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L'Argentina approva legge sull’identità di genere

Il 9 maggio scorso, dopo due ore di dibattito, il Senato ha approvato la Legge sull’Identità di Genere, con 55 voti a favore e un'astensione. La Legge riconosce il diritto delle persone transessuali ad avere un'identità che corrisponda alla loro espressione di genere.

La pagina AG Magazine [es, come tutti gli altri link] traccia un riassunto storico del progetto di legge:

Il progetto di legge sull’Identità di Genere fa il suo primo ingresso nel Parlamento argentino per mano della Federación Argentina LGBT e della Asociación de Travestis, transexuales y transgéneros de Argentina (ATTTA) nel 2007. Il testo approvato, lo stesso che fu sancito dalla Camera dei Deputati nel novembre 2011, prevede il riconoscimento dell’identità transessuale nei documenti personali, così come l’accesso alla copertura integrale da parte del sistema sanitario.

Il Frente Nacional por la Ley de Identidad de Género (FNXLIG), formatosi nel 2010 allo scopo di promuovere attivamente l’approvazione della legge, attraverso la sua pagina web commenta il perchè di un fatto così importante:

Argentina: identità di genere

foto: Laura Schneider

Con questo passo, l’Argentina comincia il processo di riparazione storica e democratica con tutta la popolazione trans del paese, i cui diritti elementari, come quello all’identità e alla copertura sanitaria, sono stati sistematicamente violati. Il progetto prevede sia l’accesso alle modifiche di registro sia l’accesso alla sanità. Il riconoscimento di tutti questi diritti è stato il traguardo più importante sostenuto dal Frente Nacional por la Ley de Identidad de Género (FNLIG), che elaborò il progetto sul quale è stato poi basato il decreto firmato dalle commissioni dei Deputati e dei Senatori.

Accesso integrale alla sanità

Uno dei punti da tenere in considerazione all'interno della nuova legge è l’accesso integrale alla sanità, che comprende l’accesso per i maggiorenni a interventi chirurgici totali e parziali e/o trattamenti ormonali integrali per adeguare il proprio corpo, inclusi i genitali, senza bisogno di richiedere autorizzazioni giudiziali o amministrative.

La pagina del Ministero della Salute della Provincia di Buenos Aires, provincia pioniera in ambito di chirurgia di riassegnazione genitale, riporta un’intervista al Ministro della Salute Provinciale, Alejandro Collia:

“La Provincia garantisce in modo pionieristico, tramite l’accesso alla sanità pubblica, il diritto delle persone alla propria identità di genere. L’adeguamento genitale all’identità di genere percepita da ognuno è un diritto che abbiamo cominciato a garantire a partire dall’Ospedale Gutiérrez, afferma il Ministro.

L’Ospedale Gutiérrez è l’unico istituto pubblico, insieme all’Ospedale Duran nella città di Buenos Aires, a realizzare chirurgia di riassegnazione genitale.”

Una delle prime critiche all’approvazione della legge viene da Daniel Fernández, vescovo della diocesi di Jujuy, in Argentina:

“La Chiesa ha da subito fatto sapere la propria opinione: crediamo che l’essere umano, maschio o femmina, sia una creazione di Dio, e che venga creato con la sua natura umana e a partire da tutto questo vorremmo iniziare a dialogare, con rispetto, senza nessun tipo di intolleranza, manifestando la nostra opinione, che in questo caso, è contraria a quella di molti”, ha detto il religioso.

“L’identità è data dal sesso che riceviamo e dall’identità che traiamo dal seno di nostra madre”, sostiene il vescovo argentino, condannando l'entrata in vigore della Legge sull’Identità di Genere.

D’altro canto, il blog Unificacionistas, tramite il post “Uguaglianza per pochi” scrive riguardo ai diritti delle minoranze in argentina:

Sicuramente le minoranze otterranno sempre più diritti, poiché oggigiorno si presenta un terreno più fertile per conseguire quelle leggi che per decenni hanno preso polvere in un cassetto. A prescindere dal criticarne la forma, nel mio caso e in quello di molti altri, avalliamo il principio per cui ogni cittadino abbia diritti e sia considerato uguale dagli altri cittadini di fronte alla legge. Il problema è, temo, che tale uguaglianza non sembra essere applicabile in tutti i casi.

Reazioni nei social network

Una volta resa nota l’approvazione della legge, i vari social network hanno fatto da eco alle reazioni dei cittadini. Alcuni, come Juancho (@Juanx1984), vogliono più diritti, mentre Jose Castiglione (@JoseCastiglione) scrive:

La legge sulla #IdentidadDeGenero mi sembra una aberrazione. Chiedo scusa a coloro che si sentiranno offesi dal commento, ma questo è INAMMISSIBILE.

Invece, Paulo Yudewitz (@Pauloyudewitz) si complimenta per l’approvazione della legge:

#IdentidadDeGenero Auguri a tutti! Altra giornata storica!

E infine, tramite Facebook, la pagina Io sono a favore della legge sull'identità di genere festeggia:

Amici, è impossibile trasmettere tutta la felicità che proviamo per questa conquista!!

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