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Trinidad e Tobago: controversie sul nuovo super-centro per le arti recitative

La costruzione a Trinidad e Tobago [it] di una nuova National Academy for the Performing Arts [in] va causando non poche controversie: non solo si dice che il progetto sia stato rubato dall'architectural studio di architetti locali [in] e consegnato allo Shanghai Construction Group, ma quest'ultimo ha usato – per la maggior parte – forza lavoro cinese, non c'è stata alcuna consultazione progettuale per determinare le esigenze degli artisti locali che poi avrebbero dovuto usufruire dello spazio e l'intera operazione è stata gestita dalla UDeCOTT [in], azienda al centro dell'indagine [in] avviata dalla Commissione d'inchiesta per l'edilizia locale [in]. E senza dimenticare l'ammontare spropositato dei costi [in]. Nonostante tali ostacoli, l'Accademia ha aperto [in] i battenti la scorsa settimana [in], scatenando le reazioni dei blogger locali…

Coffeewallah [in] sembra disilluso sulla possibilità di buon governo a Trinidad e Tobago – considerando il centro per le arti recitative solo un altro esempio da aggiungere alla lista:

Tra tutte le cose importanti, non pensi dovremmo preoccuparci di più dei 10 milioni di dollari spesi per UN'ALTRA sala per spettacoli al Centro Diplomatico? No, è del tutto inutile. Perché tanto sappiamo bene come gli ospedali siano perfettamente attrezzati e il personale sufficiente.

Anche This Beach Called Life [in] ricorre alle battute sarcastiche, spiegando di aver trovato le “pagine mancanti” del discorso pronunciato dal Primo Ministro all'apertura dell'Accademia.

Miei cari amici, mentre facciamo sprofondare la nazione in un debito insanabile ed entriamo in una nuova epoca di spreco e spesa sconsiderata, vedremo sempre più contratti aggiudicati ai vari appaltatori tramite l'UDECOTT, come luminoso esempio dei miei sentimenti nei confronti dei cittadini di Trinidad e Tobago. Non me ne importa granché. Fratelli e sorelle, succederà così.

Al contempo kid5rivers [in] paragona la costruzione del centro al Teatro Amazonas [in], un teatro d'opera situato nella foreste pluviali tropicali del Brasile.

Il tempo ci dirà cosa ne sarà della National Academy for the Performing Arts [in] da 550 milioni di dollari TT, poiché la storia del Paese ha dimostrato come l'utilizzo e il mantenimento di tali edifici siano spesso inadeguati.

Pleasure [in], un blog dedicato all'arte, è critico verso la storica relazione tra il governo e la comunità artistica del Paese:

Domani la nuova fiammeggiante National Academy for the Performing Arts da 518 milioni di dollari situata nel Queen's Park Savannah, Port of Spain, aprirà ufficialmente. Ma qualche isolato più avanti, all'angolo tra Roberts e White Street, Woodbrook, lo storico Little Carib Theatre rimarrà sbarrato e chiuso.

Il problema? Si dice una mancanza di fondi, con l'aggiunta di 2 milioni di dollari necessari per completare il restauro che lo Stato non potrebbe permettersi. Lo stesso Stato che può sganciare 2 milioni di dollari per le bandiere intorno al fatiscente stadio Hasely Crawford e che a quanto pare può costruire Accademie d'arte schioccando le dita.

L'apertura dell'Accademia arriva dopo anni in cui l'arte e gli artisti in questo Paese sono stati relegati ai margini dopo diversi governi incuranti dello stato di salute della nazione. Per decenni artisti di ogni estrazione sociale si sono battuti per ottenere un'apposita struttura artistica, ma invano.

E che dire di un centro per l'arte contemporanea, come l'adesso defunto CCA7, che una volta ospitava il Fernandes Industrial Centre? Adesso è spuntata un'Accademia d'arte nuova di zecca. E ciò è qualcosa di cui bisognerebbe essere contenti. Gli artisti dovrebbero essere soddisfatti, giusto? Le cose non stanno necessariamente così.

Il blog prende in considerazione anche il design della costruzione, che dovrebbe essere l'immagine del fiore nazionale, la Chaconia e afferma:

Ma è una somiglianza alquanto lontana; la struttura sembra di più un'imitazione dell'Opera House di Sidney. O una specie di sofisticata navicella spaziale.

L'artista Marlon Darbeau, per tutta risposta a questo paragone, pubblica semplicemente il grafico di un testo del governo che dice: “Il progetto di costruzione della National Academy for the Performing Arts è una rivisitazione del nostro fiore nazionale, la Chaconia.” Il titolo del grafico contiene il commento dell'artista:

L'abbiamo comprato.

Dopo aver analizzato le possibili questioni strutturali e architetturali che la costruzione può sollevare, Pleasure [in] ha l'ultima parola:

Dunque ora abbiamo un'Accademia per le Arti recitative incapace di recitare il proprio ruolo? Staremo a vedere. Solo uno Stato che si preoccupa dell'arte troverà il modo di valorizzarla, specialmente nel caso del Centro Queen's Hall, che, dopo esser stato restaurato, oggi è la struttura tecnologicamente più avanzata dei Caraibi, proprio dall'altra parte della strada.

Eppure, ci sarà qualcuno che dirà “sempre meglio di niente”. Tuttavia, con il fatto che l'Accademia verrà gestita dall'università di Trinidad e Tobago, rimane da vedere quale sarà il ruolo di organizzazioni come il TTW (il Trinidad Theatre Workshop) e come l'Accademia si relazionerà ad altre realtà culturali del Paese. Siamo già un po’ in ritardo per chiederci queste cose solo ora, specialmente dopo avere speso milioni di dollari, denaro dei contribuenti che avrebbe potuto incentivare progetti artistici di maggior valore nei prossimi decenni.

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