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Martinica, Guadalupa, Guiana Francese: pro o contro “Miss Black France”?

Mentre i cittadini francesi sono alle prese con le elezioni presidenziali, con il ballottaggio fissato per i prossimi 5 e 6 maggio, la scorsa settimana è stato un altro l'evento che ha fatto parlare di sé: il concorso per l'elezione di Miss Black France [fr, come i link successivi eccetto ove diversamente specificato].

Sabato 28 aprile l'homepage dell'evento così riportava:

Célébrons la Beauté Noire!

Celebriamo la Bellezza Nera!
Il poster ufficiale di Miss Francia Nera

Il poster ufficiale di Miss Francia Nera

Nella sezione “About” della pagina di Facebook dedicata al concorso di bellezza viene spiegato:

Les jeunes femmes noires vont enfin avoir leur élection. Jusqu’à aujourd’hui très peu représentée en France – et en tout cas pas dans les concours de « Miss » que l’on connait –, la beauté noire va pouvoir être mise en avant à sa juste valeur.

L’élection Miss Black France est ouverte à toutes les jeunes femmes françaises ou étrangères vivant en France, de métropole, des DOM-TOM ou d'Afrique, âgée…s d’au moins 16 ans, sans autre critère que l’élégance et le charme.

Finalmente anche le giovani donne di colore avranno l'opportunità di essere elette. Alla bellezza nera, che fino a oggi ha avuto rare opportunità per farsi conoscere – perlomeno nei consueti ‘concorsi di bellezza’- sarà dedicata una vetrina apposita.

Qualsiasi ragazza, cittadina francese o residente all'estero, nata in Francia, nelle regioni d'oltreoceano francesi o in Africa potrà concorrere con nessun altro requisito se non quello di avere 16 anni compiuti, eleganza e fascino.

Questa presentazione della genesi del concorso ha suscitato una certa perplessità sia fra la popolazione francese che fra i blogger; fra di essi Bondamanjak dalla Martinica si chiede:

Dérive communautariste? Acte militant? Impérialisme yankee? Bizness?

Deriva comunitarista? Forse atto di militanza? Imperialismo Yankee? O solo una trovata commerciale?

Domande di questo tipo trovano la loro giustificazione nel trinomio sul quale si fonda la nazione francese, secondo il quale tutti i cittadini sono uguali e non possono essere classificati in base all'appartenenza etnica o religiosa. Da questa prospettiva, un concorso nazionale basato sulla provenienza etnica della partecipanti non può che apparire come un'eresia agli occhi di molti cittadini francesi.

Un post pubblicato su People Bo Kay, blog della Martinica illustra entrambi i punti di vista e dove risiedano le divergenze.

I fautori del concorso sostengono la tesi secondo la quale queste ragazze meriterebbero maggiore visibilità:

mettre la lumière sur ces femmes noires extrêmement nombreuses que l'on voit peu dans les médias.

accendere i riflettori su un numero di donne nere così cospicuo e così poco rappresentato dai media.

En France, les seules miss noires que nous avons connues étaient soit métissées ou originaires d'outre-mer. Il n'y a jamais eu de filles issues de parents sénégalais ou algériens. Ces filles là ne se reconnaissent pas encore dans le concours de Miss France. Elles pensent qu'il n'est pas pour elles et donc s'auto-censurent.

In Francia l'unico concorso di cui si abbia notizia vinto da ragazze di colore era riservato a meticce o native delle regioni francesi d'oltreoceano. Ragazze dal Senegal o dai genitori algerini non se ne sono mai viste. Non riescono ancora ad identificarsi nel ruolo di concorrenti al titolo di Miss Francia. Credono che il concorso non sia stato ideato per loro e questa consapevolezza è tale da indurle all'autoesclusione.

L'ultima asserzione è stata fatta dallo storico ed esperto in materia di diversità culturale, François Durpaire, nel corso di un'intervista sul canale nazionale francese France 2 [it].

Una delle considerazioni emerse riguardo a questo concorso è che esso rappresenti una forma di discriminazione alla rovescia – difatti, la domanda più frequente è: “Cosa accadrebbe se una bella biondona francese volesse partecipare?”

Questo uno dei commenti al post di Bondamanjak:

La couleur noire n'est ni une identité, ni une classe cela est ridicule de faire une quelconque différence face à une miss blanche. Le combat qu'on doit mener n'est pas à ce niveau. Contruisons avant une communauté unie , solidaire défendant notre mémoire pour contruire une vraie identité.

Il colore nero non rappresenta un'identità, né una classe sociale. E’ ridicolo far differenza fra una contendente bianca e una nera. Non è su questo che devono concentrarsi i nostri sforzi. Ma sulla necessità di costruire una comunità compatta e autonoma, capace di difendere la nostra memoria collettiva e la nostra vera identità.

Nonostante questo concorso di bellezza sia stato controverso e la sua legittimità abbia diviso l'opinione pubblica, eppure almeno in una cosa è riuscito a unire la gente: sul perché è stato usato l'aggettivo “black” nel contesto francese, al posto di “noire”.
La risposta che trova tutti d'accordo è che “black” è un termine commercialmente più spendibile rispetto a “noire”.

I risultati del concorso sono stati pubblicati assieme alle fotografie delle vincitrici in questo post su People Bo Kay:

Una studentessa 21enne del Senegal, Tiah Beye, è stata incoronata ‘Miss Black France 2012′ assieme alla seconda e terza classificata, rispettivamente la 22enne di nascita Ivoriana, Romy Niaba, e la 23enne, Aissata Soumah della Guinea.

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