmandu. Un uomo che potrebbe vivere in qualunque hotel a 5 stella per il resto della sua vita, se volesse fare soldi. Un uomo che dal punto di vista professionale è uno dei più abili chirurghi ortopedici in Nepal (1/3)

Ma sceglie di lavorare in un ospedale statale e fornire un servizio gratuito, viaggiare in ogni parte del Nepal rurale e nel mondo per servire i bisognosi con i suoi stessi risparmi. Sceglie di lottare per quegli appelli inascoltati e il pianto degli innocenti in luoghi lontani che hanno perso i loro (2/3)

cari [perché] senza accesso ai servizi sanitari. Deve subire la fame per 150 giorni per ottenere giustizia per la gente. È al suo 19° digiuno, al confine tra la vita e la morte, e noi lo chiamiamo “Pagal”

Vorrei poter essere pagal come lui. Ma non ho una forza simile. Ma perché non sostenere lui e la sua causa [3/3]

“Pagal” è un termine che significa “folle”, “pazzo” in nepalese.

Le richieste del dottor KC's includono l'erogazione di un trattamento tempestivo sia per i pazienti di COVID-19 che a quelli con malattie comuni, la fine del lockdown del Paese e la prevenzione di un incremento dei casi grazie a misure di sicurezza. Chiede anche che i servizi sanitari siano gratis e accessibili al pubblico e vuole che le identità delle persone coinvolte in casi di corruzione nel settore sanitario siano rese pubbliche.

Il 22 settembre, quando la salute del dottor KC aveva cominciato a peggiorare, la polizia nepalese lo ha condotto con la forza al Centro traumatologico nazionale di Kathmandu, dove il medico ha rifiutato le cure. Si è invece recato [ne] all'Ospedale universitario Maharajgunj, dove ha continuato il suo sciopero della fame.

In una conferenza stampa del 1 ottobre, il Ministro degli Affari Esteri Pradeep Gyawali ha sollecitato il dottor KC a mettere fine allo sciopero, dicendo che alcune delle sue richieste sono già state esaudite e che che il governo sta lavorando per realizzare le altre.

Dare il buon esempio

Il dottor KC, ex chirurgo ortopedico anziano e professore all'Ospedale universitario di Tribhuwan in Nepal, è andato in pensione nell'ottobre 2019, dopo 26 anni di servizio. Ha fatto parte di missioni umanitarie internazionali dopo catastrofi naturali in India, Myanmar, Pakistan, Filippine e Haiti. In Nepal, ha usato i suoi stessi risparmi per andare in villaggi remoti a fornire trattamenti medici ai bisognosi.

Anche se il dottor KC ha intrapreso diversi scioperi della fame negli ultimi nove anni, ci sono stati progressi limitati. Ogni volta che il governo ha negoziato e raggiunto con lui un accordo, l'ex chirurgo ha interrotto il suo sciopero — ma il governo non ha mai messo in pratica ciò che aveva promesso.

Durante un’intervista con Image channel [ne] nell'ottobre 2019, il dottor KC ha spiegato:

In the beginning, I thought politicians were unaware of the challenges people in remote villages face; I later realized that politicians are not here to serve the country, but to serve their own personal agenda and make money. That's the reason I have to return to my hunger strikes, again and again — they compelled me to do so.

All'inizio credevo che i politici non fossero consapevoli delle difficoltà che affrontano le persone nei villaggi remoti; poi ho realizzato che i politici non sono qui per servire il Paese, ma la loro agenda personale e per fare soldi. Questo è il motivo per cui devo tornare ai miei scioperi della fame, ancora e ancora — mi ci hanno costretto.

Sanità pubblica contro sanità privata

La pandemia della COVID-19 ha messo ulteriore pressione al già traballante sistema sanitario pubblico del Nepal, che manca di infrastrutture, risorse e trasparenza.

Il personale e le risorse sono così pochi rispetto alla necessità che molte persone perdono la vita in mancanza di assistenza medica tempestiva. Il Ministero della Sanità è sotto attacco per aver preso quelle che molte considerano decisioni irresponsabili e immorali in merito alla pandemia, tra cui quella di espandere l'uso di kit rapidi di test inefficaci. Ci sono state anche delle irregolarità nell'acquisto di alcuni farmaci.

Anche se storie di azioni positive del governo occasionalmente finiscono sui giornali, gli ospedali pubblici in Nepal sono generalmente male equipaggiati e ancora centralizzati, quindi di difficile accesso ai cittadini delle aree remote.

Al contrario gli ospedali privati — spesso di proprietà di leader politici e altre persone potenti — sono non regolamentati, costosi e liberi di operare senza interferenza governativa.

La maggior parte dei nepalesi abbienti, tra cui i politici, viaggiano all'estero per i trattamenti sanitari, sollevando dubbi sulla possibilità che questi viaggi vengano pagati con fondi pubblici.

In un tweet riguardo l'inaffidabilità delle cure negli ospedali privati, il netizen Sudin Sayami che ha postato un'immagine in solidarietà con il dottor KC, ha osservato [ne]:

Il mio vicino ha contratto il coronavirus; ha passato sette giorni all'Ospedale Voyoda e speso 500.000 rupie nepalesi [3.619 euro]; è guarito. Un altro vicino ha passato sei giorni all'Ospedale Teku e non ha dovuto pafare per le sue cure. Un parente che ha passato otto giorni all'Ospedale Grandi e ha pagato 1,500,000 rupees [10.856 euro] è morto. A nessuno è stato permesso di vedere il paziente o il corpo. Ecco per cosa sta combattendo questo vecchio, pazzo uomo”.

Pubblico sostegno al dottor KC

Migliaia di nepalesi che hanno seguito il viaggio del dottor KC — inclusi medici, politici, celebrità e membri del pubblico — credono che le sue richieste siano legittime. Hanno quindi cominciato a sostenere la sua causa sui social media, usando hashtag come #IAmWithDrKC [sto con il dottor KC], #WearewithDrKC [stiamo con il dottor KC] e #SaveDrKc [salvate il dottor Kc], per far sentire la loro voce e fare un appello all'azione [ne]:

[Il] governo dovrebbe esaudire le richieste del dottor KC e salvare la sua vita, almeno per il bene di 30 milioni di nepalesi! Dottori del genere potrebbero non nascere ancora!

Anche la Commissione nazionale per i diritti umani [ne] ha sollecitato il governo a proteggere la vita del dottor KC e a rendere pubblici i dettagli degli accordi firmati con lui in passato. Inoltre ha chiesto un rapporto sui progressi del governo nell'implementazione delle richieste a cui aveva acconsentito.

Sforzi non vani

Nonostante le difficoltà, gli sforzi del dottor KC hanno portato alcuni cambiamenti positivi — il più importante dei quali è l'approvazione dell’Atto per l'istruzione medica, che ha finalmente spianato la strada per le riforme e gli sforzi per l'omologazione dell'istruzione medica.

La nuova legislazione significa che questioni come le ammissioni, gli esami e le rette saranno decise dalla Commissione per l'istruzione medica del Paese. Inoltre le quote delle borse di studio per l'istruzione degli studenti di medicina e il monitoraggio del personale docente universitario sono stati aumentati.

Il cammino in corso del dottor KC, tuttavia, mostra che c'è ancora lavoro da fare: le sue proteste non sono state pienamente ascoltate e alle questioni urgenti nel settore sanitario del Paese non viene ancora data l'attenzione che meritano. Finché questo non avverrà, il Nepal continuerà a rimanere indietro per gli standard sanitari globali e il dotto KC, probabilmente, continuerà i suoi scioperi della fame.

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