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Marocco: blogger arrestato e processato per direttissima

L'8 settembre scorso la testata online Hespress ha riportato [ar] la notizia dell'arresto nella sua casa di Agadir del blogger Mohammed Raji [ar]. L'arresto deriverebbe da un articolo da lui pubblicato sul sito del giornale, anche se né l'accusa né l'arresto di Raji sono stati confermati da altre fonti al di fuori dalla blogosfera.

La controversa [in] legge marocchina sulla libertà di stampa proibisce ogni critica della monarchia. Nel suo articolo, qui [in] tradotto da Amira al Hussaini, Raji sostiene che la beneficenza elargita dal re incoraggerebbe il popolo a persistere [nelle condizioni di indigenza] piuttosto che a lavorare sodo. Questo il paragrafo conclusivo:

وعندما يرى ولي العهد الصغير الذي سيتولى الحكم في يوم من الأيام كيف أن والده يوزع الهبات والاكراميات والكريمات على الناس بمجرد سماع كلمة إطراء أو مدح ، فلا شك أنه سيتصرف بنفس “المنطق” عندما يحكم ، لذلك فما علينا سوى أن نؤجل أحلامنا بمغرب المساواة وتكافؤ الفرص لغاية حكم الملك محمد السابع الذي سيأتي بعد الحسن الثالث اللي هو ولي العهد حاليا!

Dal momento che il giovane erede al trono è abituato a vedere il padre distribuire onorificenze, gratifiche e regali a quanti lo ricoprono di complimenti e lodi, non c'è alcun dubbio che seguirà la stessa logica, una volta diventato re. Fino a quando regnerà Mohammad Settimo, a cui farà seguito l'attuale principe Hassan Terzo, possiamo smettere di sperare in un Marocco [in cui prosperano] uguaglianza e pari opportunità .

Il blog A Moroccan About the World Around Him illustra meglio il contesto [in] dell'articolo:

L'articolo di Mohamed, scritto in arabo e intitolato “Il re asseconda la sottomissione dei sudditi”, affronta quel concetto i marocchini definiscono in modo colloquiale “GRIMA”, [derivazione] dal francese “agrément”, cioé “autorizzazione amministrativa”. Concedere “autorizzazioni amministrative” è una lunga tradizione della monarchia marocchina che, inutile dirlo, permette al beneficiario di evitare la trafila amministrativa, a dispetto di tutte le leggi e regolamenti che ne dovrebbero disciplinare l'operato. Ma il concetto è talmente radicato nella mentalità marocchina che capita spesso di imbattersi in cittadini di ogni ceto sociale che chiedono pregando: “Allah dacci una ‘Grima’ da Sidna”.

Anche altri blogger, come A Moroccan in Washington, D.C. [in], zalamite e Larbi [fr], si sono occupati della vicenda.

Hespress ha poi riferito che Raji è stato già processato per direttissima e condannato a due anni di prigione ed al pagamento di una multa di 5000 dirahm (circa 444 euro). Larbi spiega [fr]:

Dans un jugement expéditif digne des pays les plus totalitaires au monde, le Tribunal d’Agadir a condamné ce lundi le bloggeur marocain Mohamed Erraji à deux ans de prison ferme et 5000 Dhs d’amendes pour « manquement au respect dû au roi ».

In un processo per direttissima degno di uno Paesi più totalitari del mondo, il tribunale di Agadir ha condannato il blogger marocchino Mohammed Erraji a 2 anni di carcere e alla multa di 5000 dirahm per “lesa maestà”.

Qui [in] è possibile firmare la petizione per chiedere la liberazione di Mohammed Raji. È stato inoltre creato un apposito gruppo su Facebook [in].

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