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Sénégal: monta la contestazione giovanile, dal web alle strade alle presidenziali 2012

Sotto l'influenza della rivoluzione araba, la Rete senegalese ha visto nascere diverse iniziative di giovani ‘arrabbiati’ [fr, come tutti i link successivi se non diversamente specificato] su internet. Dall'inizio di marzo la mobilitazione è uscita dal web e il collettivo “Y'en a marre” [“Ora basta”] è diventato la punta di lancia della contestazione.

Creato a gennaio del 2011,Y’en a marre è nato dalla frustrazione accumulata dalle enedemiche interruzioni di corrente elettrica. Il collettivo è emerso dalla banlieue di Dakar ed è coordinato da diversi rapper locali, come Fou Malade, Thiat del gruppo Keur Gui e Matador. Un articolo su Afrik.com propone la cronistoria del movimento.

Sulla sua pagina Facebook il gruppo è esplicito sulle sue rivendicazioni:

Non è più il momento delle lamentele dal barbiere e delle lagne fataliste di fronte alle interruzioni di corrente. Noi rifiutiamo il razionamento sistematico dell'alimentazione elettrica impostoci. La misura è colma: ORA BASTA!

In seguito, il collettivo ha trasformato il non poterne più delle interruzioni di corrente in un movimento di mobilitazione dei giovani. Disoccupazione di massa, repressione poliziesca, corruzione: il movimento denuncia, ma soprattutto cerca di far partecipare.

Il 19 marzo scorso, Y’en a marre esce dal web e convoca i giovani di Dakar per una manifestazione-spettacolo in piazza dell'Obelisco a Dakar. I promotori diffondono al meglio il loro messaggio: magliette nere con la scritta “Y'en a marre” a lettere bianche distribuite tra la folla, slogan a ritmo di rap, uso del gergo popolare e del wolof [lingua originaria dei nativi ampiamente diffusa in tutto il Paese]. Risultato: diverse centinaia di giovani entusiasti, ma soprattutto niente gas lacrimogeni sparati dalle forze di polizia di guardia all'ombra dell'Obelisco (come conferma questo video):

Sull'onda di questo evento, il collettivo si è poi dato un nuovo obiettivo: mobilitare i giovani e dar loro spazio in previsione delle elezioni presidenziali del 2012. I promotori hanno calibrato diversamente il messaggio e proclamato un nuovo slogan: “il mio certificato elettorale, il mio voto”. Il 15 aprile è stata lanciata una campagna nazionale, Daas Fanaanal [premunirsi] che vuole incoraggiare i giovani a votare, pur senza sostenere questo o quel partito.

L'iniziativa ha spinto diversi giovani senegalesi ad esprimere il loro sostegno attraverso Facebook o Twitter, come in questo commento di Mamadou Dieye:

Ora basta anche con il fatto che la maggioranza del milione e 400 mila giovani che hanno l'età per votare non si andranno a iscrivere nelle liste elettorali. Sempre pronti a criticare, raramente pragmatici. Y'en a marre riuscirà nel suo progetto solo quando contribuirà a far fallire il disegno del Ministero dell'Interno di sbattere fuori dalle liste elettorali tutti i giovani che non sono a loro favore.

Y’en a marre non esita a ‘sparare’ contro il governo Wade. E questo non resta indifferente. Il collettivo sostiene di subire ogni tipo di pressioni e di minacce da parte del potere. Una conferenza stampa è stata annullata dopo che la proprietaria del Janeer, il bar dove l'incontro doveva svolgersi, ha subito pressioni da parte della Polizia. Degli altoparlanti sono stati sequestrati dalla Polizia durante un raduno a Rufisque. Il movimento ha tuttavia ricevuto l'autorizzazione ufficiale per l'evento del 19 marzo.

Thiat, uno degli animatori del gruppo, spiega che il collettivo è soprattutto un movimento di cittadini prima che di anti-Wade:

Noi non siamo nell'orbita presidenziale, né dell'opposizione, noi siamo dalla parte del popolo, e ci costituiamo come movimento di guardia per il rispetto della democrazia e delle istituzioni in Senegal. Se oggi il movimento “Y'en a marre” è più vicino all'opposizione, hanno sostenuto gli iniziatori, è perché noi prendiamo a cuore le preoccupazioni dei cittadini.

Il movimento vuole il cambiamento, punto.

La sua crescente poplarità ne ha fatto il bersaglio di un pesce d'aprile. Il collettivo ha subito risposto che :

Y'en a marre non è un pesce.

Fuoco di paglia o piccola rivoluzione? È ancora presto per sapere quale sarà il reale impatto del movimento sulla campagna elettorale presidenziale del 2012. Resta il fatto che i rapper della banlieue di Dakar danno fastidio. In Senegal, ai tempi dell'ultima campagna presidenziale, nel 2007, l'unico riferimento alla gioventù è arrivato dal movimento “Generation du concret” [generazione della concretezza], con alla testa il figlio del presidente, Karim Wade, che all'epoca aveva 39 anni. Il meno che si possa dire è che oggi i giovani sono assenti dalla politica senegalese.

Y'en a marre non è un invito a rovesciare il governo e segue le regole della democrazia e della non-violenza. La sua rivoluzione passerà prima di tutto per le urne. Dimostra che i senegalesi credono al potere della scheda elettorale, ma ritengono soprattutto che la prossima campagna elettorale per le presidenziali è ben avviata e che stavolta i giovani non si limiteranno a guardare la parata passare.

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