chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

Il nuovo governo in Uruguay dà la priorità alla sicurezza a scapito della libertà di espressione?

Foto di Luis Lacalle Pou durante la cerimonia del trasferimento degli incarichi, 1 marzo 2020. Foto di Alan Santos./Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

L'Uruguay, un paese conosciuto a livello regionale per il suo governo di sinistra dal 2005, ha preso una svolta nel 2020. Dopo 15 anni di amministrazione da parte della coalizione organica di forze e partiti di sinistra riuniti nel Fronte Ampio [es, come i link seguenti], il conservatore Luis Lacalle Pou è stato nominato nuovo presidente nel marzo 2020. Con l'arrivo di una coalizione di destra e centro-destra in Uruguay, alcuni mesi dopo, a luglio, il governo ha introdotto la controversa legge di considerazione urgente.

Questa legge cerca di dettare il ritmo di un'agenda incentrata sulla sicurezza pubblica, l'austerità fiscale e i benefici degli investimenti, anche se ciò può avvenire a scapito delle libertà fondamentali e dei diritti ottenuti, secondo alcuni critici. La legge intende riformare una vasta serie di questioni che sono state al centro delle critiche dei governi fronteampisti.

Il progetto presentato dal governo è un progetto omnibus con più di 500 articoli. Non si tratta di una legge ordinaria, ma di un pacchetto di leggi che riguarda più di 30 politiche pubbliche.

L'iniziativa, annunciata nella campagna dall'allora candidato Lacalle Pou, si è insediata nel dibattito, alimentando l'entusiasmo di alcuni e le paure di altri per la profondità e la portata che questi cambiamenti potevano avere. All'inizio la legge prevedeva 501 articoli, ma dopo settimane di trattative tra i partner della coalizione e di obiezioni di incostituzionalità, la versione finale della legge ha ridotto gli articoli da 501 a 476.

Secondo i dati del quotidiano El País, gli omicidi sono aumentati del 46% e le rapine del 53% nel periodo tra il 2014 e il 2019. Negli ultimi anni, a livello di opinione pubblica, la questione della sicurezza è cresciuta e si è consolidata come la principale preoccupazione degli uruguaiani. La situazione è cambiata solo dopo la pandemia, in cui la salute e la disoccupazione hanno cominciato ad assumere posizioni più importanti.

Dopo l'approvazione della legge da parte di entrambe le Camere, il dibattito politico del Fronte Ampio, gruppi come l'Intersocial Feminista e il sindacato dei lavoratori del PIT-CNT hanno organizzato in ottobre una raccolta di firme per chiedere un referendum per l'abrogazione di alcuni articoli della legge di considerazione urgente, soprattutto quelli che danno maggiore discrezionalità alle forze dell'ordine. Per poter procedere con il referendum e fissarne la data, il numero di firme raccolte deve essere pari al 25% delle liste elettorali, cioè quelle di circa 550.000 elettori eleggibili.

In questo quadro, i cambiamenti in materia di sicurezza della controversa legge sono uno dei capisaldi che il governo ha promesso durante la campagna elettorale. Questo equivale a un aumento delle sanzioni per gli adulti e i trasgressori minori e dà maggiori poteri alle forze di stato. Per esempio, secondo la legge, poliziotti e militari in pensione possono portare armi e le autorità possono scoraggiare scioperi e manifestazioni per le strade ed sgomberare le persone che dormono negli spazi pubblici. Questi cambiamenti hanno generato critiche da parte di specialisti e accademici che vedono un modello regressivo nelle nuove politiche di sicurezza pubblica.

Oltre ai cambiamenti evidenziati in materia di sicurezza, la legge prevede anche alcuni cambiamenti relativi all'inclusione finanziaria, all'istruzione, alla salute e all'economia.

L'8 luglio il senato ha approvato il testo definitivo con 18 voti su 31, dopo un dibattito iniziato ufficialmente il 23 aprile, durante le settimane di maggiore incertezza riguardo alla pandemia. Il 24 luglio è entrata in vigore la legge e alcune delle sue disposizioni hanno cominciato ad essere applicate sul piano giudiziario, anche se permangono dubbi tra le forze dell'ordine e alcuni punti non hanno ancora cominciato ad essere applicati concretamente non hanno ancora cominciato ad essere applicati concretamente.

Alla legge si aggiungono critiche locali e internazionali

Le contestazioni alla legge sono raggruppate in due categorie distinte. Le contestazioni alla legge sono raggruppate in due categorie distinte. Da un lato, a livello formale, le voci dell'opposizione hanno criticato il processo per la sua opacità e per le “debolezze costituzionali”, per aver mantenuto il suo carattere di urgenza nonostante l'irruzione del COVID-19 e la fretta dei tempi di approvazione parlamentare – 90 giorni in totale tra le due camere – che non hanno permesso un dibattito approfondito dei temi in questione.

In secondo luogo, la critica si concentra sul contenuto della legge, in particolare su alcune limitazioni sulla libertà di espressione. L'ONG CAinfo (Centro de Archivo y Acceso a la Información Pública) ha pubblicato a maggio un rapporto che mette in discussione sei articoli che garantiscono alla polizia un maggiore potere decisionale per interrompere le proteste pacifiche e per accedere a informazioni private senza un mandato se sospetta un'attività criminale.

Sulla stessa linea, Edison Lanza, relatore speciale per la libertà di espressione della Commissione interamericana per i diritti umani fino allo scorso ottobre, ha inviato una lettera al governo in aprile criticando le limitazioni imposti alla protesta pacifica e rilevando che gli articoli relativi al “diritto all'oblio” potrebbero essere utilizzati come meccanismo indiretto di censura, considerando che gli attori privati potrebbero ottenere l'eliminazione delle informazioni pubblicate su Internet che danneggiano la loro immagine.

Poiché le critiche non hanno portato a grandi cambiamenti nella stesura finale della legge e sono ancora in attesa del voto finale, Edison Lanza ha dichiarato in un forum virtuale organizzato dall'Università della Repubblica nel mese di giugno di essere preoccupato “che l'Uruguay, essendo uno dei pochi paesi della regione che è tra le 20 democrazie complete, metterà a rischio alcune delle libertà con questa riforma”.

Dopo l'approvazione della legge da parte di entrambe le Camere, la Commissione politica del Fronte Ampio, gruppi come l'Intersocial Feminista e il sindacato dei lavoratori del PIT-CNT hanno organizzato in ottobre una raccolta di firme per chiedere un referendum per l'abrogazione di alcuni articoli della legge di considerazione urgente, soprattutto quelli che danno maggiore discrezionalità alle forze dell'ordine. Per poter procedere con il referendum e fissarne la data, il numero di firme raccolte deve essere pari al 25% delle liste elettorali, cioè quelle di circa 550.000 elettori eleggibili.

In ogni caso, la legge di considerazione urgente emerge nel dibattito pubblico come una pietra miliare del cambiamento epocale. Mentre le voci di sostegno al partito al potere lo usano come una risorsa che gli conferisce governabilità e riflette un legittimo cambiamento nella nuova mappa politica, molti nell'opposizione lo vedono come un passo indietro nei progressi che il paese aveva realizzato con il Fronte Ampio.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.