chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Russia: i cattivi bulli dei media russi

I bulli dei media russi. Dmitri Kiselyov, a sinistra, e Vladimir Solovyov, a destra. Immagini elaborate da Kevin Rothrock.

I bulli dei media russi. Dmitri Kiselyov, a sinistra, e Vladimir Solovyov, a destra. Immagine creata da Kevin Rothrock.

La condizione dei media in Russia in questo momento non è delle migliori. I lettori di RunNet Echo conoscono bene gli attacchi verso alti profili di Tv Rain, l’unico canale televisivo indipendente della Russia, così come le minacce legali contro L’Eco di Mosca, la stazione radio più popolare del paese, e Alexey Navalny, il più famoso blogger politico russo. In tutti questi casi sono implicate delle affermazioni pubblicate online che politici e personalità dei media conservatori hanno considerato offensive e antipatriottiche. TV Rain ha fatto un sondaggio [en] chiedendo agli spettatori di valutare l’abbandono di Leningrado ai nazisti durante la seconda guerra mondiale; l’Eco di Mosca ha pubblicato un articolo [en] di Victor Shenderovich, in cui confronta certi aspetti delle Olimpiadi di Sochi con le Olimpiadi di Berlino del 1936; e Navalny ha fatto una battuta enigmatica [en] su un giudice assassinato in Ucraina, scherzando sul fatto che la stessa cosa potrebbe accadere ai giudici russi.

Mentre i russi discutono su quanto trovino offensivi Tv Rain, Shenderovic o Navalny, l’importanza della stazione tv e di questi due uomini nella politica russa è fuori discussione. A questo proposito, nonostante tutte le insensatezze della caccia alle streghe della Russia moderna contro i presunti “traditori”, una certa logica ha accompagnato il prendere di mira persone e istituzioni.

La scorsa settimana la logica sembrava essere crollata, quando la Tv popolare russa e il giornalista radiofonico Vladimir Solovyov hanno dedicato un intero programma radio [ru, come tutti i link seguenti] ad esaminare e riportare i tweet in sostegno di Maidan di un manipolo di studenti della Scuola Superiore di Economia di Mosca. (Vedi la relazione dettagliata di Sultan Suleimanov in merito, in russo.) Yulia Arkhipova ha accusato il colpo degli attacchi di Solovyov, calunniata (in sua assenza) per essere una cittadina ucraina sostenitrice degli omosessuali.

Solovyov sembra aver appreso della Arkhipova grazie a Vitalii Milonov, consigliere comunale a San Pietroburgo, tristemente famoso per aver dato il via alla repressione legale della “propaganda gay” in Russia nel 2011. Milonov ha attaccato la Arkhipova proprio il giorno prima del programma radiofonico di Solovyov, prendendosi gioco delle sue sue preoccupazioni riguardo ai manifestanti feriti a Kiev e sostenendo che la sua apprensione “fuori luogo” fosse un esempio della carente istruzione superiore russa. Quando la Arkhipova, più tardi, ha insultato Solovyov, scrivendo su Twitter che “proprio per lui” aveva indossato gli abiti ucraini tradizionali e tenuto con cura il suo passaporto russo in tasca, Solovyov ha risposto dicendo che la sua “anima resta marcia”, nonostante il cambio di guardaroba.

Perché Solovyov ha perseguitato un gruppo di studenti universitari sconosciuti in un paio di post su Twitter collegati all’Ucraina? La stessa Arkhipova ha ipotizzato che Dimitri Kiselyov – promosso di recente, giornalista pro-Cremlino che regolarmente sconvolge la società liberale con attacchi all’opposizione russa, abbia innalzato la bandierà della lealtà nella sfera dei media russi. Solovyov è stato a lungo un polemico sostenitore di Putin, ma le sue abituali buffonate impallidiscono in confronto a quelle di Kiselyov, che ha fatto sembrare Milonov come Harvey Milk, quando (nel 2012 sulla Tv nazionale) Kiselyov sosteneva con rabbia di bruciare i cuori delle vittime gay di incidenti stradali. Il giornalismo popolare e il dibattito pubblico nell’era di Kiselyov erano diventati molto sensibili ai due temi ricorrenti del liberalismo russo: la critica del Cremlino e la lode all’Occidente.

Mentre Solovyov potrebbe aver alzato la posta in gioco prendendo di mira la battaglia dei ventenni su Twitter, il più grande obbiettivo era di sicuro la Scuola Superiore di Economia, che Milonov ha condannato come “covo di liberalismo”. In altre parole, la logica che guida i reazionari russi potrebbe non essere scomparsa dopo tutto.

Allo stesso tempo, “Vyshka” (come è conosciuta l’università in gergo) ha fatto del suo meglio per restare al di sopra dalle parti in questa controversia. Il 21 febbraio 2014, la pagina Facebook della scuola ha pubblicato una nota in cui chiamava il comportamento di Solovyov una “provocazione”. Il post includeva, inoltre, una foto di Mark Twain con la citazione: “Mai discutere con gli idioti, ti trascinano al loro livello e poi ti battono con l’esperienza.”

Immagine pubblicata sulla pagina Facebook di Vyshka.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.