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Serbia: monitoraggio e violazioni della privacy per utenti Internet?

Il 21 luglio RATEL, Agenzia della Repubblica Serba per le Telecomunicazioni, ha pubblicato sul suo sito ufficiale un Documento di Istruzioni per i Requisiti Tecnici per Sottosistemi, Apparecchiature, Hardware ed installazione di Reti Internet. Questa notizia non giunge inattesa per la comunità di internauti e blogger serbi, che si sono già espressi negativamente sulla misura, dichiarando di non condividerla perchè limiterebbe la privacy degli utenti.

Questo documento di istruzioni definisce i requisiti tecnici per il monitoraggio autorizzato di determinati ambiti delle telecomunicazioni, fornendo una lista di obblighi per gli operatori del settore, che è regolato dalla Legge Costituzionale in articoli specifici.

Secondo l'articolo 55 (Legge sulle Telecomunicazioni), sezione 3, le nuove direttive sono state preparate da RATEL in concerto con gli operatori pubblici e l'ente governativo responsabile del monitoraggio della rete informatica.

La misura comporterà l'implementazione di una forma di sorveglianza molto invasiva, che archivierà ogni forma di comunicazione informatica a uso dell'agenzia nazionale per la sicurezza.

I provider internet sono obbligati a consentire l'accesso ai propri database agli enti governativi, che potranno quindi consultare i dati personali degli utenti, i loro contatti e indirizzi, l'ampiezza di banda usata, nonchè accedere alle caselle di posta elettronica. I provider saranno altresì obbligati a fornire le attrezzature hardware e software necessarie al monitoraggio in tempo reale, alla raccolta e analisi dell'attività internet, alla realizzazione di statistiche, all'intercettazione delle email, del traffico video, audio, dei servizi di messaggistica instantanea (IM), dei network peer-to-peer, al servizio di posta elettronica ed all'inoltro del contenuto delle email presso gli enti governativi responsabili della supervisione. Con software e hardware adeguato, si dovrebbe così ricostruire il traffico e filtrarlo in base a nome e numero di telefono dell'utente, indirizzo IP, indirizzo MAC, nominativo di IM.

Questi requisiti tecnici esposti saranno sempre attivi, e vi si potrà ricorrere quando un ente pubblico o le forze dell'ordine, richiederanno l'accesso ai dati in caso di gravi violazioni o atti criminali. Questo Documento di Istruzione non definisce l'accesso ai dati dei cittadini (pratica proibita nella telecomunicazioni) come violazione della privacy, la quale è tutelata dalla Legge sulle telecomunicazioni e dalla Costituzione serba.

Simili regolamentazioni e vademecum tecnici esistono già in altri Paesi. Dal punto di vista formale, è sicuramente positivo che esistano norme a tutela della privacy ma d'altro canto occorre chiedersi se l'Agenzia della Repubblica Serba per le Telecomunicazioni, l'agenzia per la sicurezza nazionale e i provider sceglieranno, nei fatti, di violare o meno la privacy delle comunità online.

***

Ecco alcune delle reazioni e dei suggerimenti a tutela della privacy provenienti dalla blogosfera serba.

Tamburix, in un post intitolato “Il Grande fratello ti guarda, ti giudica e ti registra” [ser], paragona l'invasione della privacy al Grande Fratello:

L'ultima informativa tecnica emanata dall'Agenzia per le Telecomunicazioni e per l'installazione dell'attrezzatura necessaria alle reti internet serbe, introduce elementi ripresi pari pari dal Grande Fratello, permettendo allo Stato di raccogliere e utilizzare ogni informazione disponibile sulla nostra attività online.

Milan rimanda ad un documento [ser] che mette in risalto gli aspetti positivi di questa direttiva:

Proprio non so cosa pensare. Potrebbe essere una misura positiva… una misura adatta a portare ordine nell'internet serba. D'altro canto, si rischia chiaramente qualche uso improprio. Se qualcuno dovesse approfittarne, allora le conseguenze sarebbero davvero dannose. Censura, spionaggio, chiamatelo come volete.

Rehash blog scrive [ser]:

[…] Leggo molte critiche a questo documento, e concordo con la gran parte di esse. Non posso certo dire che non me l'aspettassi. Anche negli Stati Uniti, nel Regno Unito ed in altri Paesi europei i governi limitano la libertà dei propri cittadini con simili pratiche. Le nostre proteste risolveranno qualcosa? Sono certo di no. Per troppo tempo, i nostri concittadini sono rimasti apatici, e adesso tollererebbero qualsiasi metodo repressivo impiegato dal governo pseudo-democratico (al mio primo anno di studi, i professori mi hanno detto che la democrazia non esiste) […]. E va bene, un sacco di blogger, di fanatici e utenti protesteranno per un pò. Poi tornerà il silenzio. E che faremo dopo?

Il blog Vesic Tehnology commenta [ser] le nuove direttive:

Spia Balcana (titolo di un film) alla maniera di RATEL/BIA
È incredibile vedere come alcune “agenzie” (leggasi: BIA et similia), attraverso le proprie organizzioni-fantoccio, provino ad implementare i più agghiaccianti documenti “tecnici”, che hanno un unico obiettivo: avere il completo controllo sulla nostra vita virtuale.

Costituzione? Legge? Giustizia?

Le avremo, forse, quando invece di agenzie “indipendenti” avremo agenzie davvero indipendenti, e quando il sistema giudiziario e le forze di polizia cominceranno a fare il loro lavoro, e quando i politici […] inizieranno a pensare alle questioni cosiddette “irrilevanti”, come il benessere degli elettori che li hanno messi dove si trovano ora.

Pensate ancora che la notizia importante sia l'arresto di Karadzic? Ripensateci. Lui è solo una persona, mentre noi avremo una “spia balcana” sempre alle calcagna.

Jazzva, studente d'informatica, è critico con questa interpretazione [ser]:

Forse questa direttiva parla di “utenti a caso” proprio per non giungere ad una situazione in cui vengono archiviati solo i dati personali di alcuni utenti in particolare. La Costituzione, poi, regola l'accesso ai dati, che possono essere consultati solamente su ordine di un giudice, o nel caso in cui l'attività violi la sicurezza della Repubblica della Serbia.

Sul blog Personalmag continua il paragone con il Grande Fratello [ser]:

Ciò che sta succedendo oggi è qualcosa che ci saremmo aspettati da un regime totalitario, paradossalmente nel momento in cui abbiamo un governo “democratico” ed europeista. Emanando una direttiva di regolamentazione definita innocentemente “Requisiti Tecnici per Sottosistemi, Apparecchiature, Hardware ed installazione di Reti Internet” […], viene introdotto il controllo totalitario delle comunicazioni elettroniche da parte del Governo.

In calce a quest'ultimo post compaiono due commenti interessanti:

È completamente fuori di testa, eppure dovevamo aspettarcelo. Sapevo che sarebbe accaduto qualcosa di simile, e che sarebbe passato, per usare un modo di dire, “dalla finestra”. Comincerò a crittografare anche i miei pensieri, non soltanto le email. Bisogna reagire a tutto questo! È una violazione intollerabile dei diritti umani fondamentali.

L'altro commento dice:

È’ una catastrofe. A chi ha scritto che si tratta delle stesse regolamentazioni attive nei Paesi occidentali, rispondo che sì, è vero, ma solo in presenza di una mandato dei giudici [per il monitoraggio]. Lì provider sarebbero i primi a reagire alla richiesta di inoltro di traffico e posta elettronica, per di più a proprie spese. Come credete che controlleranno il traffico VoIP (Voice over Internet Protocol) di Skype, che è crittografato? Forse il governo si aspetta che i provider si occupino anche di decodificarlo, per poi servirglierlo su un piatto d'argento? Dobbiamo protestare e rivolgerci alle organizzazioni internazionali che difendono il diritto di parola e la libertà su Internet.

Sasa Bodiroza, studente di Informatica all'Università di Belgrado, sostiene nel suo blog:

La RATEL ha emanato una nuova direttiva [ser] sull'intercettazione del traffico internet. In pratica consente al Governo serbo di spulciare ogni bit delle nostre comunicazioni, incluso il traffico HTTP, VoIP, e-mail e IM. Non che abbia qualcosa da nascondere, ma credo si tratti di un'incredibile violazione della privacy. E non mi piace affatto.

AGGIORNAMENTO: forse ho un pò esagerato nel mio commento. Questa misura legale non dovrebbe invadere la privacy, che in Serbia è protetta dalla Legge sulle Telecomunicazioni e dalla Costituzione. L'intero scopo di questa misura, per come la vedo io, è di amendare l'articolo 55 della Legge sulle Telecomunicazioni.

E più avanti offre suggerimenti su come tutelare la propria privacy:

Poichè a breve termine non riusciremo a modificare questa legge, come minimo dobbiamo difendere la nostra privacy. Possiamo ricorrere alla crittografia per proteggere le nostre comunicazioni. Ecco qui alcune indicazioni pratiche.

Aleksandar Urosevic conclude il suo post [ser] in modo più leggero ricorrendo all'ironia:

Dal libro delle ricette di Urke: domani anche voi, cari lettori, saprete qual'è la mia carta igienica preferita, e quale dito mi metto nel naso. Perchè mai dovrebbe essere solo il governo ad accedere a queste informazioni? Sono convinto che “la gente debba sapere!”

***

Domanda per i lettori di Global Voices: Quali sono le regolamentazioni del vostro Paese? Vi sentite mai spiati o monitorati?

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