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Sfruttando il potere dei social media, i netizen indiani si sostengono durante la seconda ondata di COVID-19

COVID-19 antigen testing centre Warora, Maharashtra, India. Image via Wikipedia by Ganesh Dhamodkar. CC BY-SA 4.0.

Centro di test di antigeni COVID-19 in Warora, Maharashtra, India. Immagine presa da Wikipedia da Ganesh Dhamodkar. CC BY-SA 4.0.

Dato che ogni stato in India sta avendo difficoltà con una violenta seconda ondata [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] della pandemia da Covid-19, i cittadini sono divenuti una fonte di sostegno uno per l'altro. Il 23 aprile, il numero dei nuovi casi di COVID-19 contavano più di 332,000 in soli 24 ore, i più alti mai registrati nel mondo in un solo giorno; il numero delle vittime al giorno è di 2,263.

Gli stati di Maharashtra, Kerala, Karnataka, Tamil Nadu, Andhra Pradesh, Uttar Pradesh, Delhi e West Bengal sono alcuni dei più colpiti, ma siccome il sistema sanitario si tira indietro di fronte all'aumento della mole di lavoro, i cittadini comuni si sono fatti avanti per aiutare ad alleviare alcune delle sofferenze. Da atti casuali di gentilezza a risposte ben coordinate, gli indiani esprimono la loro solidarietà uno con l'altro, sebbene siano addolorati.

Quando gli ospedali sono costretti a tenere i pazienti COVID-19 in attesa per l'ammissione a causa della mancanza di letti e bombole di ossigeno per uso medico, un Gurdwara (un posto di culto per i Sikh) a Ghaziabad vicino Delhi, ha aperto le sue porte. Gurdwara si è unita a una ONG e ha organizzato un ‘Oxygen Langar’ (un langar è la mensa comunitaria di un tempio di Sikh, che serve pasti gratuiti), per tutti coloro che hanno difficoltà respiratorie. Ai pazienti con problemi respiratori gli è stato dato l'ossigeno fino a quando potevano essere ammessi all'ospedale.

In un momento in cui l'infrastruttura sanitaria del paese è sovraccaricata e l'inaccessibiltà alle cure mediche sta causando paura e panico, vi sono stati molti casi di persone che si sono riuniti per fornire servizi essenziali. Nel mezzo di una crisi, questo tipo di sostegno offre un raggio di speranza — e piattaforme di social media come Twitter, Facebook e WhatsApp, stanno emergendo come alcuni dei canali attraverso i quali le persone stanno chiedendo e offrendo aiuto.

Moubani Sengupta, studentessa di microbiologia da Kolkata, ha contratto la COVID-19 nell'agosto del 2020. Testimoniando la devastazione causata dalla seconda ondata, si prese l'incarico di registrare e postare un video su Facebook, dove lei indicò le misure che possono prendere per dare a loro stessi l'unica possibilità per non farsi contagiare.

Moubani non è sola. Molti gruppi di Facebook – come il COVID-19 Plasma Donor-Recipient Help India Group, dove le persone postano i requisiti per il plasma – stanno agendo come i numeri di emergenza COVID-19 e centri di informazione. La terapia al plasma è uno dei metodi utilizzati attualmente per trattare pazienti contagiati con il coronavirus.  Corona Recovered Warriors offre dei servizi simili, fornendo informazioni e altri tipi di sostegno che i pazienti COVID-19 necessitano.

Twitter è anche diventato un’assistenza telefonica 24 ore su 24 sull'accesso delle cure mediche, come gli internauti da tutta l'India condividono informazioni sulle case di riposo, dottori, ospedali e la disponibilità delle medicine e bombole d'ossigeno. La rinomata giornalista a livello mondiale Rana Ayyub ha affermato:

Il governo indiano dovrebbe prendere lezioni di empatia dal twitter indiano. Twitter è la nuova assistenza telefonica dell'India, i pazienti stanno ricevendo plasma, ossigeno, letti in ospedale, indicazioni per alimenti gratis, tutti stanno dando il loro meglio per contribuire amplificando e facendo prospetti. Grazie A TUTTI

Un utente di Twitter, che ha beneficiato delle informazioni, ha espresso la sua gratitudine:

In un letto normale con l'ossigeno a St Stephens. Molte buone persone mi hanno aiutata a trovare un letto in terapia intensiva. Qualcosa funzionerà. Grazie a tutti per averci aiutato.

A parte i pazienti che richiedono il ricovero in ospedale, ci sono molti che gli è stato consigliato di auto isolarsi facendo la quarantena in casa. In molti casi, famiglie intere sono state contagiate, ma le loro comunità gli hanno aiutate consegnando pasti fatti in casa e gestendo i beni di prima necessità.

Entro il 23 aprile, il governo indiano – citando Information Technology Act, 2000 - ha richiesto che Twitter elimini decine di tweet che sembravano fossero critici della risposta all'epidemia attuale di COVID-19.

Giornalista e attivista dei diritti digitali ha segnalato che Twitter ha concordato e che fino a 52 tweet sono ora inaccessibili agli utenti indiani della piattaforma microblogging:

Twitter ha aderito con le richieste del governo di censurare 52 tweet in gran parte critici della gestione dell'India della pandemia da COVID-19.  Gli account coinvolti sono il membro del Parlamento Revanth Reddy, ministro della Banca Mondiale Moloy Ghatak, l'attore Vineet Kumar Singh, in particolare.

Kenneth Roth, direttore esecutivo dell'Osservatorio dei diritti umani, ha commentato:

L'India ha imparato la lezione sbagliata dalla Cina. La censura sulle minacce per la salute pubblica contribuisce a una risposta disastrosa. Ma ora il governo indiano sta insistendo che Twitter elimini alcuni tweet che criticano la risposta alla pandemia della COVID-19.

Nel frattempo, i gruppi WhatsApp continuano a condividere informazioni sulle cure essenziali per la COVID-19 e offrono 24 ore su 24, servizi di ristorazione su base volontaria in diverse località.

In mezzo al caos dei lamenti delle sirene d'ambulanza e delle false speranze, la risposta degli internauti indiani a quest'ultima ondata della attuale crisi da coronavirus racconta una storia di resilienza umana e compassione, sostenendo che niente è perduto.

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