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Оperazione Àmò̩té̩kùn in Nigeria: il nome viene da un leopardo, un ghepardo o da una tigre?

Ghepardo. Fotografia di Cifer88 da Pixabay CC BY 2.0.

Minacciata sempre più la sicurezza in Nigeria: i governatori degli stati sud-occidentali hanno messo insieme le loro idee per creare l'Operazione ”Àmò̩té̩kùn” — una squadra di sicurezza nazionale, che si è messa al lavoro [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] dal 9 gennaio 2020.

Mentre alcuni hanno elogiato l'iniziativa per fronteggiare l'ondata di rapimenti e omicidi nella regione, altri l'hanno criticata definendola superflua e in contrasto con il governo federale.

Fanno da contorno a queste controversie politiche a proposito dell'Operazione ”Àmò̩té̩kùn”, linguisti e appassionati della cultura yoruba che espongono le loro ipotesi sulla traduzione della parola àmò̩té̩kùn.

Che cosa vuol dire àmò̩té̩kùn?

I linguisti per molto tempo hanno avuto a che fare con tre possibili traduzioni della parola àmò̩té̩kùn: leopardo, ghepardo e tigre. Per risolvere definitivamente la questione, è stata fatta una ricerca approfondita tenendo conto delle caratteristiche culturali del popolo Yoruba nell'ambito di nomi e traduzioni.

Questo proverbio Yoruba ha in parte fornito una soluzione: ”Asárépani bíi àmò̩té̩kùn” che può essere tradotto in grandi linee con ”Per uccidere veloce come un àmò̩té̩kùn” — mettendolo perciò a confronto con una persona o un animale veloce. Bene, la traduzione più giusta a questo punto sarebbe ”ghepardo”, giusto?

Il ghepardo è l'animale di terra più veloce, neppure Usain Bolt potrebbe competere. La parola àmò̩té̩kùn deriva dalla frase: ”ohun tí a mò tó tó e̩kùn”, liberamente tradotto come ”ciò che sappiamo ha caratteristiche simili a un e̩kùn”.

Da questo possiamo dire che àmò̩té̩kùn vuol dire ”ghepardo”. Tuttavia, alcuni usano la parola òwàwà al posto di àmò̩té̩kùn, quando ci si riferisce al ghepardo.

Ma che cosa vuol dire davvero e̩kùn? Ghepardo, leopardo o tigre?

Molti credono che e̩kùn sia inteso come leopardo, nativo dell'Africa subsahariana e che da molto tempo ha importanza per il popolo Yoruba. Questo proverbio recita ”fere bí e̩kùn”, che vuol dire ”veloce come un e̩kùn”. Un ghepardo è più veloce di un leopardo. Ma un leopardo è davvero più veloce di una tigre?

Per questo molti dicono che con ”ekùn” ci si riferisca alla tigre, animale che attualmente proviene dall'Asia.

La relazione tra e̩kùn e tigre può essere spiegata per via di tre fattori: colonizzazione, istruzione occidentale e la pregressa conoscenza degli africani e le tigri, forse riconducibile agli inglesi che nell'era della colonizzazione avrebbero potuto trasportarle in Nigeria.

Forse, i colonizzatori inglesi hanno dato alla parola e̩kùn il significato di ”tigre”, poiché secondo loro era ciò che più si avvicinava alla definizione di ”animale più veloce”. È impossibile, tuttavia, affermare che questa parola  e̩kùn originariamente indicasse il termine  ”tigre”, visto che questo animale non è indigeno della Nigeria.

Alcuni presumono che questa parola “tigreр” nella lingua yoroba sia ògìdán, ma questa è più simile a un oríkì (”nome lodevole”), che deriva dalla canzone [yo]:

Ògìdán ò ní se barber k’ájá dé’bè lo ge’run, ìpòrí ajá ò gbódò b’é̩kùnní bùbá.

Ògìdán non diventerà un barbiere, i cani non andranno lì per tagliare i capelli — nessun cane osa entrare nel territorio dell’ e̩kùn.

Questo proverbio è un misto di parole dall'inglese e dalla lingua yoruba: è utilizzata la parola inglese ”barber” (”barbiere”), significa che la canzone è stata probabilmente composta durante o dopo il dominio coloniale britannico. Probabilmente, fu allora che nacque questa idea: la parola e̩kùn e ogìdán significano entrambe ”tigre”.

Un altro proverbio yoruba recita così: ”Ògìdán olólà ‘jù, akomonílà láì l’óbe”, che tradotto è ”Ògìdán, un eccezionale animale della foresta che insegna al suo cucciolo, senza usare il coltello” riferendosi agli artigli affilati della bestia. Questo proverbio conferma il fatto che la popolazione Yoruba conosce bene il leopardo, un animale che vive nel loro stesso ambiente.Quindi, ogìdán può anche significare leopardo, e non solo tigre o ghepardo.

Se il termine e̩kùn indica ”leopardo”, si può tranquillamente presumere che àmò̩té̩kùn indichi il termine ”ghepardo”.

Entrambi hanno delle pellicce simili rispetto alla tigre.La pelliccia del leopardo ha macchie punteggiate circolari, e anche il ghepardo ha delle macchie, mentre la tigre ha delle striature. Inoltre, il muso del ghepardo e quello del leopardo presentano delle somiglianze.

Tradizioni esistenti

Schermata tratta da un video del Festival Eyo a Lagos, Nigeria, 30 marzo 2012. Dreams Shots Videos.

Nel rispetto delle tradizioni esistenti, Aláàfin of Ò̩yó̩  (il sovrano del regno di Oyo del popolo Yoruba), Sua Maestà Oba Lamidi Olayiwola Adeyemi III, riposa sempre le sue gambe appoggiandosi sulla pelliccia di e̩kùn — che è sempre pelliccia di leopardo. La maggior parte degli oba o ”re” usano la pelliccia di leopardo, mentre alcuni usano pellicce di àmò̩té̩kùn — ovvero di ghepardo.

Va sottolineato, come durante la eégún atìpàkó̩,la famosa parata in maschera di Ìbàdàn, Nigeria, sia solito utilizzare pellicce di leopardo, indicate proprio con la parola e̩kùn.

È degno di nota anche il festival popolare che ha luogo a Lagos,  Adamu Orisa Play , più famoso come ”È̩yò̩”: un festival di danza in maschera. Uno dei sacerdoti del gruppo Làbà E̩kùn È̩yò̩, il secondo più importante dei cinque principali gruppi di ballo del festival È̩yò̩, trasporta una grande borsa in pelliccia di leopardo, che si riferisce alla parola e̩kùn come nome del gruppo.

Quindi, ekùn vuol dir ”leopardo”, e àmò̩té̩kùn  ”ghepardo”. E ”tigre” non ha un termine corrispondente nella lingua yoruba. Quello che non può essere trovato nella cultura, non può essere trovato nella loro lingua – se non attraverso parole coniate o prestate, forse.

I linguisti dovrebbero chiarire questo equivoco, prima di tutto all'interno del sistema di istruzione nigeriano, ma soprattutto, quando questa parola della lingua yoruba compare nella testata giornalistica di un'importante notizia internazionale come nel caso dell'Operazione Àmò̩té̩kùn.

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