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Bangladesh: Global Voices condanna le minacce contro i blogger

Lunedì 1 aprile, il ramo investigativo della polizia bengalese ha arrestato[en, come gli altri link seguenti] tre blogger a Dhaka: Rasel Parvez, Mashiur Rahman Biplob e Subrata Adhikari Shuvo. Mercoledì è stato poi trattenuto Asif Mohiuddin, un altro blogger e il Ministero dell'Interno ha rivelato che altri sette e più blogger sono stati arrestati nei giorni seguenti. Questi uomini sono stati accusati di aver umiliato l'Islam e il Profeta Maometto nei loro blog. Qualche giorno prima degli arresti, alcuni gruppi fondamentalisti avevano minacciato vari blogger e utenti Facebook che avevano diffuso battute dispreggiative sull'Islam e sul Profeta Maometto; parecchi blog sono stati bloccati dalle autorità per ragioni simili. Il 31 marzo, i rappresentati del clero musulamano conservatore hanno presentato una lista di 84 blogger alla commissione formata dal Ministero dell'Interno, accusando i blogger di ateismo e di attività contro l'Islam.

tre blogger arrestati e la polizia

Tre blogger arrestati a Dhaka. Immagine di Rehman Asad. Copyright Demotix (2/4/2013)

La comunità di Global Voices condanna questi interventi e ricorda al governo del Bangladesh dei suoi impegni verso la libertà di espressione online — in particolare l'articolo 39 del capitolo 3 della costituzione bengalese [PDF] che garantisce “Libertà di pensiero,di coscienza e di parola,” permettendo solo “ragionevoli restrizioni imposte per legge.” Il Bangladesh è una democrazia parlamentare non religiosa; se qualcuno sostiene di essere ateo/a, gli/le vanno riconosciuti gli stessi diritti degli altri cittadini.

Nel 2000, il Bangladesh ha ratificato [it] la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, affermando ulteriormente in questo modo il suo impegno per la libertà di espressione sotto l'articolo 19 del Patto, che garantisce a tutte le persone il diritto di “avere opinioni senza interferenza” e il diritto di libertà di espressione. Da notare che questo diritto dovrebbe anche includere “libertà di cercare, ricevere e impartire informazioni e idee di tutti i tipi, indipendentemente dalle frontiere…”

Crediamo che ci sia una linea sottile tra la satira, la critica e l'insulto alla religione. E i blogger detenuti hanno diritto a una corretta consulenza legale per difendersi adeguatamente. È nostra opinione che i diritti di libertà di espressione dei blogger detenuti sono stati ingiustamente violati.

Inoltre, come è largamente riconosciuto, il diritto di libertà di espressione non può essere protetto se gli individui non si sentono liberi di esprimersi senza paura di ritorsione, temiamo che siano a rischio anche i diritti di coloro che sono nella lista nera, in quanto ora devono certamente avere paura di ritorsioni per le loro idee a questo punto.

La comunità di Global voices è profondamente preoccupata per queste escalation di minacce alla libertà di espressione in Bangladesh. Chiediamo l'immediato rilascio dei blogger arrestati e sollecitiamo le autorità a mantenere i loro impegni nel diritto nazionale e nella dottrina dei diritti umani internazionali.

1 commento

  • Antonio Pavanello

    propongo iniziative di solidarietà: petizioni, manifestazioni davanti alle ambasciate, coinvolgimento di organismi internazionali…

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