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Radio locale in Russia cancella un'intervista con gli attivisti LGBT dopo minacce alla redazione

Attivisti LGBT protestano contro le violazioni dei loro diritti in Russia // gaelx, sotto CC BY-SA 2.0

L'Echo di Mosca a Yaroslavl, un affiliato locale dell’ Echo di Mosca [it] la radio indipendente più antica di Mosca, ha cancellato un'intervista con gli attivisti LGBT dopo aver ricevuto minacce omofobe. La redattrice della stazione radio, Lyudmila Shabuyeva, ha scritto [ru, come link seguenti, salvo diversa indicazione] in un post su Facebook:

Вчера поступили угрозы в адрес наших сегодняшних гостей и нас, если мы проведем эфир на тему ЛГБТ.

Я отменяю эфир.

Ieri abbiamo ricevuto minacce dirette ai nostri ospiti e a noi stessi, qualora avessimo proseguito con il talk show riguardo gli LGBT. Cancellerò lo show.

Stando a quanto riporta [ru] il quotidiano indipendente Novaya Gazeta, lo show con gli attivisti LGBT di Yaroslavl era programmato per andare in onda nella prima mattinata di mercoledì 23 gennaio. Gli stessi attivisti hanno picchettato di recente la piazza principale della città per protestare contro la persecuzione dei gay in Russia, in particolar modo nella Repubblica cecena. La radio li ha invitati a rilasciare un'intervista per parlare della protesta e di cosa comporti per loro essere dichiaratamente gay nella Russia di provincia.

L'annuncio dello show da parte di Shabuyeva ha scatenato un fiume di insulti omofobi nella sezione commenti, inclusi alcuni provenienti da autorità locali, ma questo non l'ha scoraggiata, come ha detto alla Novaya Gazeta. Tuttavia, nella tarda nottata del giorno precedente lo show, uno sconosciuto l'ha chiamata da un numero privato e le ha detto che se avesse continuato con la programmazione stabilita, i suoi ospiti avrebbero trovato qualcuno ad aspettarli all'esterno con delle mazze da baseball. La persona al telefono l'ha inoltre minacciata dicendole che anche lei avrebbe avuto dei problemi. Temendo per l'incolumità dei suoi ospiti, Shabuyeva ha cancellato lo show e l'ha rimpiazzato con un altro programma.

Il picchetto nella piazza principale di Yaroslavl faceva parte della campagna nazionale #saveLGBTinRussia, finalizzata a sensibilizzare le persone riguardo la brutale persecuzione degli omosessuali in Cecenia. In altre città russe si sono organizzati picchetti e manifestazioni simili.

La Madre Patria Chiama [it] i suoi figli (i cittadini) a combattere le xenofobia e le repressioni nella Russia contemporanea. Lascia che la sua chiamata ti risvegli!

[testo sul cartello: IL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA RUSSO NON RIUSCIVA A TROVARE GAY IN CECENIA. SONO LÌ: NELLE PRIGIONI E NELLE TOMBE. #SAVELGBTINRUSSIA OMOFOBIA=FASCISMO]

Nell'aprile del 2017 la Novaya Gazeta ha reso noto che in Cecenia, problematica repubblica islamica nella Russia meridionale governata dall'ex capo militare Ramzan Kadyrov, le autorità stavano conducendo una brutale campagna [en] di repressioni ai danni della popolazione LGBT. Reportage [en] recenti segnalano che “l'epurazione” è andata intensificandosi, con almeno due morti e dozzine di persone detenute illegalmente.

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