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Egitto: arrestati e scomparsi due attivisti online in meno di un mese

Un attivista egiziano di Facebook è stato rapito dai poliziotti, prelevandolo dalla sua abitazione casa alle 3:30 del mattino, poco prima dell'alba. Due giorni dopo che Rami El- Swaisi, 21 anni, era stato portato in un posto sconosciuto [in], agenti e poliziotti armati si sono introdotti abusivamente nella sua casa a Giza e hanno prelevato alcuni oggetti personali compresi cellulare, computer portatile e portafoglio.

Rami al-Swisi studia in un istituto linguistico ed è un attivista del movimento giovanile del 6 aprile. Ha un account su Facebook chiamato Mahtag Akoud Hakky (Rivoglio i miei diritti) dove si dedica all'attivismo online.

Ahmed Maher [in], un altro aderente al movimento del 6 aprile [in], ha dichiarato all'Arabic Network for Human Rights [in] che Rami era stato chiamato da agenti della Sicurezza di Stato chiedendogli di comparire davanti a loro. Quando ha rifiutato, è stato minacciato più volte nel tentativo di costringerlo ad abbandonare il movimento del 6 aprile.

Il movimento del 6 aprile [in] ha diffuso una dichiarazione condannando l'arresto dei suoi membri, e confermando che:

Ogni giorno il nostro regime corrotto ci mostra quanto sia debole e spaventato da quanto andiamo dicendo sull'ingiustizia e dai nostri richiami alla libertà e a una vita sicura.

Questo fatto avviene un mese dopo il rapimento di un blogger, il 6 febbraio scorso, quando quattro ufficiali di polizia hanno arrestato Dia’ Eddin Gad [in], picchiandolo davanti casa a Kattour, nella provincia di Garbeiyah, prima di trascinarlo in una macchina della polizia e portarlo in una destinazione ignota

Dia’ Eddin Gad è l'autore del blog Sawt Ghadib [in] (una voce arrabbiata). La polizia non ha rivelato il motivo dell'arresto o dove venga detenuto

Secondo l'ANHRI (Arabic Network for Human Rights Information) [in], è chiaro che la mancanza di punizioni per la polizia per il reato di rapimento di Philip Rizk e Dia Eddin Gad li incoraggia a perpetrare lo stesso crimine una terza volta in meno di un mese. Il comunicato dell'ANHRI aggiunge:

Dobbiamo fare pressionecon gli investigatori affinché porti questi agenti in tribunale, soprattutto perché conosciamo il numero di targa dell'automobile che lo ha rapito.

Il blogger egiziano Muhammad Adel continua lo sciopero della fame

Muhammad AdelIl blogger detenuto Muhammad Adel [in] continua lo sciopero della fame, protestando contro l'isolamento in cui è tenuto e contro il maltrattamento delle autorità carcerarie, che non gli permettono di uscire dalla cella, mettendolo così in pericolo di vita. Adel ha iniziato la sua protesta il 28 febbraio nella prigione di Tora Farm e finora non c'è stata alcuna indagine mirata proteggerne la vita in tale situazione.

Subito dopo l'inizio dello sciopero della fame da parte del blogger l'Arabic Network for Human Rights Information (ANHRI) ha presentato un'istanza al procuratore generale richiedendo un'immediata inchiesta sullo sciopero della fame di Adel. È stata anche richiesta al procuratore l'apertura di un'inchiesta riguardo eventuali maltrattamenti contro il blogger da parte dell'amministrazione carceraria.

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