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Serbia: attacchi coordinati contro il programma radio liberal ‘Pescanik’

Dopo le critiche a Tadic, oscurata la trasmissione radio, bloccato il sito e data alle fiamme la macchina di una redattrice di Pescanik.

La scorsa settimana il sito web serbo www.pescanik.net [se] è stato oscurato, così come l'omonima trasmissione radio settimanale. Anche la macchina di Svetlana Lukic, una dei due redattori di Pescanik [clessidra, in serbo], è stata distrutta.

Il 28 gennaio Jovana Gec, che scrive per la Associated Press, ha pubblicato questo articolo: “Attentati e oscuramenti contro un programma radio progressista” [In]. Nell'articolo la giornalista parla degli episodi violenti e spiega che il programma settimanale era “molto popolare tra i serbi filo-occidentali” e che tramstteva “interviste con intellettuali progressisti, critici dell'elite conservatrice serba e intransigenti esponenti della Chiesa ortodossa”.

Srdja Popovic, nota avvocato di Belgrado, ha scritto nel suo blog Radna soba [se]:

Per prima cosa, cos'è Pescanik?

Pescanik è una ONG composta da due giornaliste: Svetlana Lukic e Svetlana Vukovic. Sono nove anni che insieme realizzano trasmissioni della durata di novanta minuti: il lavoro è completamente volontario, e le trasmissioni vengono poi affidate a radio B92 [in], che le trasmette ogni settimana, il venerdì, e in replica il sabato. Ogni settimana, il programma viene seguito da circa 350.000-400.000 persone.

Dopo ogni trasmissione, le giornaliste realizzano una trascrizione del programma che viene inserita in una pubblicazione trimestrale, stampata finora in 26.000 copie. I libri vengono venduti a prezzo di costo, o regalati per promuovere la trasmissione. Ci sono state finora 354 puntate di Pescanik, 300 di queste sono già state riversate in DVD, e distribuite in tutto il Paese con le stesse modalità dei libri.

Dall'anno scorso Pescanik aveva un proprio sito web, www.pescanik.net, dove tutti i collaboratori del programma potevano pubblicare articoli su temi politici, in particolar modo su integrazione europea, crimini di guerra, cultura e società. […]

Il programma viene abitualmente aperto dall'editoriale di Svetlana Lukic.

Nell'ultima trasmissione, la trecentocinquantaquattresima, la giornalista ha parlato degli eventi della settimana precedente: in primo piano Boris Tadić [It], Presidente della Repubblica, apparentemente un “intoccabile”. La giornalista ne ha fatto notare i passi falsi:

È stato l'unico al mondo a non aver fatto gli auguri al neo-Presidente Barack Obama;
È responsabile dell'isolamento della Serbia e dell'innalzamento di una nuova “cortina di ferro”;
Negli ultimi sette mesi, vale a dire da quando è in carica, il suo “governo europeista” ha fatto calare nella popolazione il sostegno all'integrazione europea di sei punti percentuali;
Tramite il suo discepolo, il Ministro degli Esteri, ha accusato l'UE di aver posto condizioni speciali per l'ingresso della Serbia (noi vogliamo entrare in Europa, sono loro a non volere noi);
È colpevole di aver usurpato competenze che la Costituzione non gli assegna;
Non ha fatto nulla per sostenere la risoluzione con cui il Parlamento Europeo ha designato l'11 luglio come giornata per le vittime del genocidio di Srebrenica [it];
Grazie alla collaborazione di alcuni componenti di spicco del suo partito (come Dragoljub Micunovic [in]), ha convinto il popolo serbo che la Corte di Giustizia avrebbe escluso ogni responsabilità serba nel genocidio [di Srebrenica].

E alla fine, il miracolo!

A causa di alcuni inspiegabili guasti a diversi trasmettitori, avvenuti durante la trasmissione di venerdì 23 gennaio, e nel corso della replica del 24, molta gente a Vojvodina, a Belgrado e nella Serbia centro-meridionale non ha potuto ascoltare quest'editoriale, nè buona parte della trasmissione.

Biljana Srbljanovic [it], nota drammaturga serba, ha riattivato il suo blog sul sito di radio B92 dove, tra le altre cose, ha pubblicato [se] una lettera scritta da Petar Lukovic [se], redattore del sito e-novine [se], già inviata al Presidente Boris Tadić. Nella missiva, Lukovic scrive:

[…] Ad ogni modo, caro Presidente Tadić, il problema di Pescanik travalica i confini nazionali dei media; l'oscuramento della trasmissione ricorda tanto l'epoca del “noto” Slobodan Milošević [it], quando il compito dei servizi segreti era di controllare, interrompere o oscurare le trasmissioni; oggi, quando lo slogan “Tadić è la Serbia” si è trasformato in dottrina nazionale, nulla mi impedisce di rivolgermi a lei da questo spazio virtuale – e-novine – (che, tra l'altro, lei non legge) per ricordarle alcuni semplici fatti:

Nella trasmissione oscurata l'editoriale di Svetlana Lukic era dedicato a lei, Presidente; il fatto che solo lei, oltre Putin e Hamas, non si sia congratulato con Barack Obama per l'elezione alla Presidenza statunitense, andava commentato, così come il fatto che il sostegno all'integrazione europea sia calato proprio durante il suo “governo europeista”, come le piace definirlo. […]

[…] Ciò che è stato, o eccezionale Presidente, è stato: nessuno ha potuto ascoltare la replica di Pescanik, perchè l'oscuramento ha funzionato alla perfezione. Neppure il sito funziona ancora, perchè ci sono migliaia di hacker al lavoro per impedire che torni online. La cosa più interessante è che possiamo ancora leggere, e non solo su e-novine, ma su tantissimi forum diversi, che dietro quest'azione c'è Boris Tadić. […]

L'utente Condor ha così commentato la notizia [se] sul forum di B92:

[…] Non penso che Tadić abbia ordinato gli attacchi contro il sito, l'oscuramento della trasmissione radio di Pescanik o la distruzione della macchina di Svetlana – credo però che abbia reso queste azioni possibili e plausibili. […]

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