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Intervista con l'ex presidente del Pakistan tolta dal palinsesto: giornalisti e attivisti condannano la censura

Asif Ali Zardari durante un'intervista al talk show politico Capital Talk nel novembre 2018. Screenshot dal video YouTube di Geo News.

Il 1 luglio 2019, in un altro incidente di censura nel paese, un'intervista registrata dell'ex presidente pakistano Asif Ali Zardari [it], un legislatore dalla provincia di Sindh, è stata tolta dal palinsesto [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] poco dopo che la sua trasmissione era iniziata sul canale Geo News.

Alle 20:00 PST (fuso orario del Pacifico) – l'ora in cui Capital Talk, un talk show politico sul canale TV privato Geo News condotto dal giornalista Hamid Mir ha cominciato la trasmissione, sono andate in onda anche altre due interviste con personaggi di alto profilo. Mentre la prima intervista televisiva in assoluto del Ministro dell'Interno Ejah Shah è stata trasmessa su Dunya News, il Primo Ministro Imran Khan [it] era in diretta su Ary News, una rete filo governativa, mettendo in luce la sua strategia economica e la presunta corruzione dei partiti dell'opposizione.

L’Autorità Regolatrice per i Media Elettronici del Pakistan (PEMRA) ha affermato inizialmente che loro non avevano nulla a che fare col togliere l'intervista dalla messa in onda.

Tuttavia, secondo Dawn, la Dr.ssa Firdous Ashiq Awan, assistente speciale del primo ministro per l'informazione successivamente ha affermato che l'intervista è stata ritirata in base alle norme della PEMRA. Ha aggiunto inoltre che un'individuo sotto processo, che ora è in custodia dell'Ufficio Responsabilità Nazionale (FAB), non poteva apparire in un'intervista di fronte le telecamere in Parlamento senza il permesso del portavoce dell'Assemblea Nazionale. Tuttavia, il suo discorso era in contrasto con ciò che sta dicendo la PEMRA dal momento che il suo regolamento non menziona se un accusato può essere intervistato in TV o meno.

In uno spezzone dell'intervista circolato sui social media, l'ex presidente ha rivelato che un grande scandalo riguardante il primo ministro Imran stava per “venire a galla”.

Un filmato da dover vedere dall'intervista censurata di Asif Ali Zardari… 😊

Zardari, vedovo dell'ex primo ministro Benazir Bhutto [it] e co presidente del Partito Popolare del Pakistan (PPP) è stati arrestato lo scorso mese in un enorme caso di corruzione. È accusato di riciclaggio di denaro attraverso conti bancari fasulli. Nell'intervista, si è difeso da queste accuse.

Curiosamente, il primo ministro ha anche incaricato il ministro della legge e della giustizia di modificare la legge sull'ordine di produzione per i legislatori. Un ordine di produzione è un invito per un legislatore detenuto a partecipare a una sessione parlamentare. Secondo Express Tribune, il primo ministro non vuole che il portavoce rilasci ordini di produzione per parlamentari accusati di corruzione.

Hamid Mir, il giornalista che conduce il programma, si è lamentato su Twitter della crescente censura:

Posso solo dire scusa ai miei spettatori del fatto che un'intervista sia stata iniziata e fermata su Geo News. Condividerò presto i dettagli ma è facile capire chi l'ha fermata? Noi non viviamo in un paese libero.

Mir è uno dei pochi giornalisti che, nonostante l'essere stato minacciato, intimorito e addirittura attaccato, non ha lasciato il Pakistan. Nel 2014 gli hanno sparato tre volte, con proiettili che hanno perforato il corpo.

I media possono intervistare un accusato?

Mentre alcuni giornalisti, incluso il presentatore Rauf Klasra, hanno domandato se un legislatore accusato, che era fuori su ordine di produzione per partecipare a una seduta in parlamento, potesse essere intervistato, altri hanno criticato la mossa e hanno condannato la continua repressione del dissenso nello stato.

Senza offesa, ma da nessuna parte il principale accusato di riciclaggio di denaro, frodi e conti falsi ha il permesso di un'ora d'aria per giustificare i suoi crimini. Succede solo in Pakistan, dove un accusato sotto custodia del NAB in attesa di giudizio appare in TV per darci una lezione su democrazia e trasparenza.

I media pachistani hanno spesso mandato in onda interviste di individui accusati di corruzione, tradimento e persino terrorismo. L'ex comandante militare, il generale in pensione Pervez Musharraf [it], che ora sta venendo processato secondo l'Articolo 6 per “alto tradimento”, veniva spesso intervistato dalle emittenti TV private. Anche il precedente portavoce dell'organizzazione militante estremista, Tehreek e-Taliban, Ehsanullah Ehsan era stato precedente intervistato in diretta da una televisione privata.

Bilawal Bhutto Zirdari [it], figlio di Zardari e attuale presidente del Partito Popolare Pakistano, ha scritto:

Il governo scelto vuole sentire solo voci scelte. Censurata l'intervista del Presidente Zardari con Hamid Mir.Tolta dalla trasmissione quando era già iniziata. Non c'è differenza tra il Pakistan di Zias, di Musharraf e di Naya. Questo non è più il paese libero che Quaid ci aveva promesso.

Iqbal Khattak, un rappresentante di Reporter senza Frontiere, ha detto a Global Voices che, a meno che non sia impedito per ordine del tribunale, i giornalisti dovrebbero essere in grado di intervistare gli individui che affrontano cause legali.

In modo simile, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha descritto l'incidente come violazione della libertà di stampa.

“Perchè un uomo accusato ma non condannato di un crimine dovrebbe perdere il diritto alla libertà di parola?” ha detto Steven Butler, coordinatore del Programma dell'Asia del CPJ, in un'intervista via mail con Global Voices.

“Il giornalista Raza Rumi era d'accordo nel tweet:

A proposito della legalità della questione, non c'è nessuna legge che proibisce di trasmettere l'intervista di una persona indagata, specialmente quando è una figura chiave nella politica nazionale, un ex presidente ed eletto dagli elettori. Lo stato di diritto è importante e renderà solo più forte il governo.

Censura in Pakistan

La stampa in Pakistan è controllata da soggetti sia statali che non. Il paese si è classificato 142° su 180 paesi nell'Indice Mondiale della Libertà di Stampa nel 2019.

I giornalisti affrontano intimidazione e persecuzione, e quelli che riportano su argomenti sensibili spesso pagano un prezzo ingiusto. Quelli che respingono o sono eccessivamente critici nei confronti delle autorità  in precedenza sono stati o soggetti a minacce di violenza, rapimenti e persino omicidi, o cacciati dalle loro professioni a causa di minacce o conseguenze disastrose.

Le autorità sono state anche accusate di interrompere la distribuzione dei giornali, disturbare il segnale di trasmissione di nuovi canali e tagliare le inserzioni alle emittenti.

Il ritiro delle inserzioni pubblicitarie ha condotto ad una fase di incertezza economica per i giornalisti, e col pretesto delle “perdite” i proprietari delle emittenti effettuarono uno spietato taglio dei costi. Stando alla Federazione Internazionale dei Giornalisti, le emittenti del Pakistan hanno licenziato quasi 2000 tra giornalisti e non, da maggio 2018 ad aprile 2019. È interessante il fatto che i primi ad essere stati allontanati sono stati i reporter critici verso governo ed esercito.

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