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Panama: novembre, il mese delle celebrazioni nazionali

Bandiera di Panama

Stelle e quadranti. Foto di Laura, da Flickr su Licenza Creative Commons non-Commercial-non Derivs 2.0 Generic.

In questo mese di novembre a Panama si celebrano i momenti più significativi della storia del Paese, in particolare nelle giornate del 3, 4, 5, 10 e 28. Per l'occasione, Panama si veste di rosso, bianco e blu; per le strade si sentono suonare i tamburi e ci si sveglia al ritmo delle Dianas [es, come tutti gli altri link] – forma musicale che per tradizione viene suonata all'alba da bande di studenti o di vigili del fuoco. Anche i blogger manifestano in questo periodo apprezzamenti e amore per il Paese, il senso della propria identità e cosa significhi costruire una nazione.

Contrapunto è un blog collettivo assai attivo, e i suoi autori hanno pubblicato diversi post sui festeggiamenti. A partire dal 3 novembre, giorno in cui si festeggia l'indipendenza dalla Colombia, Ariel Moreno – autore di Global Voices – racconta come questa sia una parte della storia di Panama ancora poco chiara; come sempre nella Storia, esistono interpretazioni diverse, in questo caso quella colombiana e quella panamense. Ariel sottolinea che, a distanza di 107 anni, a Panama si celebra:

la oportunidad que tenemos de ser un país independiente, una nación joven que lentamente sigue forjando su futuro. Ojala que dentro de ciento siete años más el porvenir haya dejado de ser una palabra para los eslóganes de campaña política y sea una realidad y podamos ver hacía nuestra historia con la frente en alto porque hemos justificado nuestra razón de ser un país, nuestra razón de ser Panamá.

l’opportunità di diventare un Paese indipendente, una nazione giovane che va lentamente costruendo il proprio futuro. Speriamo che fra altri 107 anni la parola futuro non sia più usata solo negli slogan delle campagne politiche ma che sia divenuta realtà: così potremo guardare la nostra storia a testa alta perché avremo giustificato la nostra intenzione di essere una nazione, la nostra volontà di essere Panama.

Milciades Pinzón Rodríguez, nel suo blog Sociología de Azuero, scrive che sin dall'inizio due Paesi si unirono in un'unica Panama:

De una parte el Panamá Transitista que respondía a interés foráneos, expresado en el eje colonial de Nombre de Dios-Portobelo-Panamá y, esa otra parte que por algún motivo se denominó el Interior Panameño; vale decir, las circunscripciones administrativas ubicadas al oeste de la Ciudad de Panamá, a las que debemos añadir, el Darién histórico, hacia el este.
Plantear la situación ístmica de esta manera supone reconocer implícitamente la existencia de dos mentalidades. La una mercurial, directamente dependiente de la economía mundial y, la otra, menos cosmopolita, más rural y forjadora del alma cultural del panameño; la que tendrá que cargar con la cultura nacional, material e inmaterial, que a la postre forjará la panameñidad.

Da un lato c'era la Panama di transizione che rispondeva agli interessi stranieri, rappresentata dal centro coloniale di Nombre de Dios- Portobelo – Panama e, dall'altro lato, quella parte che per qualche motivo venne denominata territorio interno di Panama, composta dalle regioni amministrative situate a ovest della città di Panama, alle quali va aggiunto l'area storica del Darién a est.

Per spiegare la situazione dell'istmo in quest'ottica occore riconoscere l’esistenza di due mentalità diverse. La prima, più attiva, collegata all’economia globale e la seconda, meno cosmopolita e più rurale, che ha saputo forgiare l’anima della cultura panamense; quella che dovrebbe farsi portatrice della cultura nazionale, materiale e immateriale, e che alla fine saprà definire la panameñidad, l'identità di Panama.

L’autore fa riferimento alla storia non solo per descrivere le differenze tra la Panama di transizione e la Panama dell'interno, ma anche per spiegare l’ambivalenza e il miscuglio di culture e interessi che caratterizzano oggi i cittadini e le sfide che si trovano ad affrontare.

L'anno scorso, Yohel Amat, sul suo blog Así es mi País, aveva espresso le sensazioni provate nell'assistere ai festeggiamenti e aveva descritto come sia cambiato nel corso degli anni il significato di ciò che rappresenta la Patria:

Solamente el paso del tiempo y la madurez que viene con él me han enseñado que la Patria es algo más que cantar el Himno los Lunes en el patio del colegio.
La Patria es ese sentimiento de pertenencia; de arraigo; de satisfacción de saber que no vagamos cual seres ingrávidos por el éter, a diferencia de muchos que han tenido que abandonar la tierra que los vio nacer.

Solo il passare degli anni e la maturità mi hanno insegnato che la Patria è qualcosa che va oltre il semplice fatto di cantare l’inno nazionale tutti i lunedì nel cortile della scuola.
La Patria è un sentimento di appartenenza, di radicamento, di soddisfazione data dalla consapevolezza che non dobbiamo sentirci soli come quanti hanno dovuto lasciare il Paese in cui sono nati.

Yohel elenca inoltre tutto ciò che, secondo lui, viene rappresentato dalla Patria: oltre al senso di appartenenza, Yohel aggiunge che la Patria è costituita dai nostri figli, è la nostra responsabilità verso l’ambiente, la nostra capacità di superare gli ostacoli e contribuire al bene del Paese, è l’amore verso nostra madre e il rispetto per gli altri, e altre cose ancora.

Alcuni blogger fanno riferimento anche a fonti letterarie per descrivere tutto ciò che contribuisce a rendere Panama un posto speciale. Nelva Arauz Reyes, nel blog Escritores de la Libertad, scrive di una leggenda secondo la quale l’architetto del mondo avrebbe dato al Paese quelle caratteristiche che lo rendono unico:

El ingenio del arquitecto no tuvo límites y creó todo lo necesario para que aquel lugar fuera realmente privilegiado y gozara de un toque de magia que pudiese enamorar a todo aquel que pisara su suelo, de modo que existieran no una, sino muchas razones para que quien lo conociera lo llevara siempre en su memoria y quien naciera allí no le quedaran ganas de irse.

L’ingegno infinito dell’architetto non ha avuto limiti e ha creato tutto ciò che era necessario per rendere il Paese un luogo privilegiato, donandogli un po’ di quella magia che incanta tutti coloro che mettono piede sul suo territorio: sono quindi molti i motivi per portarlo nel cuore e, per coloro che sono nati lì, non desiderare mai di andarsene.

Senza dubbio, in questi giorni Panama è stata oggetto di riflessione per i suoi abitanti. Ognuno è entrato in contatto con la realtà del Paese a modo suo, affrontando sia i suoi aspetti positivi che quelli negativi; tutti preoccupandosi di ciò che è stato, di ciò che è e soprattutto di ciò che sarà il futuro del Paese.

Tornando a Contrapunto, Ariel scrive:

Creo que el verdadero patriotismo radica en reconocer el balance que hace a mi país ser mi país. No es su perfección, no son sólo las cosas buenas, son también aquellas cosas que nos molestan e inclusive la que nos avergüenzan.

Credo che il vero patriottismo si radichi nella consapevolezza dell’equilibrio che fa della mia nazione la mia patria. Ciò non significa considerarne solo gli aspetti positivi, ma anche tutto ciò che non va bene e che vorremmo migliorare.

Su Así es mi País, Yohel Amat esprime ciò che molti sentono nei confronti della propria Patria con grande orgoglio:

Patria es nunca perder ese sentimiento de que hemos venido a éste mundo a cumplir un propósito; a llenar un vacío; a cumplir con una misión, pero siempre sin olvidar y sin dejar de agradecer el privilegio de haber nacido en la tierra mas hermosa de nuestro planeta: ¡Panamá!

Patria significa non dimenticare mai che siamo venuti al mondo per uno scopo; per riempire un vuoto, per compiere una missione, dovendoci però sempre ricordare di ringraziare per essere nati nel posto più bello del pianeta: Panama!

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