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Zanzibar si focalizza sul futuro delle arti visive in Africa

Hamad Mbarouk Hamad, artista e direttore del Cultural Arts Center, conduce un tour per studenti alla mostra di arti visive “Hapa Hapa Now” a Stone Town, Zanzibar, il 25 ottobre 2019. Foto di Amanda Leigh Lichtenstein, usata con autorizzazione.

La storica città di Stone Town è venuta in contatto con il futuro delle arti visive in Africa durante gli inaugurali sette giorni di Visual Arts Festival Zanzibar (VAFZ) [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], che ha colto di sorpresa i visitatori con la sua epica gamma di opere presentate da artisti provenienti da Zanzibar, Tanzania continentale, Haiti, Nigeria, Ghana e Senegal, tra gli altri paesi.

Sotto lo striscione “Hapa Hapa Now,” o “Here We Are Now,” gli organizzatori del VAFZ volevano “ampliare i discorsi creativi” a Zanzibar, collegando artisti locali e internazionali, emergenti e affermati tutti insieme durante il festival che si è svolto dal 21 al 27 ottobre 2019.

Nonostante Zanzibar abbia un solido mercato dell'arte, gli artisti spesso tendono verso forme sicure e prevedibili stabilite dai maestri tanzaniani come ad esempio il leggendario Edward Said Tingatinga [it]. Al contrario, le opere esposte al VAFZ variano per forma, stile, strumenti e soggetti – un importante punto di partenza per Zanzibar.

VAFZ ad agosto ha invitato gli artisti a presentare le loro candidature in Africa e ha lavorato 24 ore su 24 per selezionare una gamma di artisti, sotto la guida della Fondazione Vijana Vipaji, con sede a Dar es Salaam, in Tanzania e del Cultural Arts Center (CAC), con sede a Stone Town, Zanzibar.

“Tutto ciò che siamo è stato formato dalla nostra eredità culturale e storie, che noi qui stiamo creando e costruendo oggi. Il “noi” del nostro festival si concentra sulla collaborazione e partecipazione con gli altri, a Zanzibar e in tutta l'Africa dato che la invitiamo… a una conversazione sulle arti visive”, hanno detto gli organizzatori del VAFZ, secondo il loro comunicato stampa.

Il cortile interno di Hifadhi House/Kukutana Hub, Kiponda, Stone Town, Zanzibar, 25, ottobre 2019. Foto di Amanda Leigh Lichtenstein, utilizzata con autorizzazione.

Nonostante la pioggia insolita per la stagione, residenti e viaggiatori si sono recati al Kukutana Hub di Hifadhi Zanzibar – un edificio storico restaurato per eventi polivalenti culturali e sociali – per assistere a esibizioni, conferenze e incontri.

L'edificio storico stesso era un piacere per la vista. Tuttavia, le opere in mostra – dalla pittura contemporanea, al disegno, la fotografia, la tecnica mista, l'artigianato, l'arte e la moda – hanno offerto sorprese ad ogni svolta.

L'artista emergente Nayja Suleiman, di Zanzibar, offre una visione brillante e vibrante delle donne nella ritrattistica:

Opera di Najya Suleiman, un'artista di Zanzibar, in mostra durante l'inaugurale Visual Arts Festival Zanzibar, 2019. Foto di Amanda Leigh Lichtenstein, usata con autorizzazione.

Il pluripremiato artista veterano Lute Mwakisopile, dalla Tanzania, affronta l'arduo lavoro e il ruolo degli artisti nella società contemporanea:

Opera di Lute Mwakisopile, un artista della Tanzania continentale. Foto di Amanda Leigh Lichtenstein, usata con autorizzazione.

E il fotografo emergente Ouattara Moussa Idriss Mahaman, dal Senegal, presenta una serie commovente chiamata “Black Culture”:

Fotografia di Ouattara Moussa Idriss Mahaman, dal Senegal, nella serie “Black Culture”. Foto di Amanda Leigh Lichtenstein, usata con autorizzazione.

Educare i futuri artisti

Durante la settimana del festival, decine di studenti di Zanzibar hanno girato per lo spazio espositivo con stupore e meraviglia. Per quasi tutti gli studenti che hanno visitato le vicine scuole elementari e secondarie, questa è stata la prima volta che hanno visto l'arte contemporanea nello spazio di una galleria, ha detto Hamad Mbarouk Hamad, direttore del Cultural Arts Center, che è anche un artista professionista e attivo.

“Non esiste alcun tipo di programma per le arti visive nelle nostre scuole”, ha detto Hamad. “Una scuola può avere un club d'arte, ma questo è il massimo. Tutto il resto che un giovane impara sulle arti visive dipende dal proprio percorso – ed è spesso una sfida, come è stato per me”, ha continuato.

Hamad Mbarouk Hamad, artista e direttore del Cultural Arts Center di Stone Town, Zanzibar, conduce un tour dello spettacolo di arti visive “Hapa Hapa Now” per studenti della Kiponda Secondary School, 25 ottobre 2019. Foto di Amanda Leigh Lichtenstein, usata con autorizzazione.

Hamad e il suo team hanno offerto tour e laboratori artistici pratici a gruppi di studenti durante il festival, sperando di ispirare la prossima generazione di artisti e costruire una comunità più forte di artisti visivi a Zanzibar.

“L'arte è la vita, è tutto ciò che facciamo. La tua vita è anche un'opera d'arte! La vita stessa è arte. Ed è una forma di autoanalisi. L'arte richiede un'enorme concentrazione”, ha detto Hamad. La sfida è educare il pubblico più ampio sul valore intrinseco dell'arte come forma di espressione individuale e non solo sul suo potenziale commerciale.

Hamad Mbarouk Hamad spiega una scultura in legno del famoso artista tanzaniano Mwandale Mwanyekwa, noto come “Big Mama”, a un gruppo di studenti della Kiponda Secondary School presso Kukutana / Hifadhi House, Stone Town, Zanzibar, 25 ottobre 2019. Foto di Amanda Leigh Lichtenstein, usata con autorizzazione.

Hamad Mbarouk Hamad spiega una scultura in legno del famoso artista tanzaniano Mwandale Mwanyekwa, noto come “Big Mama”, a un gruppo di studenti della Kiponda Secondary School presso Kukutana / Hifadhi House, Stone Town, Zanzibar, 25 ottobre 2019. Foto di Amanda Leigh Lichtenstein, usata con autorizzazione.

Farhat Shukran Juma, 23 anni, ha sempre saputo di essere attratta dalle arti ma non si è mai resa conto di potercisi dedicare seriamente finché non è incappata ed entrata nel CAC di Stone Town. Ha iniziato a studiare tecniche artistiche con Hamad e oggi Juma dipinge le sue opere astratte e produce saponi naturali da vendere in negozio. Juma ha condotto un seminario sulla carta riciclata durante il festival a un gruppo di 30 studenti.

La strada per diventare un'artista non è stata facile per lei.

“La maggior parte delle persone qui – parlano molto di te, soprattutto se non capiscono cosa stai facendo, o se stai facendo qualcosa di diverso. Non capiscono davvero l'arte astratta”, ha detto, indicando una delle sue opere. “[Molti] non sono istruiti e potrebbero vedere la carta riciclata come ‘sporca’ e chiedersi perché sceglierei questo materiale. Non hanno idea che fare arte abbia i suoi vantaggi”, ha spiegato Juma.

Farhat Shukran Juma, 23 anni, (a sinistra) siede con la sua collega mentre prepara saponi artigianali fatti a mano al Cultural Arts Center di Stone Town, Zanzibar. Juma è un'artista che ha condotto un laboratorio di carta riciclata durante il VAFZ 2019. Foto di Amanda Leigh Lichtenstein, usata con autorizzazione.

I genitori di Juma hanno sostenuto la sua scelta di perseguire le arti, ma l'artista Evarist Chikawe, della Fondazione Vijana Vipaji, ha detto che suo padre ha scoraggiato il suo precoce interesse per il disegno e la pittura.

“Credo di essere nato artista”, ha detto Chikawe. “Mio padre era arrabbiato con me quando mi ha visto disegnare e disegnare e ha distrutto tante delle mie opere d'arte, ma mia sorella – ha visto qualcosa in me e ha iniziato a darmi materiali [artistici] e ad acquistare i miei dipinti”.

Con le lacrime agli occhi, Chikawe ha ricordato come la sua sorella, ora defunta, lo portò a casa del suo primo insegnante nella tarda adolescenza. “Mia sorella è quella che mi ha reso un artista”, ha detto Chikawe, sottolineando come i sostenitori giocano un ruolo fondamentale nel percorso di vita di un artista.

L'artista visivo Evarist Chikawe sta accanto al suo dipinto, “Happy Hour”, durante il Festival delle arti visive inaugurale di Zanzibar, il 25 ottobre 2019.

Per Hamad, che ha lavorato instancabilmente per difendere le arti a Zanzibar, spesso con pochissime risorse, vedere i visitatori del Ministero dell'Istruzione di Zanzibar e del Baraza la Sanaa la Zanzibar (Consiglio delle arti di Zanzibar) alla mostra ha segnalato speranza per il futuro del visual arti nell'arcipelago.

Ma per ora, al di là del ronzio del festival, Hamad torna ogni giorno al CAC come il suo “luogo felice”.

“Non ho tempo per la TV o per sedermi sulla baraza [panchina pubblica]. Vedere i miei studenti ottenere risultati nelle arti mi dà la gioia più grande. Mi dà uno scopo. I giovani hanno bisogno di spazi per parlare, imparare, scambiare idee. Giovani brama la creatività.”

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