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Israele: Gerusalemme, terzo attentato dell'anno con un bulldozer

La prima volta è sembrato un attentato atipico: un'anomalia fuori dallo spazio e dal tempo. La seconda [in] è stata un incubo. Adesso è successo di nuovo.

Giovedì è giunta la notizia del terzo attacco terroristico con un bulldozer negli ultimi otto mesi. Il conducente, Mir'i Radeideh, ha lanciato il mezzo contro un autobus e una vettura della polizia all'angolo tra Menachem Begin Boulevard e Golomb Street a Gerusalemme. Le fonti del Jerusalem Post sostengono [in] quanto segue:

I testimoni hanno descritto la scena agghiacciante dell'imponente veicolo edile lanciato a tutta velocità sull'autostrada, inseguito da una macchina della polizia, sollevando in aria la pala anteriore cercando di usarla per schiacciare l'autobus.

Sul sito è possibile vedere il video di una telecamera di sicurezza e uno slideshow dell'episodio.

Due poliziotti sono rimasti “lievemente feriti” e numerosi testimoni, compresi molti bambini, sono stati portati all'ospedale in stato di shock. Il conducente è stato colpito a morte.

Radeideh, 26 anni, era sposato e aveva una figlia. Proprietario del bulldozer, risiedeva a Beit-Hanina, Gerusalemme Est, e aveva un passaporto palestinese. La famiglia, interrogata immediatamente dopo l'attentato, sostiene che Radeideh era un uomo molto religioso ma del tutto estraneo al terrorismo. Sua madre ha dichiarato [in] alla televisione israeliana:

Attendiamo il suo ritorno a casa… si interessa solo di religione, non sa cosa siano gli attacchi terroristici, non lo hanno mai interessato.

Un altro familiare ha definito [in] Radeideh “una persona normale che non aveva opinioni estreme.”

Il primo attentato con un bulldozer si è verificato nel luglio 2008 e ha provocato [in] 3 morti e 48 feriti. Entrambi i conducenti erano residenti a Gerusalemme Est.

Non appena diffusasi la notizia, dalla blogosfera israeliana sono arrivate le prime reazioni. David Bogner, blogger che scrive su Treppenwitz, riprende il titolo della BBC “Conducente di un bulldozer ucciso a Gerusalemme” [in] nel post “Through Kefiyah Colored Glasses,” e commenta [in]:

Promemoria agli ebrei residenti in UK: Cosa diavolo state aspettando? Fuggite finché potete!

Jameel su The Muqata fa notare [in] la somiglianza nel modo in cui si sono conclusi i diversi attacchi.

Questo è il terzo attentato terroristico avvenuto a Gerusalemme quest'anno, poi c'è stata un'auto colpita vicino Jaffa street e l'attacco terroristico di Merkaz Harav [vedi link sotto]. In tutti questi casi, i civili hanno avuto un ruolo attivo nel neutralizzare il terrorista.

Yael di Aliyah! Step-By-Step ha seguito l'evolversi della vicenda. La blogger sostiene [in] che il conducente del bulldozer sia stato ostacolato da un palo dell'elettricità che ne impediva l'avanzata. Apparentemente, la sua morte va imputata a un tassista, il quale ha sparato il primo colpo per rallentarne la corsa. (Le prime notizie divergono su questo particolare; a breve avremo informazioni più precise).

Yael scrive:

Ascolto la radio ogni cinque secondi e i particolari dell'attacco avvenuto un'ora fa cambiano di continuo… Il trattore avrebbe cercato di colpire l'autobus che non era vuoto, bensì pieno di ragazzine vestite per il Purim [it] [vedi link sotto] che andavano all'ospedale Hadassah per intrattenere i pazienti in occasione della festività.

Fortunatamente per le bambine, un palo della luce caduto a terra ha impedito al mezzo di impattare contro l'autobus. Il palo ha assicurato alle scolare il tempo necessario per mettersi in salvo. Haim Weinrot, comandante dell'operazione ZAKA, ha dichiarato che “le ragazzine erano isteriche. Hanno visto l'enorme pala dirigersi verso di loro e la morte avvicinarsi, ma sono state salvate all'ultimo minuto dal palo della luce”. Molti bambini sono stati portati all'ospedale in stato di shock.

In risposta a questo terzo attentato, la polizia sta studiando i registri dei conducenti e proprietari di bulldozer nella circoscrizione di Gerusalemme. “Si tratta di un tipo di attentato che non possiamo certo prevenire,” ha dichiarato [in] un agente.

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