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Fine della corsa: Berlusconi si dimette dopo 17 anni al potere

Al termine di una settimana tumultuosa, gli italiani hanno assistito a quello che tanti non avrebbero mai pensato di vedere: dopo diciassette anni, Silvio Berlusconi si è dimesso dalla carica di Presidente del Consiglio. Motivo: la sconfitta in aula sul rendiconto di bilancio e la necessità di calmare i mercati finanziari e far calare il tasso di interesse sul debito pubblico. Lunedì mattina (14 novembre) l'economista Mario Monti ha formalmente avviato le consultazioni per il nuovo governo, con l'appoggio di buona parte del mondo politico e finanziario.

“Grazie Napolitano” e “Finalmente”, si leggeva sabato nei cartelli dei contestatori che avevano circondato le sedi del potere a Roma: Palazzo Grazioli, Palazzo Chigi, Montecitorio, Quirinale. Di fronte alla residenza privata di Berlusconi, un coro cantava l’Alleluia.
In seguito all’approvazione del ddl di stabilità alla Camera con una netta maggioranza di 380 a 26, una folla si era riunita di fronte al Quirinale, dove alle 20:30 Berlusconi avrebbe ufficialmente rassegnato le dimissioni a Napolitano. Al suo arrivo, “buffone” è il coro che si alza dalla folla, come rivela fra gli altri questo video. Anche Milano scende in piazza per festeggiare, sventolando il tricolore e intonando canzoni da stadio, come illustra questo video:

 

 

 

Gli slogan includono “dimissioni”, “mafioso”, e i tanti riferimenti ai processi del Premier: “in galera”, “l’arrestate si o no?” e “abbiamo un sogno nel cuore: Berlusca a San Vittore”, come se le dimissioni potessero revocare le amnistie e l’annullamento dei reati in prescrizione, confutando le sentenze di processi chiusi da lungo tempo. Qualcuno intona Bella Ciao e l’inno nazionale. La folla attende il ritorno del Cavaliere dopo il colloquio con il Presidente, ma lui se ne va da un’uscita secondaria. Su Twitter, gli hashtag più usati sono #finecorsa#maipiù e #graziegiorgio:

@ezekiel:
Il centro di Roma è in modalità “vittoria ai mondiali”: gente avvolta nel tricolore ecc. #maipiù #finecorsa

@Neclord:
E domattina tricolore appena lavato e stirato alla finestra! #maipiù #finecorsa

@fabiux: Questa sera il bungabunga te l'abbiamo fatto noi. #finecorsa

In piazza, qualcuno lancia delle monete, in ricordo al trattamento riservato al segretario del PSI Bettino Craxi in seguito all’operazione “mani pulite”. Anche su Twitter sono in tanti a citare l’episodio. @civati scrive:

Stasera non gli tireranno monetine ma Buoni del Tesoro. #maipiù

@tomasoledda ironizza invece:

Nessuno lancia monetine per via della #crisi. #graziegiorgio #finecorsa

Su Facebook, si trovano vari tentativi di organizzare feste in piazza in varie città italiane. Poco prima dell'ingresso di Berlusconi al Palazzo del Quirinale, sulla pagina intitolata “Festa per le dimissioni di Berlusconi” Luca Cuman scrive:

Fra pochi minuti si concretizza la seconda “Liberazione d'Italia” proponiamo il 12/11 come FESTA NAZIONALE!!!!!!

Festa davanti a Montecitorio

Folla a Montecitorio sabato sera

Sul tema della “liberazione nazionale”, @tigella fa notare che la giornata assomiglia più al 25 luglio 1943, giorno dell’arresto di Mussolini, che fu in seguito liberato per costituire la Repubblica di Salò, piuttosto che alla liberazione partigiana due anni dopo:

[ci tengo a ribadire] oggi è il 25 luglio, non il 25 aprile: occhi aperti!

Anche @Groucho68 allude ironicamente al fatto che l’era berlusconiana potrebbe non essere ancora definitivamente finita:

Se ne va, ma convinto di risorgere il terzo giorno. #finecorsa

Nonostante il clima festoso di ieri dunque, la consapevolezza della profonda crisi economica e politica nella quale si trova il Paese trapela sia dalle piazze che dal web. A Roma, fra un alleluja e un inno nazionale, si grida anche “fuori la banca dallo stato”. Venerdì scorso l’hashtag #rimontiamo (anagramma di Mario Monti) spopolava su Twitter, sintomo di un generale consenso che la medicina Monti, sebbene amara, sia indispensabile.

Il giornalista @sandroruotolo scrive:

#rimontiamo. Oggi si dimette Berlusconi. E’ un bel giorno per l'Italia. Adesso tocca a Monti. Speriamo che ce la faccia. God Save Italy!!!

@ggrch scrive:

Italiani godiamoci questa notte perché da domani c'è da ricostruire l'Italia #rimontiamo #finecorsa

Altri, come il network di studenti Rete della Conoscenza, si mostrano meno ottimisti. Con riferimento agli eventuali tagli all’istruzione pubblica a venire, @reteconoscenza scrive:

Si annuncia un'infornata di bocconiani al governo. Nelle università pubbliche non c'è niente da festeggiare… #nosaycat #maipiù

Similmente, il blogger anonimo di One Big Onion riflette sulle implicazioni di un governo tecnocratico imposto dai mercati e dall’UE:

Dice che Berlusconi oggi se ne va. Non staremo certo qui a rimpiangerlo noi, quelli di Genova, i compagni di Carlo e dei ragazzi che stavano alla Diaz e a Bolzaneto (…)
Facciamo a questo punto una proposta, oltre al pareggio di bilancio nella costituzione ci mettiamo una regola per cui quando lo spread sale di oltre 500 punti da Bruxelles e Berlino ci mandano un commissario della Goldman Sachs come premier. Oppure che la Trilaterale con un decreto di urgenza ci vende anche Palazzo Madama assieme ai beni dello Stato da mettere all’asta.

Domenica 13 Novembre gli Italiani si sono risvegliati nel #doposilvio. Il blog di Simona Melani coglie alla perfezione il tono della conversazione online durante questa giornata decisiva per il futuro del Paese:

Stavolta proviamo a metterci a correre, noi che abbiamo 20, 30 anni. Facciamo sì che queste dimissioni siano l’inizio simbolico della nostra Italia e non la fine di un incubo. Perchè se ci rilassiamo, l’incubo continuerà. (…)
Tocca a noi, corriamo, con le borse pesanti sulle spalle perchè c’è un sacco di lavoro da fare. La prima cosa da rimettere in piedi è la Politica. Senza pupazzi di gommapiuma e imitatori da Bagaglino. Stavolta tocca a noi. Alziamo il culo dalla sedia. Twitter lo possiamo aggiornare dallo smartphone, mentre finalmente corriamo per costruire un Paese, con la presunzione gioiosa di essere migliori di quello che abbiamo visto negli ultimi anni.
It’ s the end of the world (as we know it). Abbiamo 5 minuti 5 di felicità. Mettiamoci al lavoro, finalmente.

 

1 commento

  • Giorgio

    Dire che è una liberazione è poco… Purtroppo Berlusconi sta giá tentando di girare a suo favore il fatto che lo spread dopo le sue dimissioni sia ulteriormente aumentato: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/mercati-fidano-dellannuncio-berlusconi-spread-milano-negativa/169443/ , implicando che lui non era la causa dell´andamento negativo e a ruota tutti i suoi scherani lo difendono. Diceva bene chi nei commenti sopra faceva notare che questo non è un 25 aprile ma un 25 luglio… speriamo solo che alle imminenti elezioni gli italiani non si facciano di nuovo infinocchiare dalle sue parole mielose!

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