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Messico: in memoria delle donne di Ciudad Juárez

Con oltre 3.100 omicidi registrati nel 2010 [en], una media di 9 al giorno, Ciudad Juárez [it] è considerata la città più violenta del Messico. Le donne non sono immuni a questa violenza, e casi di femminicidi commessi anni fa rimangono ancora irrisolti.

Ni una más' campagna anti-femminicidio, Ciudad Juárez, Messico. ripresa da Flickr con licenza Creative Commons BY-ND 2.0.

'Ni una más', campagna anti-femminicidio a Ciudad Juárez, Messco. Immagine di jrsnchzhrs, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons BY-ND 2.0.

Il blog “Fuerzas Colosales” descrive la situazione attuale [es, come tutti gli altri link, eccetto ove segnalato] a Ciudad Juárez:

Ciudad Juárez es una ciudad fronteriza, bien al norte de México, que limita con El Paso, Texas. Es un enclave estratégico para el tráfico de drogas y humanos y, como tal, ha sufrido una escalada de violencia sin parangón que hoy por hoy tiene a la población entera completamente aterrorizada. Estamos, sin duda alguna, ante un caso de emergencia humanitaria.

Ciudad Juarez è una città di frontiera, situata nel nord del Messico, al confine con El Paso, Texas. Si trova in una posizione strategica per il traffico di droga e di essere umani e, proprio per questo, ha subito un escalation di violenza ineguagliabile, che ha completamente terrorizzato l'intera popolazione. Siamo, senza dubbio, di fronte a un'emergenza umanitaria.

La giornalista Judith Torrea, da più di dieci anni scrive dal confine tra Messico e Stati Uniti. Si è concentrata sulla violenza verso le donne e sul traffico di droga. Nel suo blog Ciudad Juárez, en la sombra del narcotráfico parla dei femminicidi avvenuti nella città:

Cada inicio del año -desde que la ciudad se vistió de cruces rosas en protesta por las muertes y desapariciones de mujeres denunciadas en una lista, desde 1993, por la pionera activista contra el feminicidio Esther Chávez Cano, ya fallecida- regresan a esta cruz.

Y en papelitos escriben los nombres de las mujeres que los atan a los enormes clavos que surgen de la cruz Ni una más: el lema que, al parecer, la poeta Susana Chávez, de 36 años, creó y alzó hasta que la asesinaron el miércoles, cortándole la mano, según la Red Mesa de Mujeres. Asesinada a pesar de que la Fiscalía General del Estado no ha revelado su nombre y muchos hoy desconocen que ha sido asesinada.

All'inizio di ogni anno -da quando la città si è ricoperta di croci rosa per protesta contro le morti e le scomparse delle donne denunciate in una lista creata nel 1993 dalla pionieristica attivista contro il femminicidio Esther Chavez Cano, ora deceduta- ritornano a questa croce [riprodotta nell'immagine sopra riportata].

E scrivono i nomi di queste donne su pezzetti di carta che poi legano agli enormi chiodi che spuntano sulla croce. Il motto Ni una más (Non una di più) è stato creato e promosso dalla poetessa Susana Chavez, 36 anni, fino a quando è stata uccisa – a inizio gennaio, subendo inoltre il taglio della mano, secondo la Red Mesa de Mujeres. E’ stata assassinata, anche se l'Ufficio del Procuratore Generale non ha ancora rivelato il suo nome e molti ancora non sanno che è stata uccisa.

Su Women and Foreign Policy, [en] Cordelia Rizzo menziona due casi particolari:

Marisela Escobedo, che stava combattendo per portare a giudizio l'assassino di sua figlia, è stata inseguita e poi uccisa da un colpo di pistola in pieno giorno di fronte all'ufficio del governatore, dove stava guidando una protesta. Meno di un mese dopo, Susana Chávez, la poetessa che ha creato il motto “Ni una más” (Non una di più), è stata torturata, uccisa e lasciata per strada con una mano tagliata.

Rizzo riflette sulle storie di coraggio di queste due donne, Chavez ed Escobedo:

Queste donne si sono comportate in modo coraggioso nonostante fossero state abbandonate dallo Stato. Sono diventate il simbolo sia della responsabilità dei cittadini sia dei pericoli che si affrontano alzando la voce contro il potere. Avevano a che fare con i problemi più urgenti che il Messico deve affrontare, perchè hanno subito direttamente l'arretratezza nella necessaria trasformazione dei comportamenti generali verso le donne, e la continua noncuranza dello Stato verso la classe operaia. Entrambe hanno denunciato questi probemi con veemenza e il più apertamente possibile.

Infine parla del futuro dell'attivismo guidato dalle donne [en] in Messico:

A seguito di questi omicidi, ora le donne dimostranti coprono il proprio viso, sia per proteggere sé stesse sia per rappresentare l'umiliazione che le vittime, le loro figlie e amiche, hanno subito. Il futuro dell'attivismo in Messico è triste: solo pochi giorni fa, hanno bruciato la casa di Malú García Andrade, che dirige l'ONG Nuestras Hijas de Regreso a Casa, mentre la donna si trovava ad una manifestazione.

In Messico si sono tenuti numerosi eventi per celebrare la Giornata Internazionale delle Donne l'8 marzo scorso, inclusa l'inaugurazione del primo museo dedicato alle donne in questo Paese.

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