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Facebook tra le prime 100 aziende a pagare la ‘Google Tax’ russa

Fonte: Pixabay

Domenica, il giornale Vedemosti  ha riportato [ru] che Facebook pagherà la cosidetta “Google Tax” russa, cioè il 18% di IVA sulle società straniere che vendono contenuti digitali in Russia. Facebook raggiunge Apple, Microsoft, Netflix, Bloomberg, e circa cento altre società estere che sono registrate per pagare l'IVA con il Servizio Federale di Tasse della Russia.

La tassa, che è stata approvata dal Parlamento russo la scorsa estate ed è entrata in vigore il 1° gennaio, è imposta alle aziende che vendono musica, e-book, nome di domini [en] di video games, e una varietà di altri beni e servizi online. Le autorità russe dicono che la tassa è simile all'IVA pagata dai fornitori di contenuti online nell'Unione Europea, Giappone e Corea del Sud.

Le aziende che si sono registrate per pagare la tassa, che secondo le aspettative delle autorità farà raggiungere annualmente i 10 miliardi di rubli (circa 174 milioni di dollari) al budget di stato, devono fare il loro primo pagamento quadrimestrale entro il 25 aprile.

Alcune aziende stato reagendo alla tassa aumentando i prezzi dei contenuti online che vendono, trasferendo i costi della tassa ai consumatori russi: Google, per esempio, ha aumentato i prezzi dei suoi servizi Google Drive del 18% l'anno scorso, dopo che il parlamento ha approvato la tassa. Apple, invece, non ha aumentato i prezzi in Russia. Analogamente, la compagnia di video games Wargaming ha detto che i suoi consumatori non si dovranno fare carico della nuova tassa.

Uber all'inizio aveva chiesto ai suoi autisti, che sono registrati come entità legali distinte in Russia e di conseguenza sono tassati individualmente, di farsi carico temporaneamente dei costi della tassa. Dopo che alcuni di questi autisti si sono licenziati [en] per protesta, quindi, l'azienda ha cambiato politica, dicendo che avrebbe pagato [ru] la tassa.

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