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Macedonia: giornalista imprigionato per la sua inchiesta su un omicidio

Un tribunale penale di Skopie, capitale della Macedonia, ha condannato il giornalista Tomislav Kezarovski a quattro anni e mezzo di prigione, accusato di aver rivelato il nome di un testimone sotto protezione per un caso di omicidio del 2005. I giornalisti e gli operatori della stampa in Macedonia ed in altri paesi, sono in disaccordo con questa sentenza inflitta il 21 ottobre 2013.

"Freedom for Kezarovski", a frequent image that has been circulating the Macedonian Web and social networks recently.

“Libertà per Kezarovski”, immagine apparsa di frequente sui siti web e sui social network macedoni.

Kezarovski, noto giornalista investigativo, era stato arrestato nel maggio del 2013 [it] per un articolo che aveva scritto cinque anni fa riguardo l'omicidio del cinquantasettenne Lazar Milosevsk,i avvenuto nel villaggio di Orese vicino a Veles, per una pubblicazione che non esiste più. Casualmente, nel febbraio del 2013 e prima dell'arresto di Kezarovski, un testimone “protetto” di quel caso si era fatto avanti, affermando di aver testimoniato contro gli imputati a seguito di minacce della polizia.

Nei mesi prima del suo arresto, Kezarovski stava indagando su un caso non collegato – la morte di Nikola Mladenov [it], direttore ed editore di una pubblicazione indipendente – rivelando alcune contraddizioni in quello che i funzionari di polizia avevano etichettato come “classico incidente stradale”, quello in cui era rimasto ucciso Mladenov.

Tuttavia, il motivo ufficiale per l'arresto di Kezarovski a maggio e la sua condanna a ottobre, sta mettendo in pericolo un testimone protetto e, quindi, sta aiutando a ribaltare le condanne delle persone in prigione per l'omicidio di Orese. Come rivela [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] il giornale Balkan Inside:

Two brothers, Ordan and Ljupco Gjorgievski, were charged as perpetrators while Gjorge Petrovski, who was extradited from the United States, was charged with ordering the murder.

But in a spectacular twist in February this year, a former protected witness, Zlatko Arsovski, admitted falsely testifying against the defendants, saying he did so after threats from the police.

The sensational admission resulted in the release of the defendants who had claimed all along that a police inspector had framed them out of revenge.

The prosecution in Kezarovski’s trial claimed that the publication of Kezarovski’s article allowed the murder trial defendants to find out who the protected witness was and influence him to change his testimony.

Due fratelli, Ordan e Ljupco Gjorgievski, sono stati accusati di essere gli esecutori, mentre Gjorge Petrovski, che è stato estradato dagli Stati Uniti, di essere il mandante dell'omicidio.

Nel febbraio di quest'anno, però, a seguito di un sensazionale ribaltamento, un ex testimone protetto, Zlatko Arsovski, ha ammesso di aver deposto falsa testimonianza contro gli imputati dopo aver ricevuto minacce dalla polizia.

Questa ammissione ha avuto come conseguenza il rilascio degli imputati, che avevano sempre affermato di essere stati incastrati dall'ispettore di polizia per vendetta.

L'accusa nel processo di Kezarovski ha affermato che è stata la pubblicazione del suo articolo a permettere agli imputati nel processo per omicidio di scoprire chi fosse il testimone protetto, e ad influenzarlo per cambiare la sua testimonianza.

La rappresentante dell'OSCE per la Libertà dei Media, Dunja Mijatović, ha fatto alcune affermazioni dall'arresto di Kezarovski a maggio, esprimendo la sua preoccupazione che questo caso porti ad una ulteriore soppressione dei media nella Macedonia e in tutta l'area. Dopo aver saputo della condanna ricevuta da Kezarovski, la Mijatović ha ripetuto le sue preoccupazioni durante una dichiarazione ufficiale dell'OSCE:

Today’s verdict has serious consequences for free expression and media freedom. Criminal prosecution of reporters for their journalistic activities violates the fundamental human right to free expression and the country’s OSCE commitments to develop and protect free media.

Il verdetto odierno avrà terribili conseguenze per la libertà di espressione e dei media. Una condanna penale per le attività dei giornalisti viola il diritto umano fondamentale di libertà espressione e gli impegni presi dall'OSCE nel paese per lo sviluppo e la protezione di media liberi.

Dopo aver letto la notizia della condanna di Kezarovski, i social network sono stati sommersi da commenti indignati e preoccupati, soprattutto da parte dei giornalisti macedoni e dei loro colleghi di altre nazioni. L'utente di Twitter @MoPkoB4E, un macedone che vive all'estero, ha affermato:

Buon giorno, mi chiamo Alex e provengo da un paese che ha imprigionato un giornalista per quello che aveva scritto in un articolo.

L'utente Elena Stavrevska ha commentato su Twitter [mk]:

No, non c'è bisogno di scegliere le affiliazioni politiche per la condanna di #Кежаровски perché questo abbia un impatto diretto su di voi. Non è una questione di vostro o nostro stavolta!

L'utente di Twitter @sheretoto ha aggiunto [mk]:

La condanna di #кежаровски [#kezarovski] è vergognosa per il sistema giudiziario, per lo stato e soprattutto per noi. Mi sento sconfitto e vuoto oggi, mi viene da vomitare.

Aleksandar Sazdovski è tra i tanti operatori dei media che non hanno potuto nascondere il proprio disgusto, ricordando a tutti della tragedia avvenuta nel 2012, quando Miodrag Jovanovic, sindaco della piccola cittadina di Staro Nagoricane situata vicino al confine serbo, aveva colpito ed ucciso un uomo [mk] con la propria auto, e poi era scappato. Jovanovic non è mai stato in prigione per questo incidente né accusato, e in seguito era stato nominato amministratore capo di un'azienda di proprietà del governo.

La giustizia in Macedonia: sindaco uccide un uomo con la sua auto e diventa amministratore capo di un'azienda. Un giornalista scrive un articolo e si becca quattro anni e mezzo di prigione. #Кежаровски.

I giornalisti e le organizzazioni di sorveglianza in tutto il mondo erano molto preoccupati dall'inizio alla fine di questo caso, e stanno protestando online contro la condanna sproporzionata. Il giorno della condanna, il Commissario per l'Ampliamento dell'Unione Europea Štefan Füle, ha commentato dal suo account ufficiale:

Macedonia: sto seguendo il caso del giornalista #Kezarovski da mesi con preoccupazione. Esaminerò a fondo la sentenza quando sarà disponibile.

Tomislav Kezarovski non è ancora stato messo in prigione, ma gli è stato rifiutato il rilascio dal tribunale di Skopje e rimarrà in stato di arresto fino all'inizio della sua condanna. Questo caso, comunque, non è ancora concluso, e i giornalisti macedoni stanno chiedendo sul web di protestare a Skopje per il suo rilascio.

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