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Un nuovo e-book gratuito celebra la bellezza degli uccelli acquatici dei Caraibi

Uccelli acquatici al Pointe-a-Pierre Wild Fowl Trust, Trinidad. Foto di Janine Mendes-Franco, usata con il suo permesso.

I Caraibi ospitano oltre 185 specie di uccelli acquatici: marini, limicoli, ripari e di palude, tra cui troviamo uccelli migratori e un numero considerevole di specie endemiche e minacciate a livello globale. Inoltre, ogni anno vengono scoperte nuove specie grazie al lavoro degli scienziati e dei gruppi conservazionisti, che viaggiano attraverso le aree d'acqua dolce per gestire e proteggere gli uccelli acquatici nel loro habitat.

BirdsCaribbean [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], una rete internazionale che si dedica alla conservazione degli uccelli in tutta la regione, realizza ogni anno il Caribbean Waterbird Census (CWC), un censimento annuale degli uccelli acquatici in oltre cento località situate in più di dodici isole.

Durante l'inverno, gli uccelli sono più sedentari, perciò il CWC conduce questo censimento regionale tra il 14 gennaio e il 3 febbraio — il periodo centrale dell'inverno nordamericano — per avere una panoramica della popolazione di uccelli acquatici e degli habitat utilizzati in tutta la regione caraibica. La cosa davvero interessante di questo censimento è il fatto che è stato progettato in modo tale che chiunque possa partecipare. Incoraggiando il coinvolgimento dei non esperti, il censimento ha il potenziale di accendere l'interesse delle popolazioni locali nei confronti dell'ornitologia e della salvaguardia ambientale, e soprattutto di trasmetterlo da una generazione all'altra. Progetti come questo, specialmente in una regione che ospita una tale varietà di uccelli, marcati e non, permanenti e migratori, costituiscono un'importantissima fonte di informazioni sul benessere e sulla sopravvivenza di queste specie.

BirdsCaribbean ha trovato un modo brillante per commemorare l'ottavo censimento annuale di quest'anno, rilasciando un e-book gratuito intitolato “Caribbean Waterbirds” cioè “Uccelli acquatici caraibici”, che contiene le storie di sei autori che espongono le loro osservazioni su questi uccelli. Il libro è disponibile in inglese, francese e spagnolo.

Anatra a Pointe-a-Pierre Wild Fowl Trust, Trinidad. Foto di Janine Mendes-Franco, usata con il suo permesso.

Ci sono solo pochi giorni a disposizione prima che il censimento di quest'anno si concluda ma, se si vuole partecipare, si possono scaricare i protocolli e il manuale per sapere come operare. Qui si trovano le istruzioni relative ai due tipi di conteggio di livello 1 (il più semplice): il rilievo puntiforme e il transetto. Si possono inserire tutti i dati raccolti nel sito eBird Caribbean, che permette di salvare le osservazioni di ognuno sotto forma di grafici o mappe, nonché di comparare i dati personali con quelli relativi ad altre località dei Caraibi. Questo vasto database rappresenta una risorsa inestimabile per i birdwatcher, gli scienziati e gli ambientalisti; quindi, se non si è sicuri di aver identificato correttamente la specie a cui appartiene l'uccello che è stato avvistato, si può semplicemente scattare una foto ed inviarla al gruppo Yahoo del CWC. BirdsCaribbean sta inoltre cercando di ampliare la propria documentazione di riferimento attraverso il suo gruppo Flickr, perciò si possono pubblicare le foto di ognuno anche qui.

È possibile anche contattare un gruppo conservazionista locale per trovare delle attività di censimento nella propria isola di appartenenza; tali gruppi svolgeranno probabilmente dei censimenti di livello 2 e 3, che sono più impegnativi e implicano delle stime della probabilità di rilevamento.

Ciò che rende questo progetto ancora più necessario è il fatto che le popolazioni devono essere monitorate perché gli uccelli acquatici sono oggetto di caccia. Secondo BirdsCarribean, in passato molte zone umide della regione sono scomparse a causa del cambiamento climatico, oppure sono state distrutte per essere sfruttate per diversi fini, quali il turismo o l'edilizia.

Il 2 febbraio (il penultimo giorno di censimento) è, non a caso, il “World Wetlands Day” cioè la “Giornata Mondiale delle Zone Umide”, che commemora la data in cui, nel 1971, è stata siglata la Convenzione sulle Zone Umide nella città iraniana di Ramsar. Negli ultimi 20 anni, il Segretariato di Ramsar ha fornito materiale divulgativo per aiutare ad accrescere la consapevolezza pubblica sull'importanza e sul valore delle zone umide.

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