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Un villaggio turco salvaguarda la “lingua degli uccelli” in un mondo di cellulari

Kuşköy local. Screenshot taken from Eurasianet video.

Una nativa di Kuşköy. Screenshot estratto dal video di Eurasianet.

Il seguente è un articolo con foto e audio [en, come i link seguenti] del nostro partner EurasiaNet.org, scritto da Alexander Christie-Miller e ripubblicato con il suo consenso. Foto e audio sono a questo link

In molti modi Kuşköy assomiglia a innumerevoli altri villaggi rannicchiati tra i Monti del Ponto, in Turchia, lungo la costa del Mar Nero. I suoi circa 500 abitanti coltivano tè e nocciole e c'è una sola strada con un panettiere, un macellaio, e qualche bar. Sono i suoni, non il panorama, a contraddistinguere Kuşköy. Per generazioni, gli abitanti del villaggio hanno conversato usando un'unica forma di comunicazione fischiata che chiamano “kuş dili,” o “lingua degli uccelli”.

Il name Kuşköy significa “villaggio degli uccelli.” “Venite qui per un po’ di te!” chiama Ibrahim Kodalak, rivolgendosi al suo vicino dall'esterno della propria abitazione, che si arrampica su un ripido pendio in cima a una valle. Il coltivatore di nocciole, di 45 anni, sta “parlando” con una serie di fischi stridenti e gorgheggianti, molto simile al canto degli uccelli.

Infatti, secondo Kodalak, le melodie degli uccelli locali assomigliano spesso alla kuş dili, affermando che il canto mattiniero del merlo è lo stesso di un famoso verso del Corano. “L'elettricità qui arrivò solo nel 1986, e prima che ci fosse era difficile comunicare su lunghe distanze, avevamo davvero bisogno della lingua degli uccelli ,” ha detto Kodalak, passando di nuovo al turco.

Come altre forme di comunicazione fischiata, la kuş dili è nata in un'area il cui territorio roccioso e la scarsa popolazione rendevano difficile lo spostamento anche su brevi distanze. Un fischio può riecheggiare per più di un chilometro, secondo Kodalak. “Se non riesci a far sentire la tua voce da molto lontano, si può anche creare una catena con varie persone per trasmettere il messaggio.”

La maggior parte degli abitanti crede che la kuş dili sia nata circa 400 anni fa, anche se nessuno lo sa per certo. La “lingua” è, infatti, un dialetto fischiato del turco, in cui ogni sillaba è resa in uno dei circa 20 suoni diversi. Tra le situazioni tipiche ci sono gli inviti a bere del té o le richieste di aiuto per un lavoro, l'avviso ai vicini dell'arrivo di un furgone per prendere il raccolto, o gli annunci di funerali, nascite e matrimoni.

Il lento processo di modernizzazione nel villaggio ha aiutato a salvaguardare la kuş dili, ma negli ultimi dieci anni in particolare, con l'arrivo dei cellulari, come dice il mukhtar (o capo del villaggio) di Kuşköy, Metin Köçek, il suo uso è diminuito. “Ora abbiamo strade, elettricità e linee telefoniche,” ha detto Köçek. “Ai tempi della nostra infanzia, la lingua degli uccelli era molto usata nella vita quotidiana. Ora soddisfiamo gli stessi bisogni usando un cellulare.”

La tecnologia non è l'unica minaccia. Come in altre zone rurali della Turchia, molti giovani lasciano Kuşköy alla ricerca di nuove oppurtunità nelle cittadine in rapida espansione. “La mancanza di opportunità è un problema generale nella nostra area,” ha commentato Mehmet Fatih Kara, il governatore del distretto di Canakçı, entro il quale è situata Kuşköy. “I ragazzi se ne vanno lasciandosi alle spalle gli anziani, tornandoli a trovare solo durante le vacanze.”

Nel corso degli ultimi 15 anni, il villaggio ha tenuto un festival annuale per la promozione della lingua. Ci sono delle esibizioni di fischi e una gara tra i migliori “fischiettisti”, in cui si trasmettono le indicazioni l'un l'altro dalla valle di fronte a una giuria.

“Il nostro scopo è promuovere la lingua degli uccelli nel nostro paese e nel mondo,” ha detto Şeref Köçek, organizzatore del festival e a capo della “Associazione per la lingua degli uccelli”.

Al festival di quest'anno, tenutosi l'8 luglio (incentrato più su musica e danza locali che sui fischi), hanno partecipato circa 2000 persone. Erano quasi tutti abitanti della zona, o parenti tornati in occasione del festival.

Kara crede che la kuş dili potrebbe essere usata come un mezzo per rilanciare l'economia locale e per fermare l'attuale esodo verso le città. “Voglio usare il turismo per trasformare questa lingua in fonte economica per la regione,” ha detto.

Recentemente si è rivolto alla Türk Telekom, la ex azienda statale di telecomunicazioni, chiedendole di fare da sponsor per il festival. Al momento della pubblicazione dell'articolo, Telekom non hanno risposto alla richiesta.

Il finanziamento verrebbe usato per il miglioramento delle strade della zona e per spostare il festival in una location più “pittoresca” negli altipiani erbosi, ha detto.

Se poi questo aiuti o meno a fermare il declino della kuş dili, è ancora da vedere.

Ma per il direttore della “Associazione per la lingua degli uccelli” e pompiere 38enne di Istanbul, Rıfat Köçek (fratello di Seref) che definisce la kuş dili la sua “lingua materna,” Kuşköy ha il compito di salvaguardarne l'eredità culturale. “Abbiamo bisogno di mantenere la lingua viva per rispetto verso i nostri antenati,” ha detto. “Loro l'hanno creata, ma non avrebbero mai immaginato che avrebbero reso famosi noi.”

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