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La detenzione di Gaspard Glanz, tenuto in custodia dalla polizia, e la deriva autoritaria francese contro i giornalisti

Screenshot tratto dal video dell'arresto di Gaspard Glanz, 20 aprile 2019. Fonte: Taranis News

Gaspard Glanz è un video giornalista indipendente francese che ha creato nel 2011 la sua agenzia fotogiornalistica, la Taranis News [fr, come i link seguenti salvo diversa indicazione], allo scopo di coprire i movimenti sociali in Francia. Il 20 aprile 2019 è stato arrestato per aver filmato una manifestazione in Place de la République a Parigi. Dopo il suo arresto, Glanz è stato tenuto in custodia cautelare per aver “insultato un rappresentante della pubblica autorità” e “partecipato ad un gruppo allo scopo di provocare atti di violenza e danneggiamenti”.

Glanz è stato inserito nella cosiddetta fiche S (un fascicolo di persone considerate potenziali minacce per la sicurezza nazionale nel quadro delle disposizioni antiterrorismo, e per questo passibili di sorveglianza speciale) ed è rimasto in custodia cautelare fino al 22 aprile. In attesa della decisione del tribunale penale, inizialmente prevista per ottobre 2019, gli è stato vietato di recarsi a Parigi, privandolo della possibilità di coprire le successive manifestazioni dei Gilet Gialli e di fare il suo lavoro per guadagnarsi da vivere.

Il giornalista ha dichiarato, insieme al suo avvocato, l'intenzione di contestare il provvedimento, alla fine annullato dal tribunale penale di Parigi per insufficienza di indizi il 29 aprile. Gaspard Glanz ha potuto quindi essere a Parigi il 1° maggio e le domeniche successive, giornate di manifestazione dei Gilet Gialli.

Glanz è diventato noto al grande pubblico francese dapprima in seguito ai suoi video reportage sui movimenti sociali e di dissenso come le proteste contro la legge sul lavoro, il movimento Nuit debout [it] e le manifestazioni dei Gilet Gialli, ma anche per i suoi servizi sulle condizioni di vita dei rifugiati a Calais.

Secondo la polizia, le ragioni del suo arresto sono le seguenti:

  •  “Partecipazione ad un gruppo allo scopo di commettere atti di violenza o devastazioni”. Questo primo motivo, difficilmente sostenibile giuridicamente, è stato ritirato al momento del suo rilascio.
  • “Oltraggio a pubblico ufficiale” per aver mostrato il dito medio ad un agente di polizia.

Gaspard Glanz ritratto da Claude Truong-Ngoc su Wikimedia Commons – CC-BY-SA 4.0

Glanz racconta le condizioni della sua detenzione sul sito di notizie Reporterre:

La garde à vue s’est passée assez mal, j’ai des bleus partout. Quand je me suis fait arrêter, je me suis fait écrabouiller par terre, je n’ai rien mangé depuis samedi. J’ai pu boire, mais ce n’était pas facile, il a fallu se battre, et je pense que par ma notoriété, j’ai pu boire, alors que d’autres, dans ma situation, ne pouvaient pas le faire. Je sens encore l’odeur d’urine qui doit couvrir mon corps, pour vous donner une idée de l’ambiance du commissariat.

La custodia cautelare è stata molto brutta, ho lividi dappertutto. Quando mi hanno arrestato, mi hanno sbattuto per terra, non ho avuto nulla da mangiare da domenica. Ho potuto bere, ma non è stato facile, ho dovuto combattere per farlo, e penso di esserci riuscito grazie alla mia notorietà, mentre altri che si trovavano nelle mie stesse condizioni non hanno potuto. Sento ancora l'odore di urina che avevo su tutto il corpo, giusto per dare un'idea dell'ambiente del commissariato.

Il giornalista spiega anche quali sono secondo lui le vere ragioni del suo arresto:

Quand il y a eu les attentats de Strasbourg et qu’on filmait leurs unités, ils étaient bien fiers de montrer leurs casques, leurs boucliers, leurs pistolets, là on était journalistes, on faisait leur promotion. Quand par contre, on montre leurs bavures, ce qui se passe dans les rues, la vérité de ce qui se passe dans Paris, alors on est interdit de tourner, parce qu’on pourrait montrer des choses qui ne doivent pas être vues. On a atteint un point de non retour très grave.

Quando ci sono stati gli attentati di Strasburgo e abbiamo filmato le loro unità in azione, erano ben fieri di mostrare i loro caschi, gli scudi, le pistole: là eravamo giornalisti, facevamo loro propaganda. Quando, per contro, mostriamo i loro errori, quello che succede per le strade, la verità di ciò che accade a Parigi, allora ci impediscono di riprendere, perché potremmo mostrare cose che non dovevano essere viste. Abbiamo raggiunto un punto di non ritorno molto grave.

Solidarietà con Glanz

La stampa nazionale e le organizzazioni per la difesa della libertà di informazione hanno manifestato la loro solidarietà con il video giornalista.

Reporters sans frontières e le Sociétés de Journalistes de Libération denunciano «violazioni della libertà di stampa».

Tweet sopra: AFP: Cominciamo a farci delle domande: non ci sarà una volontà determinata a intimidire soprattutto i fotografi presenti sul campo? Si ha l'impressione che siano diventati un bersaglio. – Vincent Lamier, Segretario Nazionale del Sindacato Nazionale dei Giornalisti francese.

Tweet: Gilet Gialli, Reporter Sans Frontière e Sindacato Nazionale dei Giornalisti francese denunciano violazioni della “libertà fondamentale di informazione.”

Alcuni avvocati hanno messo in luce le incoerenze giuridiche del ministro dell'Interno:

Giustizia indipendente? Al di là della violazione della libertà di stampa, le misure di controllo giudiziario nei confronti del giornalista Gaspard Glanz provocano interrogativi sull'indipendenza della giustizia.

“Ricordo a Gaspard Glanz che nel nostro paese esiste la separazione dei poteri”

Dice il ministro dell'interno, mentre lo pre-giudica colpevole di un reato al posto di un giudice indipendente.

Qualcuno può ricordare la separazione dei poteri al Sig. Castaner?

Anche sui social network sono partite diverse campagne a sostegno di Glanz, a dispetto dell'argomentazione spesso invocata dal ministro degli interni e da certi media, del suo non essere titolare di una tessera stampa. La tessera viene rilasciata a chi è alle dipendenze di un datore di lavoro, e non è obbligatoria per esercitare la professione di giornalista. E questa volta la solidarietà dei giornalisti dei media più importanti è stata quasi unanime.

L'editorialista politico di radio France Inter ha dato la definizione di giornalista, spiegando in che modo corrisponde a Gaspard Glanz sotto ogni aspetto:

Che cos'è un giornalista?

L'editoriale di Thomas Legrand per la radio pubblica francese.

Nuova vittima di attacchi alla libertà d'informazione: il sito investigativo Disclose

A riprova che la copertura dei movimenti di contestazione non è la sola ad essere nel mirino delle autorità, quattro giorni dopo l'interrogatorio di Gaspard Glanz, il 24 aprile, è toccato a due giornalisti del sito investigativo online Disclose e ad un giornalista di Radio-France di essere convocati dalla Direction générale de la sécurité intérieure (DGSI, il servizio di intelligence francese, che fa capo al ministero dell'interno) per aver rivelato documenti top secret nell'ambito dell'inchiesta “Made in France“, da essi condotta sull'utilizzo massivo di armi letali francesi nella guerra condotta in Yemen dalla coalizione guidata dall'Arabia Saudita.

[URGENTE] Due giornalisti di [Disclose] sono stati convocati nell'ambito di un'inchiesta per “compromissione di segreti riguardanti la sicurezza nazionale” in seguito alla denuncia del ministro della difesa.

enquête Disclose

Screenshot della pagina d'apertura del sito Disclose raffigurante l'inchiesta “Made in France” sull'utilizzo di armi d'attacco francesi nella guerra in corso in Yemen

Anche qui, la solidarietà dei colleghi della stampa è arrivata forte e chiara (qui quella di Rue89 Strasbourg):

Aujourd’hui, pour avoir exposé ces informations, trois journalistes se retrouvent sous la menace d’une procédure, pour un délit puni d’une peine d’emprisonnement, dont l’objectif manifeste est de connaître les sources à l’origine de leur travail.

Oggi, per aver rivelato queste informazioni, tre giornalisti si ritrovano a rischio di subire un processo, per un reato che prevede l'incarcerazione, con l'ovvio obiettivo di scoprire le fonti informative all'origine del loro lavoro.

37 associazioni di giornalisti, redattori e redazioni (tra cui quella di La Croix) manifestano il loro supporto ai giornalisti di Disclose e di Radio France che saranno interrogati dalla DGSI in seguito alla loro inchiesta sull'utilizzo di armi in Yemen.

La regressione della libertà di stampa in Francia

Fin dalla sua salita al potere, le relazioni con la stampa del presidente francese Emmanuel Macron – e della sua squadra – sono sempre state fredde, nel migliore dei casi, ostili nel peggiore. Questo articolo del quotidiano Le Parisien ripercorre la storia del loro disamore.

« Ce n’est pas du mépris ou de la détestation, il veut installer une relation directe avec les Français », analyse un interlocuteur régulier. Raison pour laquelle il est si féru des réseaux sociaux.

“Non è che li disprezzi o li detesti, è che vuole instaurare una relazione diretta coi francesi”, è l'analisi di un interlocutore regolare. Ragione per cui è così appassionato di social media.

La Francia si trova attualmente al 32esimo posto su 180 paesi nella classifica 2019 della libertà di stampa di RSF. Il paese ha perso una posizione e 0,34 punti rispetto al 2018.

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