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Arabia Saudita: sostegno online al prigioniero politico Shaikh Yusuf Al-Ahmad

I netizen sauditi si sono ritrovati su Twitter per denunciare la difficile situazione del prigioniero politico Shaikh Yusuf Al-Ahmad. In pochi giorni la grande quantità di tweet ha trasformato il caso di Shaikh Yusuf Al-Ahmad in un “trend topic”, generando consapevolezza sull'ingiusto incarceramento dello studioso islamico, detenuto senza nessun capo di accusa e senza un processo regolare.

Essam Al Zamil dice scherzando [ar]:

الله أكبررر ‎:)‏ اسم الشيخ يوسف الأحمد اسمه يصل للترند (العالمي) “Al-Ahmad” ‎‬#justice4YA‪‏

@essamz
: Dio è grande! Il nome di Shaikh Ahmad Al-Yousif è diventato un trend mondiale.

Il giornalista della rivista USA Foreign Policy, Blake Hounshell, individua e riconosce il fenomeno in un tweet subito rilanciato dal Ahmed Al Omran:

@ahmed: RT : Momento di svolta? Gli utenti di Twitter in Arabia Saudita fanno di Al-Ahmad, detenuto, una tendenza globale.

Trend mondiale del termine 'Al-Ahmad' su Twitter

Trend mondiale del termine

 

Secondo quanto riportato da Human Rights Watch, Al-Ahmad è stato arrestato [en] a causa di un commento scritto il 7 luglio 2011 in un video da lui stesso pubblicato su YouTube. Nel commento, Al-Ahmad criticava la detenzione a lungo termine di persone sospette, imprigionati senza accusa e senza giusto processo.

Ironicamente, le autorità saudite non hanno annunciato alcuna imputazione ai danni di Al-Ahmad, già in carcere da otto mesi e docente presso la Imam Muhammad bin Saud University di Riyadh.

Sheikh Youssef al-AhmadLa campagna di sensibilizzazione su Twitter ha portato ad un'ondata di protesta a favore di Al-Ahmad e contrassegnata dalla tag: #justice4YA.

La campagna è stata capeggiata da @SaudiDetainees, dopo il successo della sua prima campagna Twitter che denunciava il caso di un altro prigioniero politico, Mohammed Albajady, di 34 anni, detenuto per quasi un anno, anche lui senza nessun capo di accusa e senza processo regolare.

Al Zamil scrive:

@essamz: Lui ha detto “NO” alla faccia dell'ingiustizia. Noi diciamo “SI” alla sua liberazione. #justice4YA

Khaled Al Naser aggiunge [ar]:

عندما نطلب العدالة ليوسف الأحمد نطلبها لكل معتقل تعسفياً، نطلبها لكل إسلامي أو ليبرالي، لكل سني أو شيعي، العدالة والحرية للجميع
@Mashi9a7: Nel momento in cui chiediamo giustizia per Yusuf Al-Ahmad, la esigiamo per ogni persona detenuta arbitrariamente. La esigiamo per ogni islamista e liberale, per ogni sunnita e sciita. Giustizia e libertà sono un diritto di tutti e tutte.

Anche il noto blogger saudita, Fuad Al Farhan, arrestato per scrivere in un Blog, ha unito la sua voce alla campagna. Fuad scrive:

الحرية للشيخ يوسف الأحمد.. آن لملف الاعتقال والسجون أن يغلق للأبد ونضعه كشعب وحكومة خلف ظهورنا ونمضي

@alfarhan
: Libertà per Shaikh Yusuf Al-Ahmad. È ora che questo capitolo di arresti e incarceramenti si chiuda per sempre per noi tutti come nazione, e che il governo lo abbandoni per poter andare avanti.

Anche Al-Ahmad ha un account Twitter, @yusufalahmed, al momento gestito da un fan che pubblica tweet con aggiornamenti su Al-Ahmad, sulle sue condizioni di detenzione e su come peggiora lo stato di salute della sua anziana madre, malata di cancro.

Reporter senza Frontiere menziona [en] l'Arabia Saudita come uno dei peggiori nemici d'Internet nella lista 2012 dei Paesi che applicano la censura a Internet e in cui si reprime la libertà di espressione. Rimane solo da vedere quanto potrà durare questa fresca ondata di libertà d'espressione dei netizen sauditi.

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