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Guatemala: arrestati tre generali per il genocidio delle comunità Maya negli anni '80

I tribunali guatemaltechi stanno per affrontare un compito finora senza precedenti nel Paese: dare inizio ai processi per genocidio. Dopo tre decenni di tentativi infruttuosi di processare l'esercito, sono stati finalmente arrestati tre generali, accusati di genocidio e di altri crimini di guerra contro la popolazione Maya Ixil [en, come per tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato] nel biennio 1982-83, quando furono compiuti massacri e interi villaggi vennero distrutti. Ci si aspetta che il numero degli arresti aumenti.

L'ex generale Hector Lopez Fuentes è stato il primo ad essere arrestato per i reati di genocidio in Guatemala.  Al suo arresto è seguita la detenzione di José Mauricio Rodríguez Sánchez, attualmente in prigione, e di Oscar Mejía Victores, che rimarrà agli arresti in ospedale finchè i controlli medici non accerteranno che sia nelle condizioni di affrontare il processo, come racconta Mike nel blog Central American Politics.

Nella foto il luogo in cui sono stati compiuti i massacri a Triangulo Ixil, Quiche, Guatemala. Foto di Renata Avila, di pubblico dominio.

Nella foto il luogo in cui sono stati compiuti i massacri a Triangulo Ixil, Quiche, Guatemala. Foto di Renata Avila, di pubblico dominio.

Secondo la denuncia del 1999 della Comisión para el Esclarecimiento Histórico [es]:

La percezione dell'esercito che vedeva nei Maya i naturali alleati della guerriglia non ha fatto altro che aumentare e aggravare le violazioni dei diritti umani perpetrate contro di loro, mettendo in luce una componente di aggressivo razzismo di estrema crudeltà che ha portato allo sterminio in massa di comunità Maya indifese, bambini, donne e anziani inclusi, con metodi la cui crudeltà ha oltraggiato la coscienza del mondo civilizzato.

Il blog NISGUA racconta:

I membri dell'esercito con mandato di cattura facevano parte del ministero della Difesa del governo militare del generale Efraín Ríos Montt e parteciparono attivamente alla progettazione del genocidio contro la popolazione Maya Ixil attraverso il Plan Victoria 82. In quell'epoca hanno avuto un ruolo determinante nella messa in atto di crimini contro l'umanità e genocidio.

Efraín Rios Montt [it], l'ex dittatore e attuale membro del parlamento guatemalteco, non è stato rieletto e perderà l'immunità il 14 gennaio 2012, quando terminerà il suo mandato.

Maria Toj, una sopravvissuta del genocidio che rivendica giustizia.  Foto di Renata Avila, di pubblico dominio.

Maria Toj, una sopravvissuta del genocidio che rivendica giustizia. Foto di Renata Avila, di pubblico dominio.

Come spiega il blog Unredacted, è probabile che i documenti ufficiali adesso consultabili dei governi sia guatemalteco che degli Stati Uniti saranno usati come prove:

Nel 2009, il National Security Archive ha introdotto il Plan Sofía.

Uno dei documenti fondamentali associati al Plan Sofía [it] è un telegramma del Capo di stato maggiore dell'esercito López Fuentes al comandante delle forze speciali delle brigate di aviazione, in cui ordinava di dare inizio al Plan Sofía nella regione di Ixil del Quiché.

L'attacco della controinsurrezione ha causato la cacciata di centinaia di Maya e ha lasciato un numero enorme di morti in seguito all'intervento dei soldati che hanno distrutto i villaggi, bruciato le case e ammazzato il bestiame. (Si possono consultare i resoconti dei testimoni sopravvissuti e maggiori informazioni sui processi dei tribunali spagnoli qui.)

International Law Girls sottolinea l'importanza di questi processi per il sistema giudiziario guatemalteco :

La legge del Guatemala permette numerosi ritardi in casi criminali dato che le misure cautelari si sviluppano lungo un lento processo d'appello. Molte persone coinvolte nelle campagne genocide degli anni '80 ricoprono ancora posizioni di potere, come nel caso del candidato favorito alle presidenziali, Otto Perez Molina. Se dovesse andare avanti, il processo segnerebbe un passo fondamentale nella lotta contro l'impunità al pari di quello contro Fujimori, l'ex presidente del Perù.

Mentre le famiglie delle vittime, che stanno seguendo [es] da vicino i processi, gioiscono [es] alla notizia degli arresti, alcuni cittadini si oppongono con forza ai processi contro membri dell'esercito, sostenendo che il paese dovrebbe lavorare per risolvere l'attuale ondata di violenza e che l'obiettivo dovrebbe essere il perdono e la riconcilazione.

Altri affermano che anche i membri della guerriglia andrebbero processati e che l'amnistia non dovrebbe togliere loro la responsabilità e la complicità nei crimini contro i civili [es], sebbene una Commissione per la verità abbia dimostrato che la guerriglia ha preso parte a un  3% dei crimini, come sostiene Central American Politics nel post “Why not prosecute guerrillas?”.

L'amnistia non è applicabile per i crimini internazionali, tra cui il genocidio, la tortura e le sparizioni forzate. La lotta per la giustizia in Guatemala è uno sforzo eroico: meno del 5% dei casi viene processato ogni anno. Sembra che finalmente, decenni dopo i primi sforzi da parte delle associazioni delle vittime per le famiglie sopravvissute alla guerra, sarà possibile avere giustizia.

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