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Siria: tra le macerie, i sogni in attesa di uno studente-fioraio ora fotografo di guerra

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Nour, 22 anni. Douma, Ghouta orientale, Siria. “Ho iniziato a fotografare per far capire al mondo esterno la nostra situazione.” 22 gennaio 2016.

Questa storia è stata pubblicata [en, come tutti i link seguentiinizialmente su Syria Untold, un progetto indipendente di racconti sulla lotta siriana, e viene ripubblicato su Global Voices secondo un accordo per la condivisione di contenuti.

Nel 2011, Nour, uno studente di economia dell'Università di Damasco, vendeva fiori per pagarsi le spese scolastiche. Aveva 17 anni e sognava di lasciare la Siria per completare i suoi studi in un altro paese.

All'inizio della rivolta del 2011, Nour era convinto che la fine del regime decennale di Bashar al-Assad fosse ormai vicina e che presto i siriani avrebbero potuto trasformare la loro società in una società libera e democratica. Come molti altri siriani, Nour ha messo da parte momentaneamente i suoi obiettivi personali e non ha più venduto rose per finanziare la sua istruzione. Si è invece unito al movimento di resistenza non violenta contro Assad, cambiando la sua vita per sempre.

Giorno dopo giorno, il regime ha trasformato la rivoluzione in una guerra e ha coinvolto una generazione di giovani uomini, con il servizio militare obbligatorio o creando delle condizioni che li portassero ad unirsi all'opposizione armata.

Quindi, Nour ha dovuto nascondersi e spostarsi da un posto all'altro, mentre programmava la rivolta. L'anno seguente, la guerra, da semplice contrasto alle proteste, ha portato allo sfollamento delle persone durante le campagne militari. Nour ha cercato di scappare dal paese ma non ci è riuscito. E’ stato messo nella lista nera del governo, per il suo impegno nelle manifestazioni pacifiche e il suo rifiuto del servizio militare.

La guerra è diventata più intensa a Douma, una città a sei miglia da Damasco. Dal 25 ottobre 2012, le forze di Assad hanno dato l'assedio alla città, insieme a campagne aeree ed un blocco totale. Nour, il fioraio, ha iniziato ad annusare la morte ovunque, mentre i missili uccidevano tutta la gente nei palazzi. Le uniche domande che si poneva riguardavano la morte e le armi: “E’ un missile superficie-superficie? O è una granata? Morirò sotto le macerie?”.

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Nour, 22 anni. Douma, Ghouta orientale, Siria. “Spero che, quando la guerra sarà finita, potrò realizzare i miei sogni.” 22 gennaio 2016.

Dato che non vendeva più fiori, Nour ha trovato un lavoro alternativo; ha imparato a fotografare, per mostrare al mondo cosa stesse accadendo a Douma. Svolge ancora questo lavoro per le donne, i bambini, gli anziani che vivono queste tragedie ogni giorno.

Egli spera ancora di salvarsi: crede comunque nei suoi sogni e pensa al futuro, nonostante tutte le tragedie che ha visto con i suoi occhi durante la guerra. Gli ultimi cinque anni possono aver fatto invecchiare la sua anima più della sua età angrafica. Vivendo sotto assedio a Douma da tre anni, la sua unica speranza è di vedere realizzati i suoi sogni.

La prima versione di questo articolo è stata scritta in arabo, in collaborazione tra Syria Untold, Humans of Syria e Radio Souriali. La storia è stata tradotta da Lilah Khoja.

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