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Egitto: preparativi per un ‘secondo giro di rivoluzione'?

In Egitto non si è dormito la notte del 26 maggio scorso, in preparazione al ‘Secondo Giorno di Rabbia’. Dopo la caduta di Mubarak, le proteste sono proseguite con forza — eppure sembra evidente che gran parte delle richieste emerse dall'inizio delle manifetsazioni del 25 gennaio non sono state ancora messe in atto. I passi da lumaca con i quali procedono il Consiglio Supremo delle Forze Armate (SCAF) e il Consiglio dei Ministri non sono al livello delle promesse, fatte in precedenza, di affermare la rivoluzione e le sue legittime rivendicazioni. Da qui l'appello per un secondo ‘Giorno di Rabbia’, tenutosi venerdì scorso 27 maggio, sempre in piazza Tahrir al Cairo.

Un poster per convocare la Seconda Rivoluzione del 27 maggio, di Mostapha Abdel Latif.

Un poster per convocare la Seconda Rivoluzione del 27 maggio, di Mostapha Abdel Latif.

Sebbene queste richieste rappresentino l'essenza profonda della rivolta egiziana, la convocazione di tale manifestazione, con l'obiettivo di portare in piazza un milione di persone, non ha trovato troppo consenso né tra cittadini, che invece invocano da tempo la stabilità, né tra partiti politici, con i Fratelli Musulmani che hanno annunciato l'assenza dall'evento.

Tuttavia la decisione dei leader di questi ultimi non ha influito sui giovani dello stesso movimento, che hanno invece deciso di partecipare alla “Seconda Rivoluzione”, così come hanno fatto con la prima del 25 gennaio.

Ąhmed El Mąssry scrive [en] su Twitter:

La Fratellanza è divisa sulle proteste di venerdì prossimo almasryalyoum.com/en/node/452783 [en] #MB #may27 e #25jan la storia si ripete

Nel frattempo, molti hanno promesso di esserci. Mostafa El Attar nota [ar] quanto segue:

إحساسي أن غدا سيكون مولد جديد للثورة..و سيتعلم كل من رفض المشاركة درسا جديدا في التاريخ. #may27 #egypt #tahrir #jan25 #noscaf #MB #salafi
Ho la sensazione che domani sarà un momento di rinascita per la rivoluzione..e tutti quelli che non hanno voluto partecipare impareranno una lezione di storia.

Come era già avvenuto anche nelle precedenti manifestazioni, non sono mancate certe voci online.

Mai Khalil riferisce [en]:

L'ultimissima: gli abitanti del quartiere di Maadi si consigliano l'un l'altro di andare al Bancomat e di ritirare tutti i soldi che possono: cosa intendono dire?

Anche le giornate di preparazione alla manifestazione non sono passate via del tutto liscie, visto che alcuni attivisti sono stati arrestati.

Ganzeer, Aida ElKashef , e NadimX sono stati arrestati la mattina del 26 maggio per aver pubblicato un poster [ar] che offende la polizia. Sono stati rilasciati nel corso della giornata.

Mentre costoro venivano fermati e poi rilasciati al Cairo, sembra che sette attivisti di Suez siano stati arrestati [ar] mentre si preparavano per andare alla manifestazione, ma non vi sono ancora notizie del loro rilascio.

Con una mossa davvero inaspettata, il Consiglio Supremo delle Forze Armate (SCAF) ha emesso il suo 58mo Comunicato [ar] per informare che, nonostante il sostegno al diritto di protestare pacificamente, le forze armate non verranno dispiegate presso i luoghi della protesta durante il Secondo Giorno di Rabbia, quindi i giovani rivoluzionari dovranno proteggere da soli la piazza e i presenti.

Sia gli attivisti che i manifestanti sembrano comunque preoccuparsi di uno dei loro maggiori più nemici, la torrida estate egiziana, offrendo diversi consigli al riguardo.

Nada Amin mette in guardia [en]:

@Gsquare86 vestitevi di bianco, portate un cappello, occhiali da sole, bevete litri d'acqua e succhi di frutta, mangiate prima di uscire. Portatevi sempre una bottiglia d'acqua dietro!

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