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Durante il lockdown per COVID-19, l'India abbandona a se stesse le popolazioni più vulnerabili

Image by Rajesh Balouria from Pixabay. Used under a Pixabay License.

Foto di Rajesh Balouria da Pixabay. Utilizzatta sotto la Licenza Pixabay.

Segui la Copertura Speciale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [it].

Lo scorso 23 marzo, il primo ministro indiano Narendra Modi ha imposto [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] al Paese un lockdown della durata di tre settimane. Il protocollo di emergenza prevede la chiusura dei luoghi pubblici e la limitazione dei trasporti pubblici — lasciando ai governi statali il compito di vigilare sulle restrizioni.

L'annuncio ha dato il via all’esodo di lavoratori migranti, desiderosi di scappare dalle città per tornare nei villaggi d'origine, in seguito alla perdita del posto di lavoro causata dal blocco per il COVID-19. La paura che la diffusione del virus sarà difficile da ostacolare è cresciuta in seguito a questo spostamento di massa.

Dal camminare per più di 200 km per raggiungere casa all'essere attaccati con spray chimici, questo è quello che il lockdown di 21 giorni ha significato per la maggiore parte della nostra popolazione.

Nell'ultimo trentennio, l'economia dell'India ha visto milioni di persone abbandonare l'agricoltura per trasferirsi nelle città. Il settore delle costruzioni era una delle aree economiche in crescita e dava lavoro a più di 50 milioni di persone. Molti di loro lavorano senza contratti legali, con bassi stipendi giornalieri o settimanali. L'improvvisa interruzione di tutte le forme di attività economica dovuta al lockdown ha lasciato questi lavoratori senza impiego, alcuni di loro senza cibo. Molti hanno preso d'assalto le stazioni ferroviarie e dei bus con l'obiettivo di allontanarsi dalle città. Ma la sospensione dei trasporti pubblici e privati senza un adeguato preavviso non ha dato loro la possibilità di tornare a casa. Li ha inoltre messi in situazione di maggiore rischio di contrarre l'infezione.

Nel momento in cui l'intera città è in lockdown, non è chiaro il perché nelle stazioni ferroviarie non ci sia un migliore sistema di gestione della folla, un sistema d'informazione, più personale addetto, del cibo e provviste per gli oltre 1000 lavoratori bloccati. C'è, invece, una manciata di poliziotti senza mascherine né strategie che deve gestire la situazione.

Delhi. Una grande folla di lavoratori migranti al terminal dei bus di Delhi Anand Bihar, in attesa di salire sui pullman per tornare nelle rispettive città e villaggi di origine. Sono arrivati a piedi alla stazione, partendo da diverse parti della città.

A causa dell'interruzione dei trasporti, molti lavoratori migranti da tutte le parti del Paese si sono messi in cammino per tornare a piedi nelle proprie città di origine [hi]:

Ci sono anche notizie di migranti che sono morti per fame, stanchezza estrema e infarto.

Le morti dovute al lockdown in India.

Nel mezzo della crisi, il governo Modi ha annunciato, con ritardo, un pacchetto di aiuti da 23 miliardi di dollari, ma non ha fatto menzione dei lavoratori migranti colpiti dalla crisi. Intanto, i social media sono stati sommersi da immagini che ritraggono le brutalità della polizia nei confronti delle persone che violano l'ordine del governo di Modi, emesso in risposta alle notizie diffuse dalla televisione sugli spostamenti di massa dei migranti.

Le misure della polizia del Punjab in India durante il lockdown per il Coronavirus. Siete d'accordo con il modo in cui la polizia sta trattando le persone?

INASPRIMENTO DEL LOCKDOWN

Un nuovo video mostra la polizia in India che colpisce le persone con bastoni, con schiaffi e forzandole a fare esercizi fisici per avere presumibilmente violato il lockdown recentemente imposto a tutta la nazione, mentre si cerca di sconfiggere la pandemia di coronavirus tramite il distanziamento sociale.

Questo è vergognoso, @budaunpolice. Invece di offrire acqua o un po’ di conforto a questi lavoratori migranti che ritornano a casa durante il #Lockdown21, i vostri uomini li puniscono in questo modo? Qual è la loro colpa se i proprietari delle fabbriche in cui lavoravano li hanno cacciati? @upcoprahul per favore intervenite!

Un'ulteriore conseguenza di un lockdown non pianificato è stata l'interruzione dell'approvvigionamento alimentare alle popolazioni povere e marginalizzate. Mentre il governo ha garantito che i servizi essenziali fossero esenti dal blocco, le fasce più povere della popolazione, che dipendono dalle razioni alimentari sovvenzionate dal governo, sono state adesso piantate in asso – persino nella capitale.

FPS no. 7157/60 in Krishna Nagar (East Delhi) – Nessuna fornitura dal 1 aprile. @CMODelhi – Come è possibile che stia accadendo tutto questo, nonostante le ripetute assicurazioni riguardo la continua fornitura di razionamento previsto per la popolazione?

Delhi Police at India Gate. Image from Flickr by Veeresh Malik. CC BY-NC-SA 2.0

La polizia di Delhi all'India Gate. Immagine presa dal Flickr di Veeresh Malik. CC BY-NC-SA 2.0

Il prezzo umano del lockdown.

Dal momento che manca meno di una settimana alla fine del lockdown attualmente in corso, le autorità stanno programmando una ripresa graduale dei vari servizi di trasporto. La sfida maggiore rimane probabilmente quella dei cluster di casi che si sono formati in aree povere densamente popolate nella periferia di Mumbai e a Nizamuddin, a Delhi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha suggerito che mantenere il distanziamento sociale è una delle strategie più efficaci nella prevenzione della trasmissione da persona a persona di questa malattia infettiva. Eppure, è più facile a dirsi che a farsi in un Paese dove circa il 70% della popolazione vive in abitazioni con solamente una o due stanze o è senzatetto.

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