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La Turchia imbriglia i social media, una piattaforma alla volta

Un tram Alstom impostato sulla linea T1 di Istanbul che attraversa il ponte di Galata, in direzione nord, 5 dicembre 2013, Istanbul, Turchia. Foto di Mark Ahsmann tramite Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.

L‘anno scorso, nel momento in cui il presidente turco Recip Erdoğan diventò nonno per la quarta volta , sua figlia e suo genero (l'allora ministro delle finanze) annunciarono la nascita del loro bambino [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] su Twitter.

Oltre ai molti tweet celebrativi dei seguaci del partito “della Giustizia e dello Sviluppo” (AKP) capitanato da Erdoğan, la coppia ha ricevuto anche insulti.

I tweet sono stati rimossi e l'account è stato eliminato. Ma questi insulti hanno portato a rinnovare l'interesse di Erdoğan a finalizzare la legislazione nel paese a fine di centralizzare il controllo sulle piattaforme dei social media in Turchia.

“Capite perché siamo contro i social media come YouTube, Twitter e Netflix? Vogliamo sradicare tale immoralità”, ha dichiarato il presidente Erdoğan ai membri dell'AKP durante un discorso televisivo, riferendosi ai presunti tweet offensivi.

“Queste piattaforme non sono adatte a questo paese. Vogliamo che siano bandite, prese sotto controllo.”

La legge è arrivata in maniera repentina, esattamente come le detenzioni degli utenti dei social media presunti colpevoli degli insulti.

Approvata nel luglio 2020 e in vigore dal 1° ottobre 2020, la nuova legge sui social media (Legge sul regolamento delle pubblicazioni su Internet e la repressione dei crimini commessi mediante tali pubblicazioni) stabilisce una serie di requisiti che avranno un impatto duraturo sui diritti digitali e la libertà di espressione in Turchia.

Le società di social media saranno obbligate ad avere un ufficio in Turchia; i loro rappresentanti saranno ritenuti responsabili delle questioni giuridiche; la larghezza di banda delle aziende che rifiuteranno di aprire un ufficio sarà limitata fino al 90%; le società di social media saranno obbligate a conservare i dati degli utenti in Turchia; Le aziende dovranno rilasciare una relazione sulle loro attività ogni sei mesi; in caso contrario, verrà comminata una multa fino a 10 milioni di lire ($ 1,3 milioni di dollari).

Un anno dopo che la Turchia ha ripristinato l'accesso a Wikipedia, il paese è ora alle prese con queste nuove restrizioni.

Sebbene le aziende all'inizio non si siano conformate, le recenti multe hanno costretto alcuni giganti dei social media a cedere, tra cui  tra le aziende più recenti configura anche Tik Tok.

L'inizio

Nell'aprile 2020, l'Human Rights Watch riferì dell'apparizione della legge sui social media in un progetto di legge sulle misure economiche per far fronte al COVID-19:

The draft law, circulated April 9, stipulates that all platforms accessed by over 1 million users daily must appoint a legal representative in Turkey on whom courts can serve orders to take down content or block access to accounts. Any platform that refuses would see its bandwidth reduced by 50 and then 95%, rendering the platform unusable in Turkey.

Il progetto di legge, diffuso il 9 aprile, stabilisce che tutte le piattaforme a cui accedono quotidianamente oltre 1 milione di utenti devono nominare un rappresentante legale in Turchia su cui i tribunali possono emettere ordinanze di rimozione dei contenuti o bloccare l'accesso agli account. Qualsiasi piattaforma che rifiuta vedrebbe la sua larghezza di banda ridotta del 50 e infine del 95%, rendendo la piattaforma inutilizzabile in Turchia.

Questi emendamenti proposti furono temporaneamente ritirati.

Ma un mese dopo, il complesso presidenziale turco pubblicò una guida riguardo ai social media di 161 pagine [tr], scritta da Fahrettin Altun, capo dei media e delle comunicazioni, con il consiglio diretto di “iniziare a centralizzare il controllo del dominio digitale.”

Altun ritiene che i social media siano diventati un “rischio per la vita” dei cittadini turchi che sono sempre più minacciati dalla rapida digitalizzazione e quindi beneficiano della centralizzazione del controllo degli spazi digitali da parte del governo.

Giornalisti e sostenitori della libertà di Internet hanno descritto la guida sui social media come uno strumento di censura.

“La guida è stata un passo verso la creazione del controllo del governo su Twitter e altre piattaforme”, ha detto Fatih Polat, redattore capo del quotidiano di opposizione Evrensel, in un’intervista rilasciata al Deutsche Welles (DW).

Gulin Cavus, fondatore della fact-checking network turco Teyit [tr], ha affermato che la minaccia della disinformazione online non proviene dai cittadini turchi, come afferma la guida, ma piuttosto dalle agenzie governative che sono “consapevolmente impegnate nella manipolazione”, rivolgendosi a DW.

Come sta procedendo

Nel novembre 2020, la Turchia ha multato Facebook, Twitter e YouTube  per non aver rispettato la loro nuova legge sui social media per un totale di 1,18 milioni di dollari.

Il mese successivo, l'Autorità turca per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (BTK) ha infierito un colpo basso alle piattaforme con una nuova sanzione di 30 milioni di lire turche (3,8 milioni di dollari) a testa, per la mancata assunzione di rappresentanti locali.

Le multe hanno funzionato. YouTube, Instagram e TikTok sono state tra le prime aziende a nominare rappresentanti locali.

 Il 18 gennaio 2021 Facebook ha annunciato che avrebbe aperto un ufficio in loco. Lo scorso gennaio, Facebook aveva inoltre dichiarato la sua decisione di nominare un rappresentante locale in Turchia nel rispetto delle nuove normative.

Nella loro dichiarazione Facebook ha detto:

We have been closely following developments on Turkey’s recently amended Internet Law No. 5651 which stipulates new requirements for social media platforms. Like other companies, we have decided to begin the process of appointing a legal entity as a local representative in compliance with the law, while also recognizing how important it is for our platform to be a place where users can exercise their freedom of expression.

This decision does not change Facebook’s Community Standards, nor the global process for reviewing government requests, and we will withdraw the representative if we face pressure on either. We will continue to review and evaluate government requests in accordance with these policies, including our commitments as a Global Network Initiative member, and under the UN Guiding Principles on Business and Human Rights. We will continue to report details of the content we restrict, in line with our existing transparency processes.

Abbiamo seguito da vicino gli sviluppi della legge turca su Internet n. 5651 recentemente modificata che stabilisce nuovi requisiti per le piattaforme di social media. Come altre società, abbiamo deciso di avviare il processo di nomina di una persona giuridica come rappresentante locale in conformità con la legge, pur riconoscendo quanto sia importante che la nostra piattaforma sia un luogo in cui gli utenti possono esercitare la loro libertà di espressione.

Questa decisione non cambia gli standard della community di Facebook, né il processo globale per la revisione delle richieste del governo, e ritireremo il rappresentante se dovessimo affrontare pressioni su entrambi. Continueremo a esaminare e valutare le richieste del governo in conformità con queste politiche, compresi i nostri impegni come membri della Global Network Initiative e in base ai Principi guida delle Nazioni Unite su affari e diritti umani. Continueremo a segnalare i dettagli del contenuto che limitiamo, in linea con i nostri processi di trasparenza esistenti.

La piattaforma TikTok platform ha dichiarato:

TikTok is a powerful platform that gives voice to diverse communities, and we remain focused on providing people in Turkey the opportunity to express themselves creatively through video, from sharing unique cooking skills to easy tutorials on drawing. We're also committed to respecting local laws in the markets in which we operate, even when we disagree with them. As such, we will comply with the requirements of the law — establishing a local legal entity and providing a local point of contact to the Government in Turkey as a next step to compliance – while we maintain our commitment to the freedom of expression that is fundamental to the creativity that thrives in our community.

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Autosave by Lucia Vescovini

3 months ago (1 Mar @ 20:33)

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Current Revision by Marisa Petricca

1 min ago (3 Jun @ 14:54)

Title

La Turchia imbriglia i social media, una piattaforma alla volta La Turchia imbriglia i social media, una piattaforma alla volta

Content

<img class=”wp-image-728795 size-featured_image_large” src=”https://globalvoices.org/wp-content/uploads/2021/02/2021-02-11-socialmedia-turkey-800×450.jpg” alt=”” width=”800″ height=”450″ /> Un tram Alstom impostato sulla linea T1 di Istanbul che attraversa il ponte di Galata, in direzione nord, 5 dicembre 2013, Istanbul, Turchia. Foto di Mark Ahsmann tramite Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0. <img class=”wp-image-728795 size-featured_image_large” src=”https://globalvoices.org/wp-content/uploads/2021/02/2021-02-11-socialmedia-turkey-800×450.jpg” alt=”” width=”800″ height=”450″ /> Un tram Alstom impostato sulla linea T1 di Istanbul che attraversa il ponte di Galata, in direzione nord, 5 dicembre 2013, Istanbul, Turchia. Foto di Mark Ahsmann tramite Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.

<p class=”p1″>L<span style=”font-size: 1.25rem;”>'anno scorso, nel momento in cui </span><span style=”font-size: 1.25rem;”>il presidente turco Recip Erdoğan diventò nonno per la quarta volta , sua figlia e suo genero (l'allora ministro delle finanze) <a href=”https://www.duvarenglish.com/domestic/2020/06/30/president-erdogan-welcomes-new-grandchild-as-finance-minister-becomes-father-of-four”>annunciarono la nascita del loro bambino</a> [en, <em>come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione</em>] su Twitter.</span></p> <p class=”p1″>L<span style=”font-size: 1.25rem;”>'anno scorso, nel momento in cui </span><span style=”font-size: 1.25rem;”>il presidente turco Recip Erdoğan diventò nonno per la quarta volta , sua figlia e suo genero (l'allora ministro delle finanze) <a href=”https://www.duvarenglish.com/domestic/2020/06/30/president-erdogan-welcomes-new-grandchild-as-finance-minister-becomes-father-of-four”>annunciarono la nascita del loro bambino</a> [en, <em>come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione</em>] su Twitter.</span></p>

<p class=”p1″>Oltre ai molti tweet celebrativi dei seguaci del partito “della Giustizia e dello Sviluppo” (AKP) <span style=”font-size: 1.25rem;”>capitanato da Erdoğan</span><span style=”font-size: 1.25rem;”>, la coppia ha <a href=”https://bianet.org/english/human-rights/226655-investigation-into-insulting-messages-about-esra-albayrak-and-her-family”>ricevuto anche insulti</a>.</span></p> <p class=”p1″>Oltre ai molti tweet celebrativi dei seguaci del partito “della Giustizia e dello Sviluppo” (AKP) <span style=”font-size: 1.25rem;”>capitanato da Erdoğan</span><span style=”font-size: 1.25rem;”>, la coppia ha <a href=”https://bianet.org/english/human-rights/226655-investigation-into-insulting-messages-about-esra-albayrak-and-her-family”>ricevuto anche insulti</a>.</span></p>

<p class=”p1″>I tweet sono stati rimossi e l'account è stato eliminato. Ma questi insulti hanno portato a rinnovare l'interesse di Erdoğan a finalizzare la legislazione nel paese a fine di centralizzare il controllo sulle piattaforme dei social media in Turchia.</p> <p class=”p1″>I tweet sono stati rimossi e l'account è stato eliminato. Ma questi insulti hanno portato a rinnovare l'interesse di Erdoğan a finalizzare la legislazione nel paese a fine di centralizzare il controllo sulle piattaforme dei social media in Turchia.</p>

<p class=”p1″>”Capite perché siamo contro i social media come YouTube, Twitter e Netflix? Vogliamo sradicare tale immoralità”, <a href=”https://www.aljazeera.com/news/2020/7/1/turkey-erdogan-vows-social-media-controls-over-insults-to-family”>ha dichiarato</a> il presidente Erdoğan ai membri dell'AKP durante un discorso televisivo, riferendosi ai presunti tweet offensivi.</p> <p class=”p1″>”Capite perché siamo contro i social media come YouTube, Twitter e Netflix? Vogliamo sradicare tale immoralità”, <a href=”https://www.aljazeera.com/news/2020/7/1/turkey-erdogan-vows-social-media-controls-over-insults-to-family”>ha dichiarato</a> il presidente Erdoğan ai membri dell'AKP durante un discorso televisivo, riferendosi ai presunti tweet offensivi.</p>

“Queste piattaforme non sono adatte a questo paese. Vogliamo che siano bandite, prese sotto controllo.” “Queste piattaforme non sono adatte a questo paese. Vogliamo che siano bandite, prese sotto controllo.”

La legge è arrivata in maniera repentina, esattamente come le <a href=”https://www.usnews.com/news/business/articles/2020-07-01/erdogan-vows-social-media-controls-after-insults-to-family”>detenzioni</a> degli utenti dei social media presunti colpevoli degli insulti. La legge è arrivata in maniera repentina, esattamente come le <a href=”https://www.usnews.com/news/business/articles/2020-07-01/erdogan-vows-social-media-controls-after-insults-to-family”>detenzioni</a> degli utenti dei social media presunti colpevoli degli insulti.

<p class=”p1″>Approvata nel luglio 2020 e <a href=”https://bianet.org/english/media/231932-new-law-requiring-social-media-companies-to-open-an-office-in-turkey-comes-into-force”>in vigore</a> dal 1 ° ottobre 2020, <a href=”https://www.mondaq.com/turkey/social-media/983466/turkey-introduces-new-social-media-law”>la nuova legge sui social media</a> (Legge sul regolamento delle pubblicazioni su Internet e la repressione dei crimini commessi mediante tali pubblicazioni) stabilisce una serie di <a href=”https://bianet.org/english/politics/227842-turkey-s-new-social-media-bill-aimed-at-silencing-dissenting-voices-and-making-money”>requisiti</a> che avranno un impatto duraturo sui diritti digitali e la libertà di espressione in Turchia.</p>

  <p class=”p1″>Approvata nel luglio 2020 e <a href=”https://bianet.org/english/media/231932-new-law-requiring-social-media-companies-to-open-an-office-in-turkey-comes-into-force”>in vigore</a> dal 1° ottobre 2020, <a href=”https://www.mondaq.com/turkey/social-media/983466/turkey-introduces-new-social-media-law”>la nuova legge sui social media</a> (Legge sul regolamento delle pubblicazioni su Internet e la repressione dei crimini commessi mediante tali pubblicazioni) stabilisce una serie di <a href=”https://bianet.org/english/politics/227842-turkey-s-new-social-media-bill-aimed-at-silencing-dissenting-voices-and-making-money”>requisiti</a> che avranno un impatto duraturo sui diritti digitali e la libertà di espressione in Turchia.</p>

<p class=”p1″>Le società di social media saranno obbligate ad avere un ufficio in Turchia; i loro rappresentanti saranno ritenuti responsabili delle questioni giuridiche; la larghezza di banda delle aziende che rifiuteranno di aprire un ufficio sarà limitata fino al 90%; le società di social media saranno obbligate a conservare i dati degli utenti in Turchia; Le aziende dovranno rilasciare una relazione sulle loro attività ogni sei mesi; in caso contrario, verrà comminata una multa fino a 10 milioni di lire ($ 1,3 milioni di dollari).</p> <p class=”p1″>Le società di social media saranno obbligate ad avere un ufficio in Turchia; i loro rappresentanti saranno ritenuti responsabili delle questioni giuridiche; la larghezza di banda delle aziende che rifiuteranno di aprire un ufficio sarà limitata fino al 90%; le società di social media saranno obbligate a conservare i dati degli utenti in Turchia; Le aziende dovranno rilasciare una relazione sulle loro attività ogni sei mesi; in caso contrario, verrà comminata una multa fino a 10 milioni di lire ($ 1,3 milioni di dollari).</p>

Un anno dopo che la Turchia ha ripristinato l'accesso a <a href=”https://www.euronews.com/2020/01/16/wikipedia-restored-in-turkey-after-being-banned-for-over-2-years-thecube”>Wikipedia</a>, il paese è ora alle prese con queste nuove restrizioni. Un anno dopo che la Turchia ha ripristinato l'accesso a <a href=”https://www.euronews.com/2020/01/16/wikipedia-restored-in-turkey-after-being-banned-for-over-2-years-thecube”>Wikipedia</a>, il paese è ora alle prese con queste nuove restrizioni.

Sebbene le aziende all'inizio non si siano conformate, le recenti multe hanno costretto alcuni giganti dei social media a cedere, tra cui tra le aziende più recenti configura anche <span style=”font-size: 1.25rem;”>Tik Tok</span><span style=”font-size: 1.25rem;”>.</span> Sebbene le aziende all'inizio non si siano conformate, le recenti multe hanno costretto alcuni giganti dei social media a cedere, tra cui tra le aziende più recenti configura anche <span style=”font-size: 1.25rem;”>Tik Tok</span><span style=”font-size: 1.25rem;”>.</span>

<h3 class=”p1″>L'inizio</h3> <h3 class=”p1″>L'inizio</h3>

<p class=”p1″>Nell'aprile 2020, l'Human Rights Watch riferì dell'apparizione della legge sui social media in un progetto di legge sulle misure economiche per far fronte al COVID-19:</p> <p class=”p1″>Nell'aprile 2020, l'Human Rights Watch riferì dell'apparizione della legge sui social media in un progetto di legge sulle misure economiche per far fronte al COVID-19:</p>

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    <blockquote>The draft law, circulated April 9, stipulates that all platforms accessed by over 1 million users daily must appoint a legal representative in Turkey on whom courts can serve orders to take down content or block access to accounts. Any platform that refuses would see its bandwidth reduced by 50 and then 95%, rendering the platform unusable in Turkey.</blockquote>

<p class=”p1″>Il progetto di legge, diffuso il 9 aprile, stabilisce che tutte le piattaforme a cui accedono quotidianamente oltre 1 milione di utenti devono nominare un rappresentante legale in Turchia su cui i tribunali possono emettere ordinanze di rimozione dei contenuti o bloccare l'accesso agli account. Qualsiasi piattaforma che rifiuta vedrebbe la sua larghezza di banda ridotta del 50 e infine del 95%, rendendo la piattaforma inutilizzabile in Turchia.</p>

  <blockquote class=”p1 translation”>Il progetto di legge, diffuso il 9 aprile, stabilisce che tutte le piattaforme a cui accedono quotidianamente oltre 1 milione di utenti devono nominare un rappresentante legale in Turchia su cui i tribunali possono emettere ordinanze di rimozione dei contenuti o bloccare l'accesso agli account. Qualsiasi piattaforma che rifiuta vedrebbe la sua larghezza di banda ridotta del 50 e infine del 95%, rendendo la piattaforma inutilizzabile in Turchia.</blockquote>

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Questi emendamenti proposti furono temporaneamente ritirati. Questi emendamenti proposti furono temporaneamente ritirati.

Ma un mese dopo, il complesso presidenziale turco pubblicò una <a href=”https://www.iletisim.gov.tr/images/uploads/dosyalar/Sosyal_Medya_Kullan%C4%B1m_K%C4%B1lavuzu.pdf”>guida riguardo ai social media di 161 pagine [tr]</a>, scritta da Fahrettin Altun, capo dei media e delle comunicazioni, con il <a href=”https://www.iletisim.gov.tr/english/haberler/detay/altun-we-will-continue-advocating-the-truth-on-social-media”>consiglio diretto</a> di “iniziare a centralizzare il controllo del dominio digitale.” Ma un mese dopo, il complesso presidenziale turco pubblicò una <a href=”https://www.iletisim.gov.tr/images/uploads/dosyalar/Sosyal_Medya_Kullan%C4%B1m_K%C4%B1lavuzu.pdf”>guida riguardo ai social media di 161 pagine [tr]</a>, scritta da Fahrettin Altun, capo dei media e delle comunicazioni, con il <a href=”https://www.iletisim.gov.tr/english/haberler/detay/altun-we-will-continue-advocating-the-truth-on-social-media”>consiglio diretto</a> di “iniziare a centralizzare il controllo del dominio digitale.”

<p class=”p1″>Altun <a href=”https://www.dw.com/en/recep-tayyip-erdogan-targets-social-media-in-turkey/a-53792631″>ritiene</a> che i social media siano diventati un “rischio per la vita” dei cittadini turchi che sono sempre più minacciati dalla rapida digitalizzazione e quindi beneficiano della centralizzazione del controllo degli spazi digitali da parte del governo.</p> <p class=”p1″>Altun <a href=”https://www.dw.com/en/recep-tayyip-erdogan-targets-social-media-in-turkey/a-53792631″>ritiene</a> che i social media siano diventati un “rischio per la vita” dei cittadini turchi che sono sempre più minacciati dalla rapida digitalizzazione e quindi beneficiano della centralizzazione del controllo degli spazi digitali da parte del governo.</p>

Giornalisti e sostenitori della libertà di Internet hanno descritto la guida sui social media come uno <a href=”https://www.dw.com/en/recep-tayyip-erdogan-targets-social-media-in-turkey/a-53792631″>strumento</a> di censura. Giornalisti e sostenitori della libertà di Internet hanno descritto la guida sui social media come uno <a href=”https://www.dw.com/en/recep-tayyip-erdogan-targets-social-media-in-turkey/a-53792631″>strumento</a> di censura.

“La guida è stata un passo verso la creazione del controllo del governo su Twitter e altre piattaforme”, ha detto Fatih Polat, redattore capo del quotidiano di opposizione Evrensel, in un'<a href=”https://www.dw.com/en/recep-tayyip-erdogan-targets-social-media-in-turkey/a-53792631″>intervista</a> rilasciata al Deutsche Welles (DW). “La guida è stata un passo verso la creazione del controllo del governo su Twitter e altre piattaforme”, ha detto Fatih Polat, redattore capo del quotidiano di opposizione Evrensel, in un'<a href=”https://www.dw.com/en/recep-tayyip-erdogan-targets-social-media-in-turkey/a-53792631″>intervista</a> rilasciata al Deutsche Welles (DW).

Gulin Cavus, fondatore della fact-checking network turco <a href=”https://teyit.org/”>Teyit </a>[tr], ha affermato che la minaccia della disinformazione online non proviene dai cittadini turchi, come afferma la guida, ma piuttosto dalle agenzie governative che sono “consapevolmente impegnate nella manipolazione”, rivolgendosi a DW. Gulin Cavus, fondatore della fact-checking network turco <a href=”https://teyit.org/”>Teyit </a>[tr], ha affermato che la minaccia della disinformazione online non proviene dai cittadini turchi, come afferma la guida, ma piuttosto dalle agenzie governative che sono “consapevolmente impegnate nella manipolazione”, rivolgendosi a DW.

<h3 class=”p1″>Come sta procedendo</h3> <h3 class=”p1″>Come sta procedendo</h3>

Nel novembre 2020, la Turchia <a href=”https://www.voanews.com/europe/turkey-fines-social-media-platforms-flouting-new-law”>ha multato</a> Facebook, Twitter e YouTube per non aver rispettato la loro nuova legge sui social media <span style=”font-size: 1.25rem;”>per un totale di 1,18 milioni di dollari</span><span style=”font-size: 1.25rem;”>.</span> Nel novembre 2020, la Turchia <a href=”https://www.voanews.com/europe/turkey-fines-social-media-platforms-flouting-new-law”>ha multato</a> Facebook, Twitter e YouTube per non aver rispettato la loro nuova legge sui social media <span style=”font-size: 1.25rem;”>per un totale di 1,18 milioni di dollari</span><span style=”font-size: 1.25rem;”>.</span>

Il mese successivo, l'Autorità turca per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (BTK) <a href=”https://www.hurriyetdailynews.com/turkey-slaps-social-media-platforms-3-8-mln-fines-160774″>ha infierito un colpo basso alle piattaforme</a> con una nuova sanzione di 30 milioni di lire turche (3,8 milioni di dollari) a testa, per la mancata assunzione di rappresentanti locali. Il mese successivo, l'Autorità turca per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (BTK) <a href=”https://www.hurriyetdailynews.com/turkey-slaps-social-media-platforms-3-8-mln-fines-160774″>ha infierito un colpo basso alle piattaforme</a> con una nuova sanzione di 30 milioni di lire turche (3,8 milioni di dollari) a testa, per la mancata assunzione di rappresentanti locali.

Le multe hanno funzionato. YouTube, Instagram e TikTok sono state tra le prime aziende a nominare rappresentanti locali. Le multe hanno funzionato. YouTube, Instagram e TikTok sono state tra le prime aziende a nominare rappresentanti locali.

<span style=”font-size: 1.25rem;”> </span><span style=”font-size: 1.25rem;”>Il 18 gennaio 2021 </span>Facebook ha annunciato che avrebbe aperto un ufficio in loco. Lo scorso gennaio, Facebook aveva inoltre dichiarato la sua decisione di nominare un rappresentante locale in Turchia nel rispetto delle nuove normative. <span style=”font-size: 1.25rem;”> </span><span style=”font-size: 1.25rem;”>Il 18 gennaio 2021 </span>Facebook ha annunciato che avrebbe aperto un ufficio in loco. Lo scorso gennaio, Facebook aveva inoltre dichiarato la sua decisione di nominare un rappresentante locale in Turchia nel rispetto delle nuove normative.

Nella loro dichiarazione Facebook ha detto: Nella loro dichiarazione Facebook ha detto:

<blockquote>Abbiamo seguito da vicino gli sviluppi della <a href=”https://www.loc.gov/law/foreign-news/article/turkey-parliament-passes-law-imposing-new-obligations-on-social-media-companies/#:~:text=Blocking%20and%20Removal-,Law%20No.,on%20their%20websites%20or%20platforms.”>legge turca su Internet n. 5651</a> recentemente modificata che stabilisce nuovi requisiti per le piattaforme di social media. Come altre società, abbiamo deciso di avviare il processo di nomina di una persona giuridica come rappresentante locale in conformità con la legge, pur riconoscendo quanto sia importante che la nostra piattaforma sia un luogo in cui gli utenti possono esercitare la loro libertà di espressione.

Questa decisione non cambia gli standard della community di Facebook, né il processo globale per la revisione delle richieste del governo, e ritireremo il rappresentante se dovessimo affrontare pressioni su entrambi. Continueremo a esaminare e valutare le richieste del governo in conformità con queste politiche, compresi i nostri impegni come membri della Global Network Initiative e in base ai Principi guida delle Nazioni Unite su affari e diritti umani. Continueremo a segnalare i dettagli del contenuto che limitiamo, in linea con i nostri processi di trasparenza esistenti.</blockquote>

<p class=”p1″>La piattaforma TikTok platform <a href=”https://newsroom.tiktok.com/tr-tr/an-update-on-tiktok-in-turkey”>ha dichiarato:</a></p>

<blockquote> <blockquote>

    <p class=”p1″>We have been closely following developments on Turkey’s recently amended <a href=”https://www.loc.gov/law/foreign-news/article/turkey-parliament-passes-law-imposing-new-obligations-on-social-media-companies/#:~:text=Blocking%20and%20Removal-,Law%20No.,on%20their%20websites%20or%20platforms.”><span class=”s1″>Internet Law No. 5651</span></a> which stipulates new requirements for social media platforms. Like other companies, we have decided to begin the process of appointing a legal entity as a local representative in compliance with the law, while also recognizing how important it is for our platform to be a place where users can exercise their freedom of expression.</p>

TikTok è una potente piattaforma che dà voce a comunità diverse e rimaniamo concentrati nel fornire alle persone in Turchia l'opportunità di esprimersi in modo creativo attraverso i video, dalla condivisione di abilità culinarie uniche a facili tutorial sul disegno. Ci impegniamo inoltre a rispettare le leggi locali nei mercati in cui operiamo, anche quando non siamo d'accordo con esse. In quanto tale, rispetteremo i requisiti della legge – istituendo un'entità legale locale e fornendo un punto di contatto locale al governo in Turchia come passo successivo verso la conformità – pur mantenendo il nostro impegno per la libertà di espressione, fondamentale alla creatività che rende viva la nostra community.

Per ritorsione alle aziende che si sono rifiutate di conformarsi, l'Autorità per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (BTK) ha vietato alle aziende online di fare pubblicità su Twitter, Periscope e Pinterest, in una decisione pubblicata [tr] sulla Gazzetta Ufficiale il 19 gennaio.

È probabile che questa mossa abbia un impatto sui mezzi di sussistenza di molti in Turchia, in un momento in cui il paese sta affrontando sfide economiche a causa di una pandemia in corso.

Nel frattempo, la conformità di YouTube, Facebook, TikTok e altre piattaforme sono “un cattivo precedente che renderà più difficile per altre società reagire”, ha affermato l'Electronic Frontier Foundation. EFF è stata particolarmente critica nei confronti della decisione di YouTube di conformarsi, data la storia dei precedenti tentativi del governo turco di controllare la piattaforma.

Funzionari turchi affermano che la legge è simile al NetzDG [Network Enforcement Act [de] tedesco. Tuttavia, gli esperti non sono d'accordo. Emma Sinclair-Webb, esperta della Turchia dell'associazione Human Rights Watch, ha affermato che, a differenza della Turchia, la Germania ha “una netta separazione dei poteri e una magistratura indipendente”.

Secondo Engelliweb, un sito che documenta contenuti censurati, a partire da ottobre 2020 almeno 450.000 domini, 140.000 URL e 42.000 tweet sono attualmente bloccati in Turchia.

Il 21 gennaio, l'International Press Institute (IPI) ha rilasciato una dichiarazione chiedendo alla Turchia di ritirare la nuova legge e di revocare le sanzioni imposte.

Il coordinatore del programma IPI Turchia Renan Akyavas ha dichiarato:

This law and its penalties threaten the removal of critical voices, including journalists who have been driven from mainstream media, from social media via content removal or self-censorship. Turkey must withdraw this law and all penalties on social media companies issued under it. This law represents a serious expansion of digital censorship and threatens a last bastion for journalists and critical public discussion.

Questa legge e le relative sanzioni minacciano la rimozione delle voci di opposizione, inclusi i giornalisti che sono stati allontanati dai media tradizionali e ora dai social media tramite la rimozione di contenuti o l'autocensura. La Turchia deve ritirare questa legge e tutte le sanzioni imposte alle società di social media basate su di essa. Questa legge rappresenta una grave espansione della censura digitale e minaccia un ultimo baluardo formato da giornalisti e di dibattito pubblico di possosizione.

Ma i funzionari di Ankara devono ancora muoversi.

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