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Cina: espulsa la corrispondente di Al Jazeera a Pechino

L'otto maggio scorso il governo cinese ha revocato le credenziali stampa della corrispondente a Pechino per Al Jazeera English, Melissa Chan, in seguito alla chiusura del relativo ufficio a Pechino.

L’accaduto segna un passo indietro per la libertà di stampa [en, come gli atri link, eccetto ove diversamente segnalato] in Cina, considerato che la precedente espulsione di un giornalista straniero accreditato risale a più di un decennio fa, nel 1998.

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Hong Lei, ha fornito ben poche spiegazioni per l’espulsione, ma le voci in rete indicano come causa il documentario di Al Jazeera “Slavery: An 21st Century Evil” del 2011, fortemente critico verso il sistema cinese di rieducazione al lavoro, la cosiddetta “schiavitù sponsorizzata dallo Stato”, che includeva riprese con telecamera nascosta all’interno delle prigioni cinesi di rieducazione al lavoro. Ad ogni modo, Melissa Chan non era coinvolta nella realizzazione del filmato.

Melissa Chan durante un reportage su acquisizioni illegali di terreno nella provincia di Zhejiang. Via FMN

Isaac Stone Fish, che ha lavorato con Chan nel Foreign Correspondent's Club of China, ritiene che il governo abbia preso di mira Chan a causa della sua origine cinese:

Ma il caso Chan rientra anche nel travagliato esempio degli stranieri che Pechino ha preso di mira durante l’ultimo decennio: coloro che secondo il governo cinese hanno meno protezione a causa della loro etnia e nazionalità; spesso con background cinese. Sembra che qualcuno nel governo cinese voglia lanciare un avvertimento ai giornalisti, senza però causare un incidente internazionale; Chan, una cinese-americana che lavora per una stazione televisiva basata in Quatar, sembrava un bersaglio appropriato. Il ragionamento sembra essere che un governo straniero protesterebbe con maggior forza per il maltrattamento di un cittadino nato e cresciuto nel proprio paese e che lavora per una azienda nazionale.

Victor Yang sottolinea inoltre che, quando Chan denunciò [zh] le black jails cinesi, i sorveglianti la chiamarono “traditrice”. Il blogger Charlie Custer, di ChinaGeeks, si dice frustrato:

L'espulsione di @melissakchan è codarda, infantile e patetica… semplicemente ciò che siamo arrivati ad aspettarci dal governo cinese.

I giornalisti stranieri in Cina hanno espresso grande preoccupazione riguardo l’atteggiamento del governo. Kathleen McLaughlin scrive su Twitter:

Per quanto sia triste di vedere @melissakchan che se ne va, spero almeno che questo metta in evidenza gli enormi sforzi della Cina per censurare i media stranieri tramite la manipolazione del visto.

Mark MacKinnon evidenzia come il destino dei giornalisti stranieri sia strettamente legato a quello dei giornalisti locali:

Questa falsa libertà data ai reporter che lavorano in Cina è molto più importante del caso di Melissa o della carriera di qualunque corrispondente straniero in Cina. Ciò che è in gioco non è solo la (già poca) comprensione da parte del mondo esterno di questa superpotenza in ascesa ma paranoide, ma anche il futuro del giornalismo in Cina. Giornalisti cinesi mi hanno raccontato che guardano con invidia i corrispondenti stranieri, sperando di poter fare giornalismo nel proprio paese liberamente quanto noi. La nostra lotta per fare il nostro lavoro è legata alla loro per fare il proprio.

Esistono relativamente poche discussioni all’interno della blogosphere cinese. Lao Rong, aggiornandoci sulla situazione su Sina Weibo [zh], è riuscito a suscitare qualche discussione:

@毛聊:“半岛”怎说也是第三世界媒体,不依附西方媒体,这样都容不下,何以服第三世界。

@毛聊:Al Jazeera è un mezzo di comunicazione del terzo mondo, indipendente dalle testate occidentali. Se la Cina non può consentirgli di operare qui, come possiamo noi guidare il terzo mondo?

@看看看看1:因为敢于报道事实而失业的记者,恐怕只有中国吧。被中国驱逐的记者,应该得到重用才是

@看看看看1:In tutto il mondo solo la Cina fa sì che i giornalisti perdano il proprio lavoro perché perseverano nel riportare la verità. Questi reporter espulsi dalla Cina meriterebbero grandi opportunità di lavoro.

@nurundini:在对中国政府的报道中,半岛应该是几个大的新闻媒介中较客观的,某些西方媒体甚至批评半岛亲共。当然,美联社就不会出现现在这种情况。

@nurundini:Al Jazeera è più obiettiva della maggior parte delle testate riguardo le politiche governative. Qualcuna di quelle occidentali ha addirittura criticato Al Jazeera in quanto pro-comunista. Naturalmente ciò non sarebbe successo con l'Associated Press.

赵佑诚:谷歌也不想离开,还不是离开了,呵呵

赵佑诚:Google non voleva lasciare la Cina, ma alla fine l’ha fatto.

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