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Panoramica sull'iniziativa “Il giro del mondo con un libro”

Per mostrare la nostra fedeltà alle forme di scrittura tradizionali, verso fine marzo il team di Global Voices ha proposto una sorta di sfida [it] per la Giornata Mondiale del Libro dell'UNESCO. Abbiamo chiesto a collaboratori e lettori di scegliere e leggere un libro di un Paese della cui letteratura non sapevano nulla, per poi condividerne l'esperienza sui propri siti. Già dai primi giorni di aprile sono apparsi dei post con il tag #gvbook09, dedicati alla preparazione e alla scelta del libro, autore e nazione.

El Oso [in] di Rising Voices ha deciso di dedicarsi al libro di Orhan Pamuk: Istanbul: Memories and the City collocandone l'autore nel contesto in cui è stato scritto:

Nel 2005 in Turchia è stato aperto un procedimento penale contro Pamuk per le dichiarazioni rilasciate a una rivista svizzera sul presunto massacro turco di Curdi e Armeni. Il caso di Pamuk è stato ripreso dai colleghi scrittori per ribadire la libertà di espressione e, in modo più controverso, è diventato una prova del nove per l'entrata della Turchia nell'Unione Europea .

Il blogger filippino Karlo Mikhail [in] ha preso tempo per trovare il titolo giusto e alla fine ne ha scelto uno facilmente reperibile:

Finalmente ho trovato qualcosa per la sfida del libro di Global Voices: The Way of a Serpent di Torgny Lindgren. Ci sono così tanti Paesi di cui non conosco la letteratura. Ma questa traduzione di un romanzo svedese era l'unica già a portata di mano. L'ho comprato lo scorso anno a basso prezzo insieme a qualcosa di Heidegger (che ho dato via sapendo che non ne avrei avuto bisogno a breve).

Edi, blogger che si auto-definisce “una bibliotecaria Afro-Americana di Indianapolis” descrive così il libro che ha scelto:

La mia scelta sarà perfetta per aprile: Aleutian Sparrow di Karen Hesse è la storia dei nativi Aleutini trasferiti durante la seconda guerra mondiale dopo l'invasione di quelle isole da parte dei giapponesi. La storia è narrata dalla voce di una giovane ragazza e scritta sotto forma di poesia.

E in conclusione di questa sfida sui generis, ecco qualcun'altra delle nostre avventure letterarie.

Jad [in] ha scritto riguardo The Angel of Grozny di Asne Seierstad, arrivando a un'interessante conclusione:

Sono sempre stato interessato alla Cecenia e all'Albania perchè il fatto che non abbiano una Terra Santa non significa che debbano essere ignorate e non ricevere alcun sostegno.
Non sono appassionato di romanzi e letteratura in generale, ma per un po’ sono rimasto a guardare il libro e a sfogliarne le pagine, non ero sicuro di volermi impegnare in un racconto (non è un romanzo, ma il confine tra i fatti giornalistici e lo stile romanzesco è assai impercettibile), non mi piacciono i romanzi, ma un'amica ha insistito fino a comprarlo.
Poi mi son fatto prestare il libro e ho iniziato a leggerlo, e dopo un paio di capitoli ho cominciato a credere che forse il miglior modo per diffondere fatti giornalistici documentati è sotto forma di romanzo.

The Book of Sand, dell'autore argentino Jorge Luis Borges e scelto per la sfida dal blogger malgascio Lova Rakotomalala, ha dimostrato di essere estremamente rilevante nell'attuale scenario del Madagascar:

Mentre il Madagascar cerca di trovare una soluzione a una situazione politica senza uscita, questa rappresentazione di un insieme mi colpisce assai da vicino al momento. Nessuna entità può mai ergersi a perfetto rappresentante dell'intera popolazione. Tuttavia, un gruppo deve essere d'accordo su una serie di regole per vivere e tollerarsi a vicenda. Quando tali accordi perdono significato per qualsiasi ragione, l'opera dei membri (come una raccolta di libri classici) di solito finisce in cenere.
Pur se questa storia specifica mi ha riportato alla crisi del mio Paese, ho gradito i restanti racconti brevi come una fuga dalla violenza accumulata negli ultimi giorni.

Niranjana [in], blogger indiano residente in Canada, ha letto Paradise Reclaimed di Halldor Laxness che tuttavia lo ha lasciato deluso. Un'opera di letteratura islandese, scelta dallo scaffale, rivelatasi lettura difficile:

Credo che l'incapacità nel comprendere il libro sia dovuta alla mia ignoranza sulla cultura islandese–Posso dire di non aver capito tutti i riferimenti ai miti e agli eventi storici che avrebbero reso il libro una lettura più ricca. Questa omissione è interamente una mia colpa (avrei dovuto cercare le Cliffs Notes), ma se avessi letto qualcosa riguardo l'Islanda, non avrei potuto scegliere questo libro per la sfida. Comunque, la sensazione generale è stata come leggere la biografia di Beckham senza averlo mai visto calciare un pallone. Poco soddisfacente.

Fay Sheco [in], che ha scelto Wolf Totem di Jiang Rong, è soddisfatto sia del libro che della sfida in sè:

Nei primi giorni di questo blog ho provato alcune ‘sfide’ letterarie e le ho trovate restrittive; questa invece si adatta al mio modo di leggere e di scrivere sul blog, e non vedo l'ora di leggere gli altri post riguardo questa sfida, pubblicati con il tag #gvbook09 per una ricerca veloce.

Per alcuni di noi questa storia dei libri ha portato alla voglia di conoscerne l'autore. Senor Pablo [in] per esempio ha deciso di leggere The Islamist di Ed Hussain e spera di incontrarne presto l'autore:

È arrivato l'undici settembre e di colpo il mondo è cambiato. Un'altra questione emersa riguarda i modi differenti in cui i musulmani interpretano l'Islam. Non posso capire la necessità del fondamentalismo, sebbene esista in molte religioni. Questo libro spiega tutto ed ecco perchè credo sia una buona lettura se volete conoscere l'esperienza di un musulmano che ha aderito a un gruppo fondamentalista per poi abbandonarlo. Ha risposto alle molte domande che mi ero posto :)

Ho appena saputo che quanto prima Ed Hussain verrà in questa zona. Mi piacerebbe molto poter incontrare l'autore di persona!

Dal Bahrain, la blogger Bint Batutta descrive la storia di un libro riguardante il disastro del reattore nucleare di Chernobyl (Memories of a Meltdown di Mohamed Makhzangi ) e le circostanze dell'evento:

E cosa ne è adesso del luogo del reattore nucleare? È chiuso in un largo sarcofago di cemento, e c'è una “zona di esclusione” di trenta chilometri dove ufficialmente è vietato a chicchessia starci – ma alcuni donne e uomini senza casa vivono lì.

Materiale sull'iniziativa “Il giro del mondo con un libro”, per chi è interessato basta seguire i post con il tag #gvbook09.

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