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Libia-Italia: commenti e rilanci online sulla “Berlusconi connection”

Mentre si fanno di ora in ora più drammatiche le notizie in arrivo dalla Libia, sono in parecchi a concentrarsi sulle relazioni recentemente sempre più strette tra Gheddafi e governo italiano, anche sull'onda delle note vicende storiche tra i due Paesi. Emerge in particolare la “Berlusconi connection”. Ne parla a più riprese anche Al Jazeera TV, con vari servizi del corrispondente da Roma sull'iniziale presa di distanza del governo italiano, nonché sulle manifestazioni di cittadini libici davanti all'ambasciata romana.

Ovviamente abbondano ora i rilanci online in tutte le salse e da parte di netizen non solo italiani. Ecco una panoramica di commenti e materiali condivisi via Internet in queste ore.

Su Twitter, l'hashtag #berlusconi va davvero forte, con centinaia di messaggi al minuto in ogni lingua, tra cui i seguenti:

tweets sulla berlusconi connection

tweets sulla berlusconi connection

I ‘tweet’ più recenti non mancano di segnalare anche la dichiarazione di poco fa, in cui il Primo Ministro sembra finalmente volersi esporre parlando di “violenze inaccettabili in Libia”:

Tweets sulla berlusconi connection

Rilanciato alla grande un pò ovunque, va schizzando alle stelle (e viene rivistato variamente) su YouTube il filmato del baciamano di Berlusconi a Gheddafi, durante il vertice della Lega Araba del marzo 2010:

Altri filmati assai gettonati sono quelli in cui il capo del governo sostiene che “Tutti devono rallegrarsi dell'amicizia con la Libia” (agosto 2010) e che “Gheddafi è un leader di grande saggezza” (giugno 2009).

Intanto, a conferma dell'estrema vicinanza recente tra i due Paesi, si ricostruisce la storia degli otto incontri Berlusconi-Gheddafi in tre anni e, sul piano più commerciale, Indymedia Lombardia diffonde un puntuale dossier: Tutti gli affari sull’asse Italia-Libia, in cui si spiega fra l'altro:

…se da un lato l’Italia importa principalmente petrolio e gas naturale (2 miliardi di euro nel primo trimestre 2010), dall’altro vende soprattutto prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e macchinari e attrezzature utili ad estrarre e lavorare queste materie prime. Il mercato dell’export è trainato dalla nostra industria pesante che, da gennaio a marzo 2010, tra macchinari generali e speciali, ha fatturato circa 85 milioni euro, mentre è di 53 milioni il ricavato derivante dall’export di autoveicoli, navi e imbarcazioni. La Camera di Commercio Italo-Libica di Roma, attraverso cui passano buona parte delle esportazioni verso la Libia, da gennaio a settembre 2009 ha registrato 2.627 fatture, per un valore di più di 357 milioni di euro di export, più di un terzo dei quali nel settore impiantistica e macchinari.

In un post intitolato “Libia: Morte a Berlusconi” sul blog Mazzetta insiste sulla questione degli interessi finanziari in gioco:

Non si difendono gli interessi dell'Italia spalleggiando dittatori in disgrazia e manifestando loro amicizia e stima anche quando già sono fuggiti con infamia dal loro paese. Non si difendono gli interessi dell'Italia spalleggiando dei folli che mandano gli aerei a bombardare le manifestazioni, ancora meno quando sono perdenti.

Paolo Brogi segnala un regalo sui generis di Berlusconi a Gheddafi: l'Ansaldo Ic4, “un treno di lusso per la Libia“, avvenuto in occasione della prima “Giornata dell’amicizia tra il popolo italiano e il popolo libico” dello scorso agosto:

Il colonnello avrebbe infatti l’intenzione di realizzare una tratta ferroviaria superveloce non soltanto tra la capitale e Bengasi, ma per collegare l’intera zona costiera del Paese magrebino, da affiancare a una lunga autostrada che andrebbe dall’Algeria fino all’Egitto, sognando le Repubbliche arabe unite.
….
Il design, studiato in collaborazione con Pininfarina, offre ai passeggeri un ambiente gradevole e di elevato comfort. Le dotazioni del treno comprendono, tra l’altro, aria condizionata, impianti per le informazioni audio-video al pubblico e display per i posti prenotati, oltre a sedili reclinabili dotati di impianto per la diffusione sonora.

Altra notizia che trova parecchia eco online è l'affermazione di Berlusconi di non voler disturbare l'amico Gheddaf in questo momento delicato:

….spiega di non aver sentito il suo amico Gheddafi per non “disturbarlo” in un momento così delicato. “Siamo preoccupati – dice il premier ai giornalisti – per tutto quello che sta accadendo lì in tutta l'area”.

Lo stesso vale per quella del Ministro degli Esteri, il quale si augura “una transizione pacifica in Libia“, a cui commenta così Claudio Messora sul blog ByoBlu:

In modo pacifico? E’ riuscito a superare perfino se stesso, quando disse: “Spero che Mubarak continui a governare con lungimiranza e saggezza.”

Su Facebook, diversi i gruppi attivi sulla questione. In particolare, si rilanciano ancora materiali sulla “complicità” tra di due uomini politici e si invita Berlusconi a prendere posizione sulle conseguenze degli accordi con Geddafi, con annesso filmato sulla tragica fine degli immigrati espulsi dalla Libia (gennaio 2010).

Dulcis in fundo, non mancano certo le testimonianze ironiche di varia natura: una per tutte, questa vignetta davvero significativa ripresa da Il Peggio: “blog satirico che si lascia ispirare dalla politica italiana e tutto il mondo che essa muove, peggiorandolo.”

dal blog satirico "Il Peggio"

Elena Intra ha contribuito alla stesura di questo post

Questo post fa parte dello speciale di GVO sulle rivolte in Libia, in inglese e in italiano.

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