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Giappone: storia e leggende dei Sanka, gitani del sol levante

Capita che alcune questioni, persone o storie dimenticate riemergano dall’oblio risvegliando qualcosa nell’immaginario collettivo. A volte, anche i protagonisti di queste storie, le cui origini storiche sono difficili da rintracciare, entrano a far parte della leggenda.

Questo è, più o meno, quello che è successo a un gruppo di persone che si dice abbia vissuto nelle remote montagne e pianure dell’arcipelago giapponese fino agli anni 70. Stiamo parlando dei gitani giapponesi, detti anche Sanka [jp, come gli altri link, eccetto ove diversamente specificato], il cui nome in giapponese è 山家 (gente delle montagne) o 山窩 (nomadi delle montagne).

A riportare alla memoria l’esistenza di questa popolazione – che sembra non sia mai stata registrata da nessun Governo –  è stato un documentario mandato in onda alcuni mesi fa dall’emittente pubblica giapponese NHK.

Come nella letteratura occidentale classica, che si rifà al mito del “nobile selvaggio”, alcuni blogger hanno ragionato sulle possibili origini di questi nomadi leggendari e sul loro stile di vita “naturale”.

 

Monte Iwate, Giappone. Immagine di Jasohill, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)

Monte Iwate, Giappone. Immagine di Jasohill, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)

Onoda spiega ciò che ha sentito dire sulle condizioni di vita e sulle tradizioni dei Sanka fino alla loro scomparsa:

サンカ−−これは外国の話ではない。日本に住み、農家の箕と呼ばれる道具を
修繕する技術力を持ち、農家の家々を回って修繕して麦や米や調味料などをもらい、
また、河原や崖の穴に住処を作って川魚を狩猟して、河原で水浴びもしていた、
家族をひとまとまりとした漂流生活者であった。[…]

彼らは1960年代を最後に忽然と姿を消す。[…]

純粋に彼らが消えた理由は、生計の糧である箕を使う農家も農地も
減ったこと。自由に暮らせる森も草原も河原も開発の波で次々に
姿を消したこと。土地所有の権利者から立ち入りを許されることが
難しくなったことなど、時代を考えればそうなんだろうなと、
思うことしきり。

La storia dei Sanka non proviene da un altro Paese. Vivevano in Giappone, e avevano abilità tecniche tali da saper riparare alcuni attrezzi come i setacci usati in agricoltura. [I Sanka] andavano di fattoria in fattoria, ricevendo cibo (come farina o riso) in cambio delle loro riparazioni. Costruivano le loro case vicino al letto dei fiumi o nelle caverne delle scogliere, praticavano la pesca nei fiumi, dove si lavavano. Erano nomadi organizzati in famiglie. […]

Dopo il 1960, improvvisamente, sono scomparsi. […]

Tra le cause della loro scomparsa, uno dei motivi potrebbe dipendere dalla scomparsa di strumenti come i setacci usati dagli agricoltori, dalla cui riparazione dipendeva la loro sopravvivenza. Inoltre, le foreste, i fiumi e le pianure dove un tempo vivevano liberi sono scomparsi a causa delle conseguenze dello sviluppo. Probabilmente hanno iniziato ad avere problemi con i proprietari terrieri che non consentivano l’accesso alle loro proprietà da parte degli stranieri.

Secondo jiyodan, i Sanka erano un popolo libero che cercò di resistere al progetto di assimilazione condotto dal Governo centrale, il quale, durante il XVIII e il XIX secolo, obbligò le diverse popolazioni originarie come gli Ainu [en] (nelle regioni settentrionali del Paese) e gli Okinawa [en] (nelle Isole Ryukyu) ad abbandonare la loro cultura e la loro lingua al fine di adottare quelle dell’isola principale.

わが国には、古来から人別にも記載されない山窩(サンカ・サンガ)と呼ばれる山の民(非定住民・狩猟遊民)が居る。
明治維新以後に戸籍(壬申戸籍 /じんしんこせき)をつくるまで、山窩(サンカ・サンガ)は、治世の外に存在した自由民であった。
この山窩(サンカ・サンガ)は、九州から東北地方まで分布している所から、比較的後期の渡来系勢力に押されて、同化を拒み、山中に逃げ延びた「内地の原日本人系縄文人(原ポリネシア系)の一部ではないか」と考えられる。
つまり、先住民族の同化から取り残された残存の一部が、山窩(サンカ・サンガ)でないと、存在の理由が見当たらないのである。
勿論、山窩(サンカ・サンガ)にも渡来系勢力との接触はあるから、完全に文明から取り残された訳ではない。
山に篭った群れ、平地に降りて来て一郭に集団で居留したもの、その中間の存在もあった筈である。

Nel nostro Paese esiste un gruppo di persone, la gente delle montagne: abitanti o nomadi non identificati che vivevano di caccia e pesca. [Questa popolazione] si chiama Sanka e non è mai stata identificata come etnia.

Fino alla creazione del sistema di registrazione familiare, durante la Restaurazione Meiji [1868], i Sanka o Sanga erano una popolazione libera e al di fuori del controllo governativo. Erano distribuiti in tutto il Paese, dalla regione meridionale del Kyushu a quella settentrionale del Tohuko. Si pensa che furono spinti verso nord dalle popolazioni arrivate successivamente. Rifiutarono l’assimilazione e si rifugiarono sulle montagne. Si pensa che “potrebbero essere stati parte dei Jomon, gli antenati dei giapponesi di origini polinesiane”.

In altre parole, la loro esistenza può essere spiegata solo considerandoli come una delle popolazioni aborigene che hanno resistito all’assimilazione.

Esiste, inoltre, la credenza che [i Sanka] vivessero in gruppi, ritirati sulle montagne e nelle pianure. […]

そして彼ら山に篭った群れの純粋な山窩(サンカ・サンガ)の生活にも、文明や道具の一部は取り入れられたが、生活様式だけは頑なに守って独自の生活圏を山岳地帯につくり、言わば祭らわぬ人々(統治されざる人々)として存在し、それが明治維新の少し後まで無人別集団として存在して居たのである。

In seguito i Sanka, come quelli che si nascondevano sulle montagne, dovettero accettare la “civilizzazione” in ogni aspetto della propria vita quotidiana, e cominciarono ad utilizzare alcuni strumenti [“moderni”]. Continuarono comunque a preservare il proprio stile di vita e a costruire le loro case entro i confini delle montagne e delle colline. Quindi, hanno continuato ad esistere come “un popolo che non voleva associarsi con persone che erano state sottomesse”. Fino a poco dopo la Restaurazione Meiji [1868], [i Saka] hanno continuato a esistere come popolazione non riconosciuta.

Nessuno sa esattamente perchè, negli anni 70, questo popolo è apparentemente “scomparso”. Alcuni credono che siano stati privati di terre sulle quali potevano vivere liberamente. Il cosiddetto miracolo economico, che ha reso il Giappone la seconda economia mondiale nei decenni successivi alla fine della guerra, non poteva tollerare l’esistenza di una popolazione esterna al sistema.

Immagine di Jetalone - ripresa con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0).

Immagine di Jetalone – ripresa con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0).

Secondo kuronekobyakudhan, il quale risponde a una domanda sui Sanka su Yahoo, [questo popolo] non è scomparso in maniera improvvisa. Egli ritiene che il fenomeno si sia evoluto e che i poveri diventeranno i nuovi Sanka.

Alcuni di loro continuano a essere emarginati, come molte altre minoranze in Giappone, a cause delle umili origini, che spesso risalgono a secoli precedenti. [Tali minoranze] erano discriminate e non potevano entrare a far parte della società tradizionale basata sul lavoro. È un problema che esiste tuttora, anche se su scala diversa, e a cui le amministrazioni locali continuano a far fronte:

山 窩族については徳川家康のブレーンのひとりであった林羅山などが記していますが、大正時代に三角寛が大衆紙に山窩を題材にした小説を発表するとちょっと した山窩ブームが起き、本来の山の民ではなく、社会をドロップアウトしてしまった人たち(世界恐慌もそれを後押しした)が山間部でのホームレス化してしま う社会現象が起きています。

Hayashi Razan [en], luminare dell’amministrazione [shogun] Tokugawa Yeyasu del XVI secolo, scrisse a proposito dei Sanka. Durante l’era Taisho (1912-1926), lo scrittore Misumi Kan parlò di loro in un breve romanzo che venne pubblicato su un importante giornale e [a seguito di tale pubblicazione] esplose una vera e propria mania nei confronti di tale popolazione. Ad ogni modo, i Sanka non erano una popolazione delle montagne, ma piuttosto vittime di un fenomeno sociale per cui coloro che venivano rigettati dalla società finivano per diventare senza tetto, costretti a vivere fuori dalle città; fenomeno che la crisi mondiale avrebbe intensificato.

そうした山窩族を含めた被差別民は各地に多く存在し、[…]山梨県内には調査資料では1935年にそうした被差別地区が23区域1818人(1993年にはそれが6区域293人に縮小し た。)とあります。

Questo tipo di Sanka e altri gruppi sociali discriminati sono numerosi in tutto il Paese. […] Per esempio, secondo una ricerca, nella Prefettura di Yamanashi nel 1935 c’erano 1.818 persone in 23 “distretti discriminati”. Nel 1993 il numero dei “distretti discriminati” era sceso a sei, con 293 persone in totale.

Kuronekobyakudhan, inoltre, sostiene che, oggi, in ogni area, il Governo ha creato un ufficio amministrativo con il compito di occuparsi della stessa discriminazione sociale di cui i Sanka hanno sofferto. Questo significa che, anche se il problema è stato ridotto, la questione dell'emarginazione è ancora da risolvere:

当然こうした仕事を担当する窓口の人は、その歴史的背景なども熟知していませんと親身な対応ができませんから、それなりの研修などを受講されています。

Le persone che lavorano in questo campo e conoscono il contesto storico che ha portato questo fenomeno a galla, sanno che devono prendersi cura di quelle persone e, quindi, sono ben preparate per tale compito.

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