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Dopo un 2015 senza scalate, il 2016 ha segnato il record di tentativi per raggiungere la vetta dell'Everest

Mount Everest from base camp one. Image from Flickr by Rupert Taylor-Price CC BY 2.0

Il Monte Everest visto dal campo base uno. Immagine da Flickr di Rupert Taylor-Price CC BY 2.0

Monte Everest [it], la montagna più alta del mondo, sfida tutti gli anni gli avventurieri e coloro che sono in cerca di record.

Ogni anno, la determinazione di fare trekking sulla vetta del Monte Everest porta migliaia di viaggiatori avventurosi a Khumbu.

Nel 2015, tuttavia, l'Everest è rimasto invincibile: nessuno ha potuto conquistarne la vetta [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], per la prima volta dal 1974. Il devastante terremoto che ha causato circa 9.000 morti [it] in Nepal non ha risparmiato nemmeno la più alta montagna del mondo e i conquistatori in spe della sua vetta.

Di conseguenza, nessuno ha potuto scalare l'Everest durante la finestra di opportunità di sette o dieci giorni che si presenta sempre a maggio, poiché il terremoto ha distrutto le scale a pioli e i sentieri che permettono un accesso sicuro. Tentare di scalare la montagna in un qualsiasi altro periodo è ancora più pericoloso, infatti le condizioni in vetta sono molto ostili, con temperature tra -32 e -41 gradi centigradi e venti di più di 241 chilometri all'ora [it].

Per la prima volta in 41 anni, nessuno ha raggiunto la vetta suprema del Monte Everest. 22 sono morti.

Nonostante le condizioni ostili e le morti che si ripetono ogni anno, molti non sembrano voler rinunciare all'ebbrezza associata con la scalata dell'Everest.

Storicamente, ogni 100 alpinisti che hanno raggiunto la vetta suprema del Monte Everest, 4 sono morti.

Imperterriti nonostante terremoto e valanghe, la primavera vedrà anche quest'anno orde di alpinisti, avventurieri e temerari che si precipitano nella regione dell'Everest per cercare di conquistare la sua vetta.

Uno scalatore dell'Everest, Alan Arnette, nel suo blog Summits Don’t Matter [le vette non importano] si augura, per il bene della nazione, che sia differente:

Yes hundreds will probably return next spring to attempt Everest. Some operators will shift to the north, quietly, or in some case loudly, saying it is safer. People with nothing more than a Kilimanjaro summit will claim to have the proper experience – until something goes wrong. Guides will continue to save lives, doing what they do; and the Everest machine will continue even though it is clear it is time to let Nepal recover.

Sì, probabilmente torneranno in centinaia la prossima primavera per tentare la scalata dell'Everest. Alcuni operatori si sposteranno verso nord, quietamente, o in alcuni casi fragorosamente, dicendo che è più sicuro. Gente con solo la scalata della vetta del Kilimangiaro pretenderà di avere la giusta esperienza, finché qualcosa non andrà storto. Le guide continueranno a salvare vite facendo quello che fanno; e la macchina dell'Everest continuerà, malgrado sia chiaro che è il momento di permettere al Nepal di riprendersi.

Il business dell'Everest

Da quando Sir Edmund Hillary [it] e Tenzing Sherpa [it] (i sherpa sono una comunità etnica dell'Himalaya) hanno scalato per la prima volta la vetta dell'Everest, 4.093 persone hanno raggiunto la vetta sorprendentemente per 7.001 volte.

Sir Edmund Hillary e Sherpa Tenzing sono stati i primi a raggiungere la vetta suprema del Monte Everest (maggio 1953).

Il figlio di Tenzing ha criticato la “parodia che l'Everest è diventato”, [offrendo] catering al pesante traffico di alpinisti occidentali, alle spese della salvaguardia e dell'integrità della montagna. L'Everest sarà forse diventato un business, ma è qualcosa che continua ad attirare molti clienti.

Una delle peggiori valanghe nella storia della montagna, nel 2014, è quasi risultata in un boicottaggio dei sherpa dei loro servizi di guida sull'Everest, dopo che le famiglie di alcuni nepalesi uccisi nel disastro si sono viste offrire un misero indennizzo per le loro morti. Altri sono morti nell'aprile 2015, in seguito alla valanga provocata dal terremoto in Nepal. Comparati con le ingenti somme di denaro pagate dagli alpinisti per il privilegio di scalare l'Everest, gli sherpa vengono normalmente pagati per la loro competenza, la quota del leone [nell'accaparrarsi] il denaro viene suddivisa tra le imprese turistiche e il governo nepalese.

Com'è scalare la montagna più alta del mondo?

Per chiunque voglia capire com'è difficile conquistare l'Everest, P K Sherpa, che ha raggiunto per due volte la vetta dell'Everest, ha condiviso i suoi attimi di gloria in foto. Il viaggio inizia generalmente con l'atterraggio all’aeroporto di Lukla [it], una delle piste di atterraggio più pericolose al mondo, poi trekking al villaggio di Namche Bazaar [it].

A bird’s eye-view of Namche Bazaar. Used with permission.

Panorama con vista a volo d'uccello di Namche Bazaar. Foto usata con autorizzazione.

La camminata da Namche Bazaar al Campo Base Everest (EBC) è mozzafiato e spesso un'esperienza di vita unica e indimenticabile. Il trekking attraverso la regione dell'Everest [it] sarà forse ostile, ma è anche ricco di avventura.

Un trekking continuo di 11 giorni da Lukla porta al campo base EBC a circa 5.400 metri. Tra 5.500 e 6.100 metri si trova la cascata di ghiaccio Khumbu. Gli alpinisti generalmente si affidano all'aiuto di scale a pioli e corde per attraversare questa pericolosa sezione.

Climbers at the Khumbu Icefall. Used with permission.

Alpinisti sulla cascata di ghiaccio Khumbu. Foto usata con autorizzazione.

P K Sherpa poses for a picture at the Khumbu Icefall. Used with permission.

P K Sherpa posa per una foto sulla cascata di ghiaccio Khumbu. Foto usata con autorizzazione.

Alan Arnette ha spiegato:

The Khumbu Icefall is a 2,000 foot climb on a moving glacier complete with deep crevasses and towering seracs. Climbers step over the crevasses on aluminium ladders with crampons on their boots. More people have died in the Icefall than anywhere else on Everest's south side in recent years.

La cascata di ghiaccio Khumbu è un'arrampicata di 610 metri su un ghiacciaio in movimento, completo di profondi crepacci e torreggianti seraccate. Gli alpinisti superano i crepacci su scale a pioli in alluminio, con ramponi sugli scarponi. Ci sono stati più morti sulla cascata di ghiaccio che altrove sul lato sud dell'Everest negli ultimi anni.

Una volta passata questa sezione pericolosa, comunque, gli alpinisti navigano attraverso il Campo 1, Campo 2 e Campo 3, finché raggiungono infine il Campo 4 a 8.000 metri, noto anche come la “zona della morte”.

Climbers trading their way to Camp 3. Used with permission.

Alpinisti impegnati nell'ascesa verso il Campo 3. Foto usata con autorizzazione.

Collecting garbage at Camp 4. Used with permission.

Raccolta di rifiuti al Campo 4. Foto usata con autorizzazione.

P K Sherpa, grazie alla sua personale esperienza [ne], ha un gran rispetto per questa sezione dell'arrampicata: “Quando ho raggiungo il Campo 4 o la zona della morte, ho visto corpi morti sparpagliati qua e là. La tragica scena è stata straziante. Questo triste momento non può essere espresso in parole”.

Gli alpinisti solitamente partono per la vetta suprema verso mezzanotte. MountEverest.net ha condiviso parte dell'esperienza:

It’s completely silent. Nobody talks. If you do, you whisper. It is absolutely terrifying and you climb and climb, awaiting [the] first ray of dawn. It’s desperately cold. It's steep and at parts very icy. The ice axe and the crampons cut skin deep into the ice.

È completamente silenzioso. Nessuno parla. Chi lo fa, sussurra. È assolutamente terrificante e si continua l'arrampicata, in attesa del primo raggio dell'aurora. È disperatamente freddo. È ripido e in parte molto ghiacciato. La piccozza da ghiaccio e i ramponi tagliano la pelle profondamente nel ghiaccio.

Climbers capturing their moment of glory at the summit. Used with permission.

Gli alpinisti catturano il loro attimo di gloria sulla vetta suprema. Foto usata con autorizzazione.

Quale sensazione si prova dunque a raggiungere la vetta?

Secondo P K Sherpa, si è sentito come se “avesse conquistato il mondo”.

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