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In Malesia vietati libri e fumetti che secondo il governo sono ‘lesivi dell'ordine pubblico’

Il governo malese ha nuovamente proibito la diffusione dell'ultima raccolta di fumetti del vignettista satirico Zunar. Immagine tratta dal sito di Zunar.

Il Ministero dell'Interno malese ha vietato [en, come i link seguenti, salvo ove diversamente indicato] la vendita e la distribuzione di libri scritti dall'autore turco Mustafa Akyol e da due autori malesi, Ahmad Farouk Musa e Faisal Tehrani. La motivazione addotta è che i testi siano considerati “lesivi dell'ordine pubblico.” La notizia del provvedimento, firmato in data 6 settembre, è stata diffusa il 28 settembre. Attraverso i loro libri, Akyol, Farouk e Faisal si fanno promotori di un Islam moderato e progressista.

Contestualmente il vignettista satirico Zulkiflee Anwar Ulhaque, meglio noto come Zunar [it], ha dichiarato che la sua nuova raccolta di fumetti “Sapuman: Man of Steal” è stata nuovamente messa al bando dal governo.

In Malesia la maggioranza della popolazione professa la religione islamica; il governo nazionale ha espresso la volontà di promuovere una convivenza armoniosa tra tutte le nazionalità e le religioni presenti sul tessuto sociale. Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito all'ascesa politica di leader islamici e di gruppi politici estremisti che, insediandosi in alcune istituzioni statali, hanno usato questo programma politico per imporre una più rigida concezione della religione nella governance.

Un caso emblematico è la breve detenzione di Akyol in Malesia avvenuta il 25 settembre, in seguito all'accusa mossa dalle autorità religiose di aver insegnato la religione islamica senza essere ufficialmente autorizzato dal governo.

Akyol, noto giornalista e studioso, era stato invitato dal gruppo malese del Fronte della Rinascita Islamica (IRF) a tenere alcune lezioni sull'Islam, sui diritti umani e sulla democrazia.

E adesso… le autorità malesi hanno messo al bando il mio libro, “Islam without Extremes: A Muslim Case for Liberty” (Islam senza estremi: un caso musulmano per la libertà), pubblicato in Malesia un anno fa.

Farouk Mousa, uno dei membri dell'IRF, ha accusato il governo di intolleranza e anti-intellettualismo:

Impedendo la diffusione di libri che stimolano lo sviluppo di un pensiero critico, il nostro governo ha mostrato di essere un'autorità intollerante e anti-intellettualista.

Secondo Tehrani la recente messa al bando di tali libri è un chiaro segnale del fatto che il partito al potere, alla guida del governo a partire dagli anni '50, “stia vivendo una condizione di crisi e dissennatezza che punta a manipolare la società e la mente degli individui”.

“Nei casi di cattiva amministrazione governativa, disegnare vignette è un dovere”

Già precedentemente arrestato con l'accusa di sedizione per via delle sue vignette, Zunar ha raccolto grandi consensi per il suo lavoro; tra i tanti riconoscimenti dei quali è stato insignito vi è anche quello assegnatogli dal Committee to Protect Journalists and Cartoonist Rights Network International, una rete ideata per sostenere la difesa e la libertà di espressione dei vignettisti satirici. Il governo continua a vietare la diffusione di altre dieci raccolte disegnate da Zunar.

Zunar chiede alla polizia la restituzione di 1187 libri e 103 t-shirt sequestrati al momento del suo arresto nel dicembre 2016. Foto tratta dalla pagina Facebook Zunar Cartoonist Fan Club

Su Twitter, Zunar ha esortato le autorità a rispettare la libertà degli artisti.

Il governo malese annuncia la messa al bando della raccolta di fumetti di Zunar, “SAPUMAN, MAN OF STEAL”. Ad oggi sono 11 i libri di Zunar la cui diffusione è vietata dal governo.

Riferendosi al Primo Ministro, coinvolto in uno scandaloso caso di corruzione da centinaia di milioni di dollari americani, Zunar ha affermato:

Non realizzo fumetti fantasy. Le mie vignette rappresentano la mia opinione sui temi attuali, in particolare sulla corruzione. I vignettisti non sono responsabili degli atti illeciti commessi dai politici.

Zunar ha dichiarato che si opporrà al divieto procedendo per vie legali e ha promesso di continuare a disegnare nonostante la messa al bando dei suoi libri:

Voglio ribadire che questo divieto non mi impedirà di realizzare le mie vignette per continuare a denunciare atti di corruzione e ingiustizia. Potete fermare la diffusione dei miei libri e delle mie vignette, ma non potrete mai fermare la mia mente. Nei casi di cattiva cattiva amministrazione governtiva, disegnare vignette è un dovere.

“Perché limitare la conoscenza?”

Karima Bennoune, Relatore Speciale delle Nazioni Unite nell'ambito del diritto alla cultura, ha affermato che la messa al bando di libri “potrebbe portare al fallimento del tentativo di avviare un dibattito ormai necessario.”

Seguo con preoccupazione il caso dei libri vietati, alcuni dei quali promuovono un Islam moderato e progressista, esaltato dai rappresentanti del governo durante le loro visite all'estero

Il predicatore musulmano Wan Ji Wan Hussin si è interrogato sulle motivazioni della messa al bando dei libri di Akyol e di altri studiosi:

Potenzialmente preoccupanti per l'opinione pubblica? Solo le menti deboli potrebbero esserne allarmate.

Queste misure (le messe al bando di libri) sono adottate da individui contrari alla civiltà (in malese: tamadun). I sostenitori della civilità elogiano gli intellettuali e il loro lavoro e sono orgogliosi di tali personalità.

Durante un'intervista rilasciata a Free Malaysia Today, Eric Paulsen, membro del gruppo locale di Avvocati per la Libertà, un'organizzazione gestita da avvocati difensori dei diritti umani e delle libertà civili, ha dichiarato ingiusto che il governo impedisca ai cittadini di avere accesso all'informazione:

Perché limitare la conoscenza? Perché lasciare che il governo decida cosa può o non può essere letto, e quale sia il modo giusto o quello sbagliato di interpretare uno specifico tema, per quanto esso possa essere delicato?

Il Ministro dell'Interno ha giustificato la messa al bando dei libri considerati pregiudizievoli per l'interese pubblico citando il Printing Presses and Publications Act, una normativa malese che regolamenta la produzione e diffusione della stampa. Nel luglio 2017, il Ministro dell'Interno aveva inoltre disposto la proibizione di un libro sull'Islam e sulla democrazia costituzionale. È forse giunto il momento che la Malesia prenda provvedimenti in merito all'uso arbitrario della legge da parte delle autorità, che se ne avvalgono per limitare la libertà di espressione nel Paese.

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