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Egitto: ancora un caso di morte a seguito di tortura

Mentre gli egiziani continuano ritrovarsi in Piazza Tahrir, al Cairo, per “reclamare la loro rivoluzione” [ar, come tutti i link tranne ove diversamente segnalato], scioccanti notizie continuano a ricordare che la rivoluzione è tutt'altro che finita.

Il centro Al Nadeem [en] per la riabilitazione delle vittime della violenza, ha annunciato sulla sua pagina Facebook:

come punizione per aver introdotto di nascosto una carta sim nella sua cella dentro il carcere di Turah, Essam Ali Atta, condannato a due anni da un tribunale militare il 25 febbraio, è stato brutalmente torturato mediante l'inserimento di tubi d'acqua nella bocca e nell'ano. In seguito è stato trasportato, senza che i genitori fossero a conoscenza di nulla, all'ospedale Qasr El Eini dove è deceduto

La pagina Facebook del famoso martire egiziano Khaled Said ha pubblicato una foto del corpo di Atta e numerose dichiarazioni che affermavano come la morte fosse stata la conseguenza delle torture fisiche.

La notizia della scioccante morte di Atta ha causato scalpore e proteste tra i social media, in particolare su Twitter gli utenti hanno seguito con ansia gli aggiornamenti dell'avvocato Malek Adly dopo che questi si è offerto di dare supporto legale alla famiglia della vittima.

Adly racconta delle condizioni in cui ha trovato il cadavere di Essam Atta:

أنا شفت جثمان عصام الله يرحمه مفيهوش إصابات بس هدومه متقطعه وبيجيب مياه من فتحات جسمه
@malekadly: Ho visto il cadavere di Essam Atta. Non si vedevano lesioni ma i vestiti erano strappati e del liquido fuoriusciva da ogni orifizio del corpo.

Continua più tardi comunicando che la causa ufficiale della sua morte è stato:

قئ دموي حاد أدي لهبوط حاد ف الدوره الدمويه وتوقف عضلة القلب نتيجة تسمم غير معروف..دا الثابت ف المحضر 5537 إداري مصر القديمه
@malekadly: l'aver vomitato sangue, cosa che ha portato a un blocco circolatorio e conseguente arresto cardiaco come conseguenza di uno sconosciuto avvelenamento. Questo è ciò che è scritto nel rapporto n.5537 del distretto di polizia di Misr Al Qadima

I tweet di Adly hanno portato alcuni tweep come Adel Salib e Peter Ramzy ad andare fino all'obitorio di Zeinhom per manifestare il proprio sostegno alla famiglia di Atta.

L'attivista Mona Saif, coordinatrice del gruppo “No ai Processi Militari per i Civili”, ha fornito ulteriori informazioni sul caso Atta:

Essam Ali Atta, 23 anni, era stato condannato a due anni da un tribunale militare. Volevamo appellarci a questa sentenza ma è morto oggi a causa di torture.

Le reazioni su Twitter sono state soprattutto di rabbia e frustrazione; alcuni tweep hanno creato l'hashtag #EssamAtta per manifestare la propria frustrazione per il fatto che la tortura sistematica esista ancora nell'Egitto del post-rivoluzione.

L'episodio è avvenuto due giorni dopo la chiusura del caso di Khaled Said [en], che ha portato alla condanna a diciassette anni di carcere per l'informatore e il poliziotto responsabili della sua morte. Il verdetto era stato visto da molti come “troppo clemente” e si rimproverava al sistema giudiziario di aver trattato un caso di omicidio per percosse come omicidio di secondo grado anziché di primo.

Sembra montare la frustrazione sull'operato della giunta militare che governa provvisoriamente il Paese — secondo alcuni si potrebbe addirittura arrivare allo scontro.

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