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In Iran la scarsità d'acqua è diventata una questione urgente

Il fiume Khoshk, che scorre stagionalmente nel cuore di Shiraz, dagli abitanti del luogo è chiamato “il Fiume Secco”. Vista da via Hafez. Foto di Yann Leymarie, libera da diritti.

I nomi degli intervistati sono stati modificati per proteggere la loro identità. La scarsità d'acqua è una questione presa molto sul serio in Iran.

È un momento particolare per la Repubblica islamica dell'Iran. Tra i negoziati sul nucleare, le crisi geopolitiche in Siria e Yemen e vari movimenti contro le modalità usate dalle autorità per minare i diritti umani e delle donne nel paese, il governo moderato del mandato di Hassan Rohouni, per servire il popolo iraniano, incontra molti ostacoli e sfide.

Nonostante questi pesanti conflitti, c'è una silenziosa ma assolutamente spaventosa preoccupazione: la crisi ambientale. Pochi giorni prima del Nowruz, il capodanno persiano (che celebra l'arrivo della primavera tra il 20 e il 21 marzo), da Kashan a Shiraz, abbiamo visitato diverse città in Iran e abbiamo notato i danni causati alle risorse idriche del paese. Tra segni di un ambiente in via di deterioramento, sanzioni internazionali, sfruttamento agricolo, esplosione demografica e un irragionevole sistema di gestione dell'acqua, l'Iran è per la prima volta di fronte a un nemico che non può combattere da solo. In una regione dove in tema di acqua la maggior parte delle relazioni sono già molto tese [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], nei prossimi mesi l'Iran potrebbe aggiungere la propria opinione a tale proposito.

Alla radice del problema di gestione delle acque c'è un sistema idrico obsoleto

Un esempio di Madi nel cuore dell'area armena di Isfahan. Disegnata da Sheikh Bahai alla fine del XVI secolo, questa rete di canali permetteva la propagazione dell'acqua dal fiume Zāyandé-Rūd alle strade della città. Foto di Yann Leymarie, libera da diritti.

Sebbene l'acqua fosse spesso al centro delle storie persiane, non rappresentava sempre un problema. In realtà, la civiltà persiana era spesso all'apice delle innovazioni tecnologiche e architettoniche al fine di garantire una gestione ragionevole ed adeguata di questa risorsa ampiamente richiesta. Il Qanat persiano, un canale sotterraneo che porta l'acqua da un pozzo alla superficie, rendendola così disponibile per il consumo, nel 2016 è stato classificato dall'UNESCO come patrimonio mondiale. Sono reti sotterranee di 2700 anni fa che consentono tuttora la distribuzione dell'acqua attraverso corsie sotterranee. Tuttavia, a causa dell'esplosione demografica e delle esigenze agricole, questi sistemi ora non sono in grado di fornire abbastanza acqua per soddisfare tutte le nuove richieste.

A Kashan, città nota per la produzione della famosa acqua di rose iraniana, gli artigiani facevano affidamento sulle fonti sotterranee di acqua, che spesso scorrevano verso i livelli inferiori delle case, per la sua produzione. Un mulino, azionato naturalmente dal movimento di queste acque sotterranee, permetteva di girare e schiacciare i petali di rosa. Oggi la produzione è artificiale, come ci spiega Ardashir, un agricoltore residente nella regione [fr]:

Le moulin a fonctionné avec l’eau de la source souterraine pendant plus de 100 ans, mais depuis 8 ans il n’y a plus assez de débit. C’est une architecture de plusieurs centaines d’années qui est mise en péril.

Il mulino ha funzionato grazie alla fonte d'acqua sotterranea per più di un secolo, ma da 8 anni il flusso è insufficiente. Secoli di architettura sono in pericolo.

Una foto simbolica dell'uso dell'acqua in Iran, l'apparenza di colture verdi e rigogliose è mantenuta da una costante irrigazione artificiale mentre le fonti pulite rimangono asciutte. Questo è il tratto degli aranci della cittadella di Karim Khan a Shiraz. Foto di Yann Leymarie, libera da diritti.

Kaveh Madani è un esperto ambientale del London Imperial College che è stato arrestato e che recentemente è dovuto fuggire dall'Iran. Intervistato da Gelareh Darabi, una giornalista che da poco ha prodotto un film sulla crisi idrica in Iran, è irremovibile: per lui, l'umanità è la principale responsabile della situazione attuale. Nell'intervista afferma [fr]:

 Je ne dis pas que la nature n’a pas d’effet sur cela mais nous avons épuisé l’eau en amont et c’est tout ce qu’il nous reste.

Non sto dicendo che la natura non abbia alcun effetto su questa situazione, ma noi abbiamo prosciugato tutta l'acqua e questo è tutto quello che abbiamo lasciato.

Questa situazione di crisi deriva da tre problemi principali:

1. Un rapido aumento della popolazione: l'Iran era un paese di oltre 80 milioni di persone nel 2016, rispetto ai 37 milioni del 1979, in seguito alle politiche del governo per spingere verso un baby-boom. Dopo anni di vasectomie gratuite per rallentare l'esplosione delle nascite, l'ayatollah Ali Khamenei ha dichiarato di essere pronto a vedere il paese superare l'obiettivo dei 150 milioni.

2. Un sistema agricolo non adattato al contesto e controproducente: per molto tempo il sistema agricolo del paese è stato un pilastro della vita e dell'occupazione iraniana, in particolare durante la guerra Iran-Iraq durata otto anni [it]. Oggi è una delle principali cause della carenza idrica del paese perché utilizza il 92% dello stoccaggio di acqua sotterranea fresca per un fatturato di solo il 30%, scendendo così al di sotto della media mondiale. Una prospettiva difesa da Cyrus, un venditore di tappeti al souk di Isfahan che ha assistito all'evoluzione della crisi idrica nella regione [fr]:

La rivière a besoin d’eau et de neige, seulement aucune d’elles n’est venue. L’hiver est très sec. Et de toute façon, l’agriculture et les industries sont les priorités, il n’y a plus assez d’eau pour ouvrir la rivière.

Il fiume ha bisogno di acqua e neve, ma nessuna delle due è arrivata. L'inverno è molto secco. E comunque, l'agricoltura e le industrie sono la priorità, non c'è abbastanza acqua per aprire il fiume.

Questo punto di vista è condiviso anche a Shiraz da Darius, il padre di Xerxès [n.d.E: Xerxès e Darius sono agricoltori e membri della famiglia che ha ospitato l'autore durante il suo soggiorno a Shiraz]. Egli afferma [fr]:

L’eau est utilisée en en priorité pour l’agriculture, mais ils ne savent pas comment s’en servir. Ils noient les champs et l’eau s’évapore, c’est une perte énorme.

L'acqua è usata principalmente per l'agricoltura, ma non sanno come usarla. Annegano i campi e l'acqua evapora, è una perdita enorme.

Nella periferia della città, possiamo trovare davvero molti campi di riso sparsi tra quelli di colza. La situazione è assurda, ci sono circa 25 gradi all'esterno, il sole è al suo apice e vediamo chiaramente le risaie allagate. Abbiamo chiesto a Xerxès di spiegarcelo [fr]:

Même si la culture du riz est interdite par la loi ici, le gouvernement ne peut pas ou ne veut pas intervenir car la situation économique est déjà très mauvaise et le peuple doit survivre.

Anche se la coltivazione del riso qui è proibita dalla legge, il governo non può o non vuole intervenire perché la situazione economica è già molto grave e le persone devono sopravvivere.

In un momento politico ed economico delicato, il governo iraniano sta chiudendo un occhio per evitare di aggravare una situazione sociale già molto tesa tramite la promozione di colture che hanno bisogno di meno acqua.

3. Una scorretta gestione dell'acqua in generale [fr]:

Beaucoup de personnes ont des jardins privés autour de Chiraz. Quelques centaines de mètres carrés avec une construction et une piscine. C’est désormais illégal d’avoir une piscine sans permis et ces derniers ne sont plus délivrés ces temps-ci.

Molte persone hanno giardini privati ​​intorno a Shiraz. Centinaia di metri quadrati con una costruzione e una piscina. Oggi è illegale avere una piscina senza i permessi, che attualmente non vengono rilasciati.

La frase di Xerxès è simbolica della relazione iraniana con l'oro blu. Il paese ha continuato a utilizzare queste risorse idriche senza pensare all'impatto a lungo termine. Su richiesta di Al-Monitor, Claudia Sadoff, direttore generale dell'Istituto Internazionale di Gestione dell'Acqua, spiega che [fr]:

 90% de la population et de la production économique du pays se situent dans des zones de fortes, voire très fortes, contraintes en eau.

Il 90% della popolazione e della produzione economica del paese sono situate in regioni che stanno affrontando limiti considerevoli delle risorse idriche.

Nel cuore del letto del mitico Zāyandé-Rūd, il fiume che diede origine all'antica città di Isfahan. Foto di Yann Leymarie, libera da diritti.

“Un giorno il suolo espellerà acqua salata e sarà un vero disastro”

Dall'inizio di marzo, i contadini della provincia di Isfahan hanno protestato per settimane contro il governo perché credono che abbia ignorato le conseguenze di una siccità che ha tormentato la regione per molto tempo. Le loro proteste si sono incentrate su un semplice slogan: “dove è finito il nostro fiume?”.

Lo Zayanderud, il famoso fiume che scorre attraverso Isfahan, ormai secco, era uno dei motivi per cui la regione era stata abitata ed era una terra fertile per la coltivazione. Gli agricoltori stanno ora combattendo la disoccupazione provocata dalla mancanza di acqua. Parlando con il pensionato Kambiz, che ha lasciato l'agricoltura pochi mesi fa, c'è poca speranza che il governo faccia qualcosa per alleviare questo disastro ambientale ed economico [fr]:

Je ne pense pas (qu’ils pourront ouvrir la rivière), le réservoir est trop bas.

Io non credo (che potrebbero aprire il fiume), il livello del bacino idrico è troppo basso.

Questo senso generale di pessimismo riguardo agli sforzi del governo non è sbagliato. Anche la festività di Nowruz, momento spesso noto per la concessione di azioni benevole a favore dei cittadini da parte del governo, si è rivelata un'occasione persa per aiutare i contadini di Isfahan. Il letto del fiume era ancora asciutto il 20 marzo.

La situazione a Isfahan mostra la crisi ambientale e sociale da cui, negli ultimi anni, è stato travolto l'intero paese: la scomparsa di zone umide, i laghi in via di restringimento e la massiccia desertificazione. A Shiraz, il lago Maharloo, un lago stagionale salato ricco di potassio e altri sali, funge da barometro della crisi idrica, come spiega Xerxès [fr]:

Vous ne pouvez pas toujours juger les ressources en eaux par le débit de la rivière mais plus par sa destination finale. Nous les évaluons en fonction de la couleur du lac : s’il a une couleur « eau » alors c’est bon, s’il est rose (la couleur du sel et des autres minéraux) ce n’est pas bon signe.

Non si possono sempre giudicare le risorse idriche dai livelli del fiume, è più affidabile osservare la loro portata finale. Le stiamo valutando in base al colore del lago: se ha un colore di “acqua” è un bene, se è rosa (colore del sale e altri minerali) non è un buon segno.

E quando abbiamo chiesto loro del colore del lago alla fine della stagione delle piogge, la risposta è stata breve e al punto [fr]:

Rose (rires)

Rosa (ride)

Ma per Darius, suo padre, il vero rischio è a lungo termine [fr]:

C’est simple. Le sol ici repose sur des strates de sel, un jour il rejettera de l’eau salée et ce sera alors un véritable désastre.

È semplice. Qui, il terreno poggia su strati di sale, un giorno espellerà acqua salata e poi sarà un vero disastro.

«Abbiamo bisogno di aiuto»

Oggi il paese non è in grado di gestire da solo la situazione e il rischio di siccità sta diventando estremamente preoccupante, come mostra la seguente simulazione:

Le probabilità di siccità nei prossimi 6 mesi a partire da febbraio 2018. Dati dall'International Research Institute for Climate and Society – Columbia University – dominio pubblico.

Mentre potrebbe esserci ancora una potenziale crisi finanziaria nazionale in Iran, è particolarmente complicato per i donatori internazionali sostenere i progetti ambientali del governo. Nel 2015, la Russia si è offerta volontaria per trovare nuove risorse di acque sotterranee in zone deserte, ma gli esperti rimangono scettici. L'Iran ha permesso che le questioni politiche, di invasione occidentale, trasformassero il lavoro e le competenze sull'ambiente in paranoia. Gli arresti di massa di coloro che sono coinvolti nella documentazione della crisi ambientale comprendono l'arresto e la morte di Kavous Seyed Emami.

Per Darius, si tratta di un vero grido di aiuto [fr]:

On a besoin d’aide.

Abbiamo bisogno d'aiuto.

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