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Poly, la piattaforma che vuole insegnarti tutte le lingue del mondo

Poly logo

Immagine per gentile concessione di Wikitongues.

La versione originale di questo post è stata pubblicata su r12n.

I fondatori e direttori di Wikitongues [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione], Daniel Bogre Udell e Frederico Andrade, hanno intrapreso un'ambiziosa missione per documentare – e insegnare – tutte le lingue del mondo. E per “tutte le lingue del mondo” intendono davvero tutte le lingue, incluse le oltre 3.000 lingue non scritte, le oltre 300 lingue dei segni del mondo e persino le lingue artificiali [it] come l’esperanto [it] e la Lojban [it].

Lo scetticismo per questa grandiosa pretesa è naturale, ma vale la pena di esaminare il progetto di lavoro negli ultimi anni, che potrebbe già giustificare un tale ottimismo. Recentemente ho parlato con i fondatori sullo sviluppo delle loro documentazioni linguistiche e la piattaforma di apprendimento chiamata Poly.

Wikitongues

Wikitongues è un'organizzazione non-profit con base a Brooklyn, nata dall'interesse condiviso da Bogre Udell e Andradeper per le lingue e la tecnologia. Bogre Udell, che è anche un collaboratore di Global Voices, è cresciuto in un ambiente familiare monolingua inglese, ma, il suo interesse per le lingue è stato innescato dal suo contatto con una comunità linguistica minoritaria. Udell ha trascorso un periodo in Spagna, prima ad Aragona e poi in Catalogna. Imparare il catalano ha cambiato fortemente la sua prospettiva sulle lingue e sul mondo: “Ho iniziato a dedicarmi alla Spagna in un molto diverso rispetto alla maggior parte degli stranieri, e quindi anche all'Europa, in modo che molti europei non fanno”. Andrade è cresciuto in un ambiente familiare bilingue anglo-portoghese, e, in seguito, ha imparato molte altre lingue. I fondatori condividevano un profondo rispetto per il valore della diversità linguistica e si sentivano frustrati del fatto che la questione non risuonasse ampiamente nella sfera pubblica.

“Ai bambini viene insegnato quanti paesi ci sono e le regioni del loro paese”, osserva Bogre Udell . “Nessuno gli insegna che ci sono 7.000 lingue. Tutt'oggi vediamo che la discriminazione linguistica nei media è una cosa del tutto normale.” Questa passione condivisa per le lingue —  accoppiata al loro background nella tecnologia e nel design  — offre la spinta teorica e la fondazione pratica di Wikitongues.

Every language in the world

Alcuni dei partecipanti del video di Wikitongues. Immagine per gentile concessione di Wikitongues.

Nell'inverno del 2012, Bogre Udell ha iniziato a filmare brevi video-storie dei suoi vicini a Brooklyn, chiedendo ai partecipanti di parlare nelle loro lingue di origine. New York è forse la città con la più grande diversità linguistica al mondo, con più di 700 lingue parlate. Bogre Udell ha collezionato in breve tempo un ampia gamma di video che ha iniziato a postare su un canale YouTube: “Nel giro di poche settimane siamo riusciti a registrare qualcosa come 40 lingue diverse.” Con suo grande stupore, ha scoperto che il canale aveva attirato un'audience globale.

La primavera seguente, Andrade, un amico (e compagno alla Parsons School of Design) di Bogre Udell, gli si è affiancato nell'impresa ed hanno continuato a registrare video a New York, ed hanno anche viaggiato per raccogliere video dalle diverse comunità sparse negli Stati Uniti. Quando il progetto ha iniziato ad ottenere attenzione e popolarità, sono arrivate anche diverse offerte di collaborazione da ogni parte del mondo. Wikitongues si è costituita come organizzazione non.profit e ha coordinato un tentativo circospetto di documentare le lingue attraverso brevi video, ponendo una particolare attenzione alle lingue in via d'estinzione. Fino ad ora, il canale YouTube di Wikitongues vanta 347 video di lingue da ogni regione abitata del mondo.

L'ultimo video, ad esempio, mostra i parlanti del mirandese [it], una lingua minoritaria (ma co-ufficiale) del Portogallo con poche migliaia di parlanti.

La documentazione è un passo cruciale nel processo di rivitalizzazione di una lingua, ma il percorso fino alla produzione di nuovi parlanti raramente avviene in modo diretto. Alla fine dell'estate del 2014, i fondatori di Wikitongues si sono imbattuti in un articolo sul lavoro di Marie Wilcox. Wilcox, nata nel 1933, è l'ultima parlante fluente del Wukchumni, una delle molte lingue indigene in via d'estinzione della California dei nostri giorni. Per più di un decennio, Wilcox ha lavorato con sua figlia Jennifer Malone ed altri per documentare la sua lingua, iniziando ad annotare parole in un taccuino e sul retro delle buste. Bogre Udell e Andrade sono stati fortemente motivati dalla sua dedizione al lavoro.

Grazie anche agli incontri con persone come Wilcox, la coppia ha anche realizzato che solo pochi parlanti di lingue in via d'estinzione sarebbero disposti o potrebbero partecipare ad un simile progetto di creazione di un dizionario. “Questo processo super laborioso, nel corso di anni e anni”, come afferma Andrade, è semplicemente fuori dalla portata di molte persone.

Per passare dall'essere un'iniziativa dedita alla documentazione linguistica al diventare un'iniziativa incentrata sulla rivitalizzazione linguistica, Wikitongues dovrebbe aiutare i parlanti come Wilcox, e i parlanti nei loro video, a connettersi in modo più intenzionale con gli studenti di lingue. “Abbiamo raccolto un po’ di idee e abbiamo cercato di scoprire quale interazione sarebbe stata utile, semplice e banale e al contempo che avrebbe potuto apportare qualche buon progresso” tramite finalità di documentazione e rivitalizzazione, spiega Andrade. Hanno ipotizzato una soluzione che era accessibile, user-friendly, e che sarebbe stata utile alle persone desiderose di documentare la propria lingua e di tramandarla a nuovi parlanti. Il progetto Poly, la soluzione di Wikitongues a tale sfida, è iniziato alla fine del 2014.

Poly

L'anno scorso, con il supporto della fortunata campagna Kickstarter, Poly ha avuto un veloce sviluppo, e recentemente ha promesso di rilasciare una versione funzionale dell'app nella Giornata Internazionale della Lingua Madre. Poly è orientata alla pubblicazione di “libri,” che possono comprendere lessemi, frasi ed espressioni di una coppia di lingue arbitrarie. Se non vedevi l'ora di creare un frasario lakota-francese (o Dothraki-Klingon), un semplice click su Poly può offrirti un ambiente stimolante e appropriato. Nella demo seguente, si può vedere Andrade mentre crea un frasario inglese-portoghese.

L'interfaccia è semplice, reattiva e facile da usare. Sebbene Poly sia accessibile all'uso da parte di ogni tipo di insegnante o studente e per ogni lingua, Andrade e Bogre Udell sperano che possa servire come strumento utile per persone come Marie Wilcox, permettendo un processo di documentazione semplice che può essere orientata direttamente allo studente.

Open source, open data, e organizzazione comunitaria

Poly è stato un progetto open source fin dal principio, “solo perché i repository privati [su Github] sono costosi,” scherza Andrade. Poly si basa sulla fondazione di tecnologie open-source: il frontend è React, il backend è Rails e PostgreSQL. Sebbene Andrade suggerisce che il suo carattere open source è simbolico a questo livello preliminare, Poly ha già attirato “centinaia di migliaia di dollari durante il suo sviluppo” da parte di una crescente comunità di sviluppatori. “Poiché siamo un'organizzazione non-profit e fortemente orientati al nostro obiettivo”, spiega Andrade, “siamo stati capaci di raccogliere il supporto di molti sviluppatori.” Afferma di aver condotto un processo di sviluppo collaborativo quasi “magico.”

Wikitongues ha anche sviluppato un approccio aperto ai dati che cura. Sotto la guida del co-direttore di Wikitongues (e sostenitore dei “contenuti localizzati, open source, open standard e open data”) Alolita Sharma, l'organizzazione sta lavorando al fine di rendere accessibili tutti i contenuti in una licenza aperta come la Creative Commons, includendo contenuti e meta-dati video, nonché i dati linguistici di Poly.

Ci sono sfide nel gestire i dati prodotti dai membri di tante comunità differenti – alcune comunità linguistiche a rischio di estinzione sono diffidenti circa l'utilizzo e molti hanno concezioni diverse delle loro lingue come proprietà culturale e intellettuale. “Il problema con alcuni grandi progetti open source o con alcuni movimenti di libera conoscenza è che sussiste un certo tipo di dogmatismo circa cosa significhi autorizzare” afferma Bogre Udell. Sebbene l'obiettivo di Wikitongues sia l'apertura, si riconosce comunque la necessità di un approccio ad hoc circa l'autorizzazione dei dati in alcuni casi. L'organizzazione sta lavorando attivamente per sondare questo complesso spazio etico, legale e culturale. “Se riusciamo a dimostrare che alcune comunità hanno ottenuto benefici all'interno del nostro modello libero, possiamo aiutare altre persone che sono riluttanti e dire: ‘Guarda, questi sono dei benefici'”, spiega Andrade.

L'etica open source del progetto va ben oltre i codici e i dati. Bogre Udell osserva che il traguardo che Wikitongues sta cercando di raggiungere  —  cioè quello di lavorare con ogni lingua del mondo —  richiede una certa apertura. Secondo Andrade, “La nostra filosofia consiste nel lavorare con le comunità. Noi non registriamo video come ‘passatempo.’” In tutti i suoi cento video, Wikitongues spera di trasmettere l'idea che sia una persona reale a parlare, desiderosa di comunicare la sua esperienza nella propria lingua.

Poly poster

Immagine per gentile concessione di Wikitongues.

Tutte le lingue del mondo

Iniziative come Wikitongues sono vitali nella corsa alla rivitalizzazione delle lingue a rischio d'estinzione. Come ho fatto notare precedentemente, sviluppare risorse linguistiche digitali per le lingue può aiutare le generazioni future ad avere accesso a tali lingue, ed è chiaro che la maggior parte del duro lavoro avverrà fuori (o, nel migliore dei casi, accanto) la tecnologia commerciale dominante. Parlando con le maggiori aziende tech, Bogre Udell ha notato uno scarso entusiasmo per le lingue con pochi parlanti. “Vogliono assicurarsi di raggiungere circa le 400 lingue più parlate”. “Abbiamo anche parlato con gente di Google.org e, in modo molto esplicito, hanno fatto capire che lingue con meno di 10.000 parlanti non erano di loro interesse.” Con Poly, Wikitongues continua il suo viaggio per sviluppare una comunità globale e aperta incentrata sulle lingue.

“Come tentativo di documentazione linguistica, siamo gli unici che cercano di lavorare con tutte le lingue del mondo,” osserva Bogre Udell. “Nessun altro ha mostrato questo interesse.” Questo orientamento e questo obiettivo caratterizza direttamente lo sviluppo di Poly. “Vogliamo creare strumenti che siano utili per il pubblico,” afferma. “Vogliamo essere più utili ai parlanti delle lingue che per i linguisti, perché sono i parlanti ad averne bisogno.”

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