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Gli investimenti cinesi in Nigeria si sviluppano su una Via della seta di corruzione

Due uomini cinesi arrestati per aver presumibilmente offerto tangenti all'agente anti-corruzione della Nigeria. Immagine dalla pagina Facebook della Commissione Economica per i Crimini Finanziari.

Le relazioni bilaterali della Cina con la Nigeria, definite solitamente dai funzionari del governo cinese e nigeriano, sono fondate sulla fiducia, sulla comprensione reciproca e sul rispetto. Tuttavia, questo linguaggio diplomatico non riesce a catturare una realtà ben diversa.

Talvolta il governo cinese nasconde gli sforzi immorali e illegali per proteggere e alimentare i suoi numerosi investimenti [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] nel Paese più popolato dell'Africa. Questo include, senza limitarsi, pratiche problematiche come la corruzione da parte di imprese cinesi che operano in Nigeria. 

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha descritto, in una lettera di febbraio, il rapporto diplomatico Cina-Nigeria di cinquant'anni, costruito sotto uno “stretto coordinamento e fiducia reciproca.” Inoltre, i diplomatici cinesi tendono a descrivere le relazioni tra la Cina e la Nigeria tramite l'uso di frasi cliché come “rispetto reciproco, fiducia reciproca e sostegno reciproco”, che è ancorato al “multilateralismo piuttosto che all'unilateralismo”, portando alla “prosperità nella solidarietà” per entrambe le nazioni.

La Nigeria è stato il primo Paese africano ad essere designato dalla Cina come “partner strategico”. “La maggior parte dei partner strategici della Cina (战略伙伴 关系/ Zhànlüè huǒbàn guānxì) sono in Asia, dove quasi tutti i vicini della Cina (con la notevole eccezione del Giappone) sono indicati come partner di qualche tipo,” osserva il Dr. Steven F. Jackson, professore di scienze politiche all'Università Indiana della Pennsylvania. 

La relazione bilaterale tra la Nigeria e la Cina ha aumentato il commercio da 1,9 miliardi di dollari nel 2013 fino a circa 20 miliardi di dollari nel 2019. Abdul-Gafar Tobi Oshodi e Ufo Okeke Uzodike, due scienziati politici nigeriani, registrano che “i flussi commerciali sono a favore della Cina, con un surplus commerciale di quest'ultima di circa 17,5 miliardi di dollari dal 2015 al 2018.”

La Nigeria è anche un punto chiave per le aziende manifatturiere cinesi per la creazione di fabbriche, con cluster situati nelle città sud-occidentali di Lagos e Ogun, così come a Benin City, nella regione ricca di petrolio del Delta del Niger. A causa della scarsità di dati, è difficile tracciare il numero effettivo di aziende cinesi che operano in Nigeria.

Ho trascorso due mesi in Nigeria a seguire e intervistare le aziende manifatturiere cinesi per capire cosa le ha portate lì, le sfide che hanno affrontato e il loro potenziale per promuovere le competenze e il trasferimento della tecnologia all'economia locale.

Tuttavia, un policy brief del 2020 di Yunnan Chen, un ricercatore della Scuola di Studi Avanzati Internazionali Avanzati John Hopkins (SAIS), afferma che “il Ministero del Commercio cinese ha identificato 218 aziende cinesi registrate in Nigeria, di cui 128 nel settore manifatturiero” a partire dal 2015. Nel 2017, la Nigeria Investment Commissione Promozione ha dimostrato che c'erano 157 aziende cinesi registrate in Nigeria, 24 delle quali sono “elencate sotto produzione”, secondo Chen.

Possibile corruzione? 

Diversi rapporti hanno rivelato che queste aziende cinesi, per svolgere la propria attività, sono corrotte.

Nell'aprile 2020, la Banca africana di sviluppo (ADB) ha inserito nella lista nera la China Zhonghao Nigeria Limited, una società di ingegneria civile registrata in Nigeria, dopo aver condotto affari con la banca per diciotto mesi. L'azienda cinese e i loro soci locali si erano impegnati in “pratiche fraudolente” facendo offerte per un progetto finanziato dall'ADB in Nigeria.  

Un anno dopo, il 30 luglio 2021, due compagnie cinesi operanti in Nigeria sono state “escluse e quindi non ammesse a partecipare a contratti finanziati dalla Banca mondiale” per violazione delle loro linee guida in materia di frode e corruzione. Le due società sono la China Railway Construction (International) Nigeria Company Limited — la quale vinse un accordo di 10 miliardi di dollari per la costruzione di una ferrovia lungo la costa della Nigeria, e la China National Electric Engineering Company (CNEEC) Nigeria Limited — che sta gestendo la costruzione del progetto Zungeru 700MW idroelettrico, una delle più grandi centrali idroelettriche dell'Africa situata sul fiume Kaduna, nello Stato del Niger, nella parte centro-settentrionale della Nigeria, ad un costo stimato di 1,3 milardi di dollari. 

Le accuse di frode da parte delle società cinesi in Nigeria non si limitano solo alle agenzie multinazionali.

L'11 maggio 2020, la Commissione per i Crimini Economici e Finanziari (EFCC) ha arrestato due funzionari cinesi della China Zhonghao Nigeria Limited, Meng Wei Kun e Xu Koi, a Sokoto, nel nord-ovest della Nigeria. Kun e Koi avrebbero offerto una tangente di cinquanta milioni di naira (circa 100,000 dollari) ad un agente locale dell'EFCC per “compromettere le indagini in corso” tra la China Zhonghao Nigeria Limited nell'esecuzione di contratti per un valore di 50 miliardi di naira (circa 100 milione di dollari).

Corruzione: come in Nigeria anche in Cina?

Gli imprenditori cinesi in Nigeria sono disposti ad offrire tangenti per incentivare i loro investimenti, una pratica tanto comune in Cina quanto in Nigeria. “Hanno avuto successo perché sanno come usare i soldi per ottenere la loro strada…. Sanno come corrompere e di solito sono davvero preparati, per [corrompere] la polizia o il governo o chiunque,” afferma un dirigente nigeriano con stretti legami con la comunità imprenditoriale cinese in un'intervista con Matthew T. Page, uno studioso non residente al Carnegie Endowment for International Peace.

Essenzialmente, è un abbraccio tra politici corrotti locali e funzionari della compagnia cinese altrettanto fraudolenti.

Il 6 febbraio 2021, Premium Times, il giornale on-line investigativo della Nigeria, ha riportato l'accusa di riciclaggio di circa cinque miliardi di Naira (10 milioni di dollari) tra Stella Oduah, un ex ministro, e la China Civil Engineering Construction Corporation (CCECC) Nigeria Ltd nel 2014.

Né l'Oduah né il CCECC sono una novità alle accuse di frode o di accordi finanziari immorali.

Il 12 febbraio 2014, Oduah è stato licenziato come ministro dell'aviazione dall'allora presidente Goodluck Jonathan a seguito di uno scandalo di corruzione per l'acquisto di un autoblindo del valore di 255 milioni di Naira (510,000 dollari). È stato affermato che Oduah abbia costretto l'Autorità per l'aviazione civile nigeriana (NCAA), un'agenzia sotto la sua supervisione, ad acquistare le auto a prezzi gonfiati per il proprio uso personale. Oduah ha negato le accuse, descrivendole come “inaccurate”.

Allo stesso modo, nel 2020, Rotimi Amaechi, ministro dei trasporti della Nigeria, aveva annunciato che il CCECC costruirà un'Università dei Trasporti da 50 milioni di dollari a Daura. “Questo non è un contratto ferroviario. Questo è un regalo da parte loro (CCECC),” ha detto Amaechi. Daura, nel nord-ovest dello Stato di Katsina, è la città natale di Muhammadu Buhari, presidente della Nigeria. La dimensione non etica di un tale “dono” da parte del CCECC non passa inosservata da un osservatore perspicace.

Questa è la realtà complessa delle relazioni cinesi/nigeriane: una realtà lontana dalla semplicistica reciproca comprensione narrativa spinta dai diplomatici cinesi.


Questa storia fa parte di un'indagine del Civic Media Observatory sulla competizione narrativa della Belt and Road Initiative in Cina ed esplora come le società e le comunità abbiano diverse percezioni dei potenziali benefici e danni dello sviluppo guidato dalla Cina. Per saperne di più su questo progetto e sui suoi metodiclicca qui.

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