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Brasile: prosegue l'eradicazione dei nativi Guaraní Kaiowá

Da sempre, i Guaraní sono alla ricerca: alla ricerca di un luogo rivelato dai loro antenati, dove non esistono dolore e sofferenza. Lo chiamano la “terra senza male”.

Il film 'La terra degli uomini rossi' del 2008 ha portato attenzione internazionale alla situazione dei Guarani

Il film "La terra degli uomini rossi" del 2008 ha portato attenzione internazionale alla situazione dei Guaraní

Tuttavia i Guaraní hanno trovato male, violenza e abusi dei diritti umani in Brasile. Oggi rappresentano uno dei gruppi indigeni più numerosi del Paese (46,000 su un totale di circa 734,000), ma restano bersaglio di continui attacchi, e fra loro si conta un allarmante numero di suicidi. L'ONG Survival International spiega [en, come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato]:

Oggi, [la loro persecuzione] si manifesta in modo ancora più tragico: profondamente segnati dalla perdita di quasi tutte le loro terre durante il secolo scorso, i Guaraní stanno cadendo vittime di un’ondata di suicidi senza precedenti nell'America del Sud.

La situazione è particolarmente grave nello stato del Mato Grosso do Sul, dove i Guaraní un tempo occupavano 350,000 kilometri quadrati di foreste e pianure.

Questa zona era abitata dai Guaraní Kaiowá, uno dei tre sotto-gruppi dei Guaraní, insediati in gran parte della costa meridionale del Brasile e nelle foreste al confine con il Paraguay. Furono una delle prime popolazioni indigene a entrare in contatto con gli europei al loro arrivo nel continente, oltre 500 anni fa e, secondo Duda di blog al-azurd [pt], i Kaiowá godettero di una convivenza pacifica con “l'uomo bianco” fino alla seconda metà del diciannovesimo secolo, quando le circostanze cambiarono.

foi a [Guerra do Paraguai] que maculou os índios, abrindo as portas para os jesuítas demoníacos com seus sentimentos de culpa e vergonha. ainda assim, os kaiowá se recusaram a participar dessas missões evangelizadoras e preservaram sua profunda espiritualidade.

[…]

a partir de 1880, eles foram incorporados como mão-de-obra no cultivo e extração da erva-mate, explorada em grande intensidade na região. com o tempo, o governo tornou a exploração muito intensa e os territórios indígenas foram invadidos.

[…]

enquanto eram necessários como mão-de-obra, os kaiowá tinham permissão para permanecer em suas aldeias. depois, foram expulsos de suas terras ancestrais engolidas pela carranca dos brancos, que as desmataram e construíram fazendas.

La guerra paraguaiana [o guerra della triplice alleanza] risultò fatale agli indigeni. Aprì le porte ai Gesuiti e ai loro sentimenti di colpa e vergogna, ma i Kaiowá si rifiutarono di prendere parte alle missioni evangeliche e preservarono invece una profonda spiritualità.

[…]

A partire dal 1880, iniziarono a essere assunti come manodopera nella coltivazione ed estrazione dell’erba mate, [da cui l'omonima bevanda tipica dell'America meridionale]. Col passare degli anni, il governo spinse lo sfruttamento intenso delle coltivazioni, e i territori indigeni vennero praticamente invasi.

[…]

Finché indispensabili come manodopera, ai Kaiowá fu permesso di rimanere nei loro villaggi. In seguito si videro però espulsi dalle loro terre ancestrali, inghiottite dalla deforestazione e dalle fazendas dei bianchi.

Da allora, hanno subito la perdita quasi totale delle loro terre. In un articolo del 2003 [pt], il giornalista Carlos Dutra fa luce sul conflitto per la terra fra i popoli indigeni e i fazendeiros:

Pelo que se tem observado dos acontecimentos, há mais de 50 anos esse povo vem tentando recuperar uma parte do antigo território que aos poucos foi sendo engolido pela mão branca do latifúndio. Cansados de lutar contra um Direito excessivamente regulador da propriedade privada, liderados pelo velho cacique, em 1997 a comunidade fez a retomada de seu território ancestral. Tão-logo entrou na área, como é de costume de todo povo ligado a terra, ele começam a construir suas casas e iniciar o plantio de suas roças, sem as quais suas famílias não poderiam subsistir. Mas logo o fazendeiro, dito proprietário, recorre ao Pretório, e um juiz e sua lei positiva, rapidamente ordena a expulsão dos indígenas do lugar.

Secondo le testimonianze, per più di 50 anni questo popolo ha cercato di recuperare parte dei territori da sempre di loro proprietà,  gradualmente inghiottite dai latifondisti. Stanchi di lottare contro la legge sulla proprietà privata, nel 1997 i Kaiowá, guidati dal leader anziano, rioccuparono parte delle terre ancestrali. Com'è consuetudine di tutti i popoli legati alla terra, non appena insediatosi iniziarono a costruire case e a piantare raccolti senza i quali le loro famiglie non avrebbero potuto sopravvivere. Ma il latifondista fece prontamente ricorso alla Corte, e un giudice ricorse alla legge per ordinare l'espulsione immediata dei nativi.

Il loro leader, Marcos Véron, è diventato il simbolo della lotta indigena per la terra. Venne ucciso brutalmente nel gennaio 2003, e i suoi assassini furono rilasciati nel 2007. Il processo, previsto per il maggio di quest’anno, è stato sospeso e poi rimandato a febbraio 2011.

In un articolo pubblicato sul blog Global Ethics, Egon Heck, membro del Conselho Indigenista Missionário, descrive uno scenario desolato [pt] e definisce la persecuzione dei Guaraní Kaiowá come un vero e proprio genocidio:

Conforme os relatórios de violência do Cimi (Conselho Indigenista Missionário), nos últimos cinco anos, foram mais de 200 assassinatos e mais de 150 suicídios; mais de 100 crianças morreram de desnutrição; cerca de 200 índios presos e mais de 90% das famílias vivendo da cesta básica e outros benefícios do governo. Isso dá uma pequena dimensão da dramática situação a que está submetido esse povo. Antropólogos e outros cientistas têm qualificado semelhante situação como de etnocídio e genocídio.

Secondo le testimonianze sulle violenze raccolte dal CIMI (Conselho Indigenista Missionário), negli ultimi cinque anni si sono verificati oltre  200 casi di omicidio e più di 150 suicidi; più di 100 bambini sono morti per malnutrizione, circa 200 nativi sono stati arrestati, mentre oltre il 90% delle famiglie si sostentano con la razione alimentare minima e altri sussidi dello Stato. Questi dati illustrano solo in parte la condizione drammatica in cui si trovano queste persone. Antropologi e altri esperti l'hanno definita genocidio e pulizia etnica.
"Il massacro dei Guarani Kaiowá nel Mato Grosso", dal blog Fórum Educação

"Il massacro dei Guarani Kaiowá nel Mato Grosso", dal blog Forum Educação

Statistiche ancora più allarmanti sulle condizioni di vita dei Guaraní Kaiowá si possono trovare sul sito Repórter Brasil [pt], mentre sul blog Emerson Guarani [pt] conferma che la “violenza nel Mato Grosso do Sul non solo continua, ma è in aumento”, e descrive casi di nativi scomparsi, che non hanno mai fatto ritorno al loro villaggio.

Viene messa in discussione anche l'inerzia degli organismi pubblici che dovrebbero investigare e agire contro la persecuzione dei Kaiowá. Secondo l'agenzia d'informazione Frei Tito per l'America Latina, Adital [pt]:

O que se questiona agora é a falta de isenção do judiciário regional, que pouca sensibilidade tem para com estes povos originários, favorecendo de maneira sistemática os fazendeiros e pessoas ligadas ao agronegócio. As reivindicações destas lideranças são: a urgente conclusão da identificação e demarcação de todas as terras Guarani Kaiowá, do Mato Grosso do Sul; que dentro dos próximos 80 dias, a FUNAI tome providências necessárias para o reconhecimento e permanência da comunidade Kurusu Ambá em suas terras, ressaltando que o grupo de trabalho de identificação da FUNAI está paralisado; que ocorra a punição dos responsáveis pelos assassinatos de todos os Guarani Kaiowá, nos últimos anos, na luta por seus direitos; que aconteça o julgamento imediato, dos acusados do assassinato da liderança Guarani Marcos Verón; que haja o empenho da Polícia Federal para a localização do corpo do professor Olindo Vera, desaparecido há mais de 6 meses e a punição dos assassinos do professor Genivaldo Vera; que se faça o julgamento imediato da Terra Indígena Nhanderu Marangatu, pelo Supremo Tribunal Federal; e, a urgente solução para a dramática situação em que se encontra a comunidade Laranjeira Nhanderu, despejada na beira da BR-163, em setembro de 2009, encontrando-se em situação de extrema insalubridade, violência e miséria.

La questione è la mancata imparzialità della corte distrettuale, che non ha riguardo per i nativi, favorendo sistematicamente i proprietari terrieri e l'industria agroalimentare. I leader Guaraní rivendicano la necessità di identificare e demarcare il prima possibile tutte le terre dello stato del Mato Grosso do Sul che spettano di diritto ai Guaraní Kaiowá. Chiedono inoltre che entro 80 giorni la FUNAI [Fundação Nacional do Índio] adotti le misure necessarie per il riconoscimento del diritto di permanenza nelle proprie terre della comunità Kurusu Ambá, facendo notare che il gruppo responsabile del progetto all'interno della FUNAI si trova a un punto morto; che tutti i responsabili degli omicidi dei Guaraní Kaiowá accaduti negli ultimi anni inizino immediatamente a scontare le conseguenze delle loro azioni, e che il processo ai colpevoli dell'omicidio del leader Marcos Veron inizi senza più rinvii; che la polizia federale si impegni a ritrovare il corpo del Professor Vera Olindo, scomparso da oltre sei mesi, e a punire i responsabili della morte del Professor Genivaldo Vera; che il processo per la terra indigena Nhanderu Marangatu inizi immediatamente presso la Corte Suprema Federale; e che venga urgentemente risolta la tragica situazione della comunità Nhanderu Laranjeira, confinata ai margini [dell'autostrada] BR-163 dal September 2009, in condizioni di precaria salute, estrema violenza e povertà.

Tuttavia, finora a ricevere sostegno sono stati i fazeinderos e l'industria agroalimentare, e le voci di chi difende i diritti dei Guaraní Kaiowá sembrano cadere nel vuoto, mentre sono preservati gli interessi economici delle grandi corporazioni come Shell e Cosan, intente ad esplorare questa sacra terra, come riporta Survival International invitando ad agire in sostegno della causa dei Guaraní.

[Il post originale è stato scritto da Raphael Tsavkko Garcia e Sara Moreira, con la collaborazione di Marta Cooper.]

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